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Doppio assalto, disinnescate le difese: l'operazione di Israele in Iran concepita come una guerra

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La prima ondata ha colpito abitazioni di generali e scienziati: distrutto anche un grattacielo. Due ore dopo è scattato il secondo raid
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Un'operazione concepita come una guerra, con l'obiettivo di decapitare i vertici e le infrastrutture strategiche iraniane. L'attacco scagliato da Israele non ha nulla a che vedere con le incursioni, mirate e limitate, di aprile e ottobre: questa volta il governo Netanyahu ha iniziato una campagna per azzerare non solo i laboratori nucleari della teocrazia sciita ma anche i leader del suo apparato militare e dei Guardiani della Rivoluzione, cercando di distruggere le basi più importanti delle forze armate.

La prima ondata di missili si è abbattuta contro le abitazioni di generali e scienziati, quasi tutte nel centro di Teheran. In alcuni casi gli ordigni hanno fatto esplodere un singolo appartamento ma almeno un grattacielo residenziale è crollato, accartocciando decine di piani nel cuore della notte. Sono stati presi di mira il capo di stato maggiore, il generale Mohammad Bagheri; il comandante in capo dei Guardia della Rivoluzione, Hossein Salami; il comandante dei reparti missi…

Un'operazione concepita come una guerra, con l'obiettivo di decapitare i vertici e le infrastrutture strategiche iraniane. L'attacco scagliato da Israele non ha nulla a che vedere con le incursioni, mirate e limitate, di aprile e ottobre: questa volta il governo Netanyahu ha iniziato una campagna per azzerare non solo i laboratori nucleari della teocrazia sciita ma anche i leader del suo apparato militare e dei Guardiani della Rivoluzione, cercando di distruggere le basi più importanti delle forze armate.

La prima ondata di missili si è abbattuta contro le abitazioni di generali e scienziati, quasi tutte nel centro di Teheran. In alcuni casi gli ordigni hanno fatto esplodere un singolo appartamento ma almeno un grattacielo residenziale è crollato, accartocciando decine di piani nel cuore della notte. Sono stati presi di mira il capo di stato maggiore, il generale Mohammad Bagheri; il comandante in capo dei Guardia della Rivoluzione, Hossein Salami; il comandante dei reparti missilistici dei pasdaran, Amir Ali Hajizadeh. Nel mirino anche scienziati e dirigenti delle ricerche nucleari. Quattro "figure apicali" sarebbero state uccise: tra loro viene indicato Hossein Salami. Sempre nella fase iniziale dell'offensiva sono stati bombardati i laboratori atomici sotterranei di Natanz e di Fordow: nel primo è stato filmato un incendio colossale. Il first strike si è diretto contro nove comandi, depositi di droni e aeroporti, sei dei quali nei dintorni della capitale. Il quartiere generale dei Guardiani della Rivoluzione è stato raso al suolo.

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Non risultano reazioni della contraerea: è probabile che gli israeliani abbiano colpito con caccia rimasti sui cieli iracheni, fuori dai confini iraniani, e forse con cruise lanciati dai sottomarini Dolphin penetrati nel Golfo Persico. Due ore dopo, è partito il secondo assalto. Sono stati distrutti radar di guida e postazioni della difesa aerea, in modo da bloccare le capacità di contrasto iraniane contro le squadriglie. È anche probabile che gli israeliani siano riusciti a prendere di mira missili e droni, portati fuori dai loro bunker dopo il primo attacco per preparare la ritorsione degli ayatollah: li avrebbero colpiti nell'unico momento in cui si trovavano allo scoperto. Ci sono stati attacchi contro altri centri del programma di arricchimento dell'uranio, sulle caserme di Tabriz, nel nord, e in alcuni aeroporti. Senza più ostacoli dalla contraerea gli F35 si sono avvicinati ai bersagli, colpendo altre due volte le strutture nucleari di Natanz. Questa pioggia di ordigni potrebbe proseguire nei prossimi giorni tentando di prevenire una rappresaglia o quantomeno ridurne il volume di fuoco.

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