Attacco in piena notte al cuore della repubblica islamica. Trump: “Accordo o nuova distruzione”
dalla nostra inviata Gabriella ColarussoTEL AVIV – Israele apre un nuovo fronte di guerra in Medio Oriente. In piena notte, poco prima delle 3 locali, le 2 in Italia, l’aeronautica e i servizi di intelligence hanno lanciato un attacco a più livelli contro l’Iran, colpendo una dozzina di obiettivi, siti nucleari ma anche edifici residenziali a nord di Teheran, mirando al cuore del programma nucleare iraniano ma anche ai vertici della Repubblica Islamica. Hassam Salami, il capo dei guardiani della rivoluzione, i Pasdaran, braccio armato della rivoluzione khomeinista, è rimasto ucciso in uno dei raid a Teheran nord. Con lui, Mohammad Bagheri, dal 2016 capo di stato maggiore delle forze armate, l'ex capo dell'Organizzazione per l'energia atomica dell'Iran Fereidoun Abbasi e altri scienziati e militari di alto rango. Il fuoco israeliano ha travolto anche Ali Shamkani, da almeno due decenni una delle figure più influenti dell’apparato di sicurezza e di vertice iraniano, consigliere della Guida Suprema.
E’ un’offensiva milita…
TEL AVIV – Israele apre un nuovo fronte di guerra in Medio Oriente. In piena notte, poco prima delle 3 locali, le 2 in Italia, l’aeronautica e i servizi di intelligence hanno lanciato un attacco a più livelli contro l’Iran, colpendo una dozzina di obiettivi, siti nucleari ma anche edifici residenziali a nord di Teheran, mirando al cuore del programma nucleare iraniano ma anche ai vertici della Repubblica Islamica. Hassam Salami, il capo dei guardiani della rivoluzione, i Pasdaran, braccio armato della rivoluzione khomeinista, è rimasto ucciso in uno dei raid a Teheran nord. Con lui, Mohammad Bagheri, dal 2016 capo di stato maggiore delle forze armate, l'ex capo dell'Organizzazione per l'energia atomica dell'Iran Fereidoun Abbasi e altri scienziati e militari di alto rango. Il fuoco israeliano ha travolto anche Ali Shamkani, da almeno due decenni una delle figure più influenti dell’apparato di sicurezza e di vertice iraniano, consigliere della Guida Suprema.
E’ un’offensiva militare che sembra puntare a una destabilizzazione dell’intero sistema della Repubblica islamica se non direttamente a un cambio di regime. Lo esplicita il presidente Trump quando, dopo aver detto di non volere un attacco militare contro l’Iran a negoziati ancora aperti, manda un messaggio molto chiaro a Teheran: “C'è ancora tempo per porre fine a questo massacro, con i prossimi attacchi già pianificati che saranno ancora più brutali. L'Iran deve raggiungere un accordo, prima che non rimanga nulla, e salvare quello che un tempo era conosciuto come l'Impero iraniano”.
L’operazione Rising Lion, così l’ha chiamata Netanyahu, "durerà giorni”, ha avvertito il premier israeliano in un discorso video alla nazione nella notte di venerdì. “Abbiamo colpito il cuore del programma nucleare iraniano, il principale centro per l’arricchimento a Natanz. Per decenni i tiranni di Teheran hanno sfacciatamente e apertamente invocato la distruzione di Israele, questo è un pericolo chiaro e attuale per la sopravvivenza stessa di Israele".
Quello che sta succedendo in queste ore ricorda la sequenza di attacchi con cui Israele l’anno scorso ha decapitato e poi rovesciato Hezbollah, il movimento paramilitare libanese alleato forte dell’Iran. Gli scienziati e i capi militari iraniani saltano in aria nei loro appartamenti nel centro di Teheran, con operazioni anche chirurgiche che sventrano un solo piano di un edificio, dimostrando ancora una volta un livello profondo di penetrazione e intelligence israeliana nella Repubblica Islamica. La campagna contro Hezbollah ha portato alla fine del suo leader, Nasrallah.
L’esercito israeliano intanto ha confermato di aver preso di mira siti nucleari e basi militari, le “capacità missilistiche a lungo raggio”, attaccando decine di obiettivi in una "offensiva preventiva, precisa e combinata" in diverse aree del paese. I raid proseguono in diverse zone del paese, a Tabriz, nel nord, a Shiraz nel sud. E non solo attacchi aerei. Le operazioni dei jet si sono appoggiati a squadre del Mossad sul territorio iraniano che hanno piazzato armi per distruggere dall’interno i lanciatori di missili e lasciare così campo libero agli aerei, ritardando la risposta iraniana.
Testimoni a Teheran raccontano di forti esplosioni, la terra e le finestre che tremavano, anche in zone residenziali. Video che Repubblica non è in grado di verificare in maniera indipendente mostrano grosse colonne di fumo alla periferia della capitale iraniana e almeno un edifico di oltre sei piani sventrato da una esplosione nel quartiere Shahid Mahalati, a nordest di Teheran, dove vivono molti membri dell'Esercito e delle Irgc, i pasdaran.
Dal sito nucleare di Natanz si alza una enorme colonna di fumo nero, ma non ci sarebbero al momento rischi di contaminazione nucleare.
Il ministro della Difesa israeliano Katz ha dichiarato lo stato di emergenza speciale “su tutto il territorio dello Stato di Israele” perché si prevede un “attacco missilistico e con droni dall'Iran nel prossimo futuro”. Lo spazio aereo israeliano è stato chiuso a tutti i voli, attività scolastiche, manifestazioni e assembramenti sono vietati. A Tel Aviv e nelle altre città israeliane centinaia di persone sono corse nei rifugi, allertate dall’allarme scattato sui cellulari. “Non sappiamo cosa succede, ma temo che staremo qui molto a lungo”, dice Sharon, riparata con la madre in uno shelter nel centro città.
Mentre avvenivano le prime esplosioni a Teheran, Trump si trovava sul prato della Casa Bianca, in compagnia di membri del Congresso. Tra qualche ora riunirà il consiglio di sicurezza. Non è chiaro se fosse stato informato dell’operazione, ma il segretario di Stato Marco Rubio ha parlato di una azione “unilaterale” di Israele. “Non siamo coinvolti nei raid e la nostra priorità è proteggere le forze americane nella regione”. Una operazione di questo genere però difficilmente potrebbe essere stata improvvisata e soprattutto pianificata da tempo senza il supporto dell’intelligence statunitense.
Solo poche ore prima dell’attacco israeliano, il presidente Trump, che diceva di voler trovare un accordo diplomatico con l’Iran per limitare il suo programma nucleare, aveva esortato il governo Netanyahu a non intraprendere azioni militari a negoziati ancora in corso, pur non escludendo la possibilità di un attacco israeliano. Più tardi, in un’intervista con Abc News, ha definito “eccellenti” i raid israeliani in Iran.
Ieri tuttavia Washington aveva disposto l’evacuazione del suo personale non essenziale da diverse ambasciate nella regione. Domenica è previsto un nuovo round di colloqui tra Iran e Stati Uniti, ma dopo i raid israeliani non è detto che l’incontro avvenga. I negoziati tra le due parti si sono arenati sulla questione dell’arricchimento: gli americani non vogliono che l’Iran arricchisca l’uranio in patria, l’Iran rivendica il suo diritto a farlo per scopi pacifici.