✕

Washington minaccia la California: “Taglieremo i fondi all’istruzione”

(afp)

Ascolta l'audio

Il senatore dem Alex Padilla è stato arrestato nel corso di una conferenza stampa di Kristi Noem per aver alzato la voce
2 minuti di lettura

LOS ANGELES – Siamo arrivati al punto che un senatore della California, Alex Padilla, è stato ammanettato e arrestato durante la conferenza stampa che la segretaria della Homeland Security, Kristi Noem, ha tenuto ieri a Los Angeles. È vero che lui aveva alzato la voce per interromperla, ponendo domande, ma la reazione dimostra quanto alto sia diventato il livello dello scontro fra l’amministrazione e l’opposizione democratica, che poi è il vero obiettivo politico delle retate contro gli immigrati.

Noem era venuta per partecipare ad alcuni raid, per sottolineare la sua presenza e la forza delle misure adottate. Lei ha rimproverato a Padilla i modi e il fatto che non avesse chiesto appuntamento. Poi si sono parlati, ma ormai il dialogo civile è un ricordo sbiadito nella politica americana. Del resto lo stesso presidente Trump, ripetendo la tattica già adottata contro le università, ha minacciato di togliere alla California tutti i fondi federali per l’istruzione.

Il governatore N…

LOS ANGELES – Siamo arrivati al punto che un senatore della California, Alex Padilla, è stato ammanettato e arrestato durante la conferenza stampa che la segretaria della Homeland Security, Kristi Noem, ha tenuto ieri a Los Angeles. È vero che lui aveva alzato la voce per interromperla, ponendo domande, ma la reazione dimostra quanto alto sia diventato il livello dello scontro fra l’amministrazione e l’opposizione democratica, che poi è il vero obiettivo politico delle retate contro gli immigrati.

Noem era venuta per partecipare ad alcuni raid, per sottolineare la sua presenza e la forza delle misure adottate. Lei ha rimproverato a Padilla i modi e il fatto che non avesse chiesto appuntamento. Poi si sono parlati, ma ormai il dialogo civile è un ricordo sbiadito nella politica americana. Del resto lo stesso presidente Trump, ripetendo la tattica già adottata contro le università, ha minacciato di togliere alla California tutti i fondi federali per l’istruzione.

Il governatore Newsom ha risposto che potrebbe invitare i concittadini alla disobbedienza fiscale, visto che lo stato più ricco dell’Unione consegna al fisco 83 miliardi di dollari in più di quanti ne riceve indietro sotto forma di servizi, secondo il Rockefeller Institute. Sarebbe illegale, ma secondo Newsom era illegale anche mandare la Guardia Nazionale e ora 700 Marines, in arrivo nel giro di 24 ore, per sedare un’insurrezione mai avvenuta. Infatti ha chiesto al giudice di San Francisco Charles Breyer di ordinare il ritiro delle truppe, e ieri sera si è tenuta l’udienza per stabilire chi ha ragione.

Trump sostiene non solo che era suo diritto attivare i militari, ma anche che è servito a prevenire disordini più gravi. Newsom gli ha risposto con un’intervista al New York Times, in cui ha accusato il presidente di infiammare ad arte e per tornaconto politico la situazione, che era già sotto il controllo della polizia locale. Dietro le quinte osserva la crisi l’ex candidato presidenziale Kamala Harris, che ieri ha parlato col governatore mentre valuta se candidarsi per prendere il suo posto alle prossime elezioni, visto che Newsom non può correre per il terzo mandato e forse punterà alla Casa Bianca nel 2028.

Trump pensa che il tema immigrazione, e soprattutto gonfiare la crisi grazie alle immagini di violenze e arresti, giochi a suo favore. Però secondo un sondaggio della Quinnipiac University il suo gradimento è sceso al 38%, per il caos che sta creando non solo su questo fronte, ma anche con i dazi e altro.

La situazione a Los Angeles in realtà non è più così drammatica e il coprifuoco sembra aver riportato l’ordine nelle strade davanti al municipio teatro delle proteste, almeno la notte. Ieri la polizia locale ha fatto 81 arresti, 71 perché non si sono allontanati dalle proteste quando gli è stato chiesto, 7 per violazione del coprifuoco, 2 per aggressione contro un agente e uno per avere resistito all’arresto.

Domani la protesta si allargherà a tutta l’America, con le circa 2.000 manifestazioni organizzate dal gruppo “No Kings”. Trump però potrebbe cancellare la parata militare a Washington per il cattivo tempo.

Leggi i commenti