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I misteri del Boeing 787: dal carrello aperto al racconto del superstite. L’India ordina ispezioni

(reuters)

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L’inchiesta sull’incidente che ha provocato 241 morti a bordo del volo: ipotesi guasto o errore al decollo
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LONDRA – Si accumulano i misteri sulla strage del volo Air India di giovedì, da Ahmedabad a Londra Gatwick, in cui sono morte 241 persone a bordo (più altre a terra: 274 il bilancio definitivo della tragedia). Tutti, a parte Vishwash Kumar Ramesh, miracolosamente sopravvissuto allo schianto dopo una trentina di secondi dal decollo.

Proprio riguardo al 38enne britannico di Leicester di origine indiana, ieri è apparso un nuovo video. In cui si vede un piccolo puntino volare dall'aereo, poco prima del violentissimo impatto contro uno studentato di giovani dottori locali. Potrebbe essere proprio il portellone aperto da Ramesh, dal suo posto 11A vicino all'uscita di emergenza. L'uomo non conferma, è ancora confuso, ric…

LONDRA – Si accumulano i misteri sulla strage del volo Air India di giovedì, da Ahmedabad a Londra Gatwick, in cui sono morte 241 persone a bordo (più altre a terra: 274 il bilancio definitivo della tragedia). Tutti, a parte Vishwash Kumar Ramesh, miracolosamente sopravvissuto allo schianto dopo una trentina di secondi dal decollo.

Proprio riguardo al 38enne britannico di Leicester di origine indiana, ieri è apparso un nuovo video. In cui si vede un piccolo puntino volare dall'aereo, poco prima del violentissimo impatto contro uno studentato di giovani dottori locali. Potrebbe essere proprio il portellone aperto da Ramesh, dal suo posto 11A vicino all'uscita di emergenza. L'uomo non conferma, è ancora confuso, ricoverato all'ospedale civile di Ahmedabad, dove ieri è stato confortato anche dal primo ministro indiano Narendra Modi. Ma ai media locali, Ramesh ha raccontato: «Sono uscito dai rottami del velivolo mentre altri passeggeri e l'equipaggio morivano intorno a me. Ma ricordo che, poco prima dello schianto, l'impianto di illuminazione dell'aereo fosse saltato. Le luci andavano e venivano».

Elemento che, secondo alcuni tabloid inglesi, confermerebbe la teoria di un guasto meccanico. Ciò perché il Daily Mail nelle ultime ore ha recuperato un video, su un'altra tratta nei giorni precedenti ma sempre dello stesso Boeing 787 precipitato due giorni fa in India, in cui un passeggero nota: «Guardate, non funziona niente. Né gli schermi, né l'aria condizionata. Niente».Ma si tratta solo di speculazioni, perché le indagini avranno bisogno di tempo. Ieri è stata recuperata una delle due scatole nere, quella relativa ad altitudine e altri dati tecnici.Mentre manca ancora all'appello quella delle registrazioni e delle comunicazioni del cockpit. Intanto, l'India ha imposto controlli supplementari su tutti i Boeing 787, operativi dal 2022 e sino a giovedi col curriculum immacolato. A parte quattro atterraggi di emergenza quest'anno, tutti a buon fine.Ma la strage di giovedì è avvenuta al decollo. Perché? Di certo, come chiaro dai primi video della tragedia, il carrello era ancora aperto mentre l'aereo spiccava il volo e anche i flap sulle ali non erano estesi in posizione giusta, per favorire la massima spinta. Segnale di una procedura di decollo potenzialmente non corretta o di un possibile errore umano. Eppure, data la tecnologia degli aerei 787, si tratta di operazioni oramai semi-automatiche.

Secondo fonti investigative, il capitano indiano, Sumeet Sabharval, 60enne e non un novellino al comando insieme al copilota Clive Kundar, sarebbe riuscito a lanciare l'allarme, il "Mayday", citando un flop di potenza. Dunque, che i due motori abbiano avuto contemporaneamente un'avaria? Non impossibile, ma improbabile. Forse sono andati fuori uso per un birdstrike, uno stormo di uccelli? Difficile a quelle temperature. O magari proprio il caldo ha contribuito a limitare la spinta dell'aereo, insieme ad altri fattori? Non è da escludere. Remota, al momento, l'ipotesi di sabotaggio, anche se gli investigatori ufficialmente non escludono nulla. Lo stesso Ramesh, superstite a differenza del fratello Ajav, ieri ha raccontato di aver sentito «un forte botto» mentre l'aereo si alzava a fatica, prima di schiantarsi.

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