TEL AVIV – Le bombe in cielo non assomigliano alle anime in terra, non hanno paura. Quando arriva il messaggio di Saeed sono le otto e mezza di sera, scrive da Teheran. «Sono sfinito, arrabbiato, ho paura. Tu come stai? Stay safe a Tel Aviv». Pochi secondi e l’allarme sul telefonino dice che l’attesa è finita: la guerra è cominciata anche qui, nel cuore di Israele. Centinaia di missili balistici …