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La parata a Washington e proteste in ogni città: Trump fa sfilare i carri armati e spacca l’America

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Duemila manifestazioni del movimento “No Kings” si svolgono nel giorno della sfilata militare voluta dal presidente
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WASHINGTON – Una parata militare a Washington, per celebrare il compleanno dell’esercito americano, ma soprattutto quello del presidente Trump; e proteste in tutto il resto del Paese, per contestare il capo della Casa Bianca e il suo uso personale delle forze armate, a partire da Los Angeles, ma anche tutte le altre iniziative politiche che spingono gli Stati Uniti verso il dirupo dell’autocrazia.

È stata una giornata distopica, quella vissuta ieri dall’America, perché distopico è il momento che vive, confermando la spaccatura e l’instabilità senza precedenti della democrazia più antica del mondo moderno. Come ha dimostrato l’attacco nel Minnesota, macchiando di sangue anche la protesta e sottolineando in maniera tragica i rischi che corrono gli Usa.

Le manifestazioni di ieri erano state lanciate dal gruppo “No Kings”, che come dice il nome voleva ricordare le radici della nazione, nata dalla rivoluzione contro la monarchia colonizzatrice di Londra. Si sono tenute in oltre 2.000 …

WASHINGTON – Una parata militare a Washington, per celebrare il compleanno dell’esercito americano, ma soprattutto quello del presidente Trump; e proteste in tutto il resto del Paese, per contestare il capo della Casa Bianca e il suo uso personale delle forze armate, a partire da Los Angeles, ma anche tutte le altre iniziative politiche che spingono gli Stati Uniti verso il dirupo dell’autocrazia.

È stata una giornata distopica, quella vissuta ieri dall’America, perché distopico è il momento che vive, confermando la spaccatura e l’instabilità senza precedenti della democrazia più antica del mondo moderno. Come ha dimostrato l’attacco nel Minnesota, macchiando di sangue anche la protesta e sottolineando in maniera tragica i rischi che corrono gli Usa.

Le manifestazioni di ieri erano state lanciate dal gruppo “No Kings”, che come dice il nome voleva ricordare le radici della nazione, nata dalla rivoluzione contro la monarchia colonizzatrice di Londra. Si sono tenute in oltre 2.000 luoghi, senza un vero coordinamento politico, ma puntando sulla spontanea insoddisfazione della gente che vede in Trump il pericolo di una deriva autoritaria. Le motivazioni originarie stavano in tutti i suoi provvedimenti, dai tagli alla spesa pubblica che colpiscono i servizi per i più poveri, ai licenziamenti dei dipendenti federali decisi da Doge di Elon Musk, passando per l’immigrazione, le deportazioni, le sfide lanciate al sistema giudiziario e a quello universitario, e quindi alla Costituzione. A tutto questo poi si è aggiunto lo schieramento della Guardia Nazionale e dei Marines a Los Angeles, che ha dato anche la conferma pratica e visiva della volontà di occupare e cambiare la nazione con la forza.

Circa cinque milioni di americani, secondo l'organizzazione MoveOn, sono scesi in piazza, al grido di "difendiamo la libertà" e "salviamo la democrazia". L’ordine era quello di evitare violenze, proprio per non fare il gioco di Trump, e ha funzionato quasi ovunque, tranne alcuni incidenti come quelli avvenuti ad Atlanta, dove la polizia ha usato i gas lacrimogeni per evitare l’assalto ad un’autostrada. Anche a Los Angeles la temperatura è tornata ad alzarsi e le forze dell’ordine sono intervenute per disperdere la folla che si avvicinava agli edifici federali. A Houston però i manifestanti hanno porto fiori ai poliziotti, un po’ come avveniva negli anni Sessanta durante le manifestazioni contro la guerra in Vietnam, mentre a New York, vicino Bryant Park, c’era gente che andava in giro con parrucche regali che sembravano rubate dal palcoscenico del musical "Hamilton".

(afp)

L'estrema destra però ha cercato di infiltrare le proteste, ad esempio con i messaggi dei Proud Byos su Telegram che incitavano alla violenza e insegnavano ad usare le armi, suggerendo questa tattica: "Sparate a un paio, gli altri andranno a casa". Detto da gente che il 6 gennaio 2021 aveva assaltato davvero il Congresso, aiuta a capire il clima di odio che regna.

Nel tardo pomeriggio Trump ha risposto mostrando i muscoli, con la parata per celebrare i 250 anni dell'esercito e il suo settantanovesimo compleanno, a cui hanno partecipato 28 carri armati Abrams, 6.700 soldati, 50 elicotteri e bombardieri B-25 della Seconda Guerra Mondiale, per un costo stimato dal Pentagono tra i 25 e i 45 milioni di dollari.

"Ogni altro Paese - ha detto il presidente - celebra le proprie vittorie. Era ora che anche l'America lo facesse. Siamo la nazione più in voga al mondo in questo momento". I critici della parata la vedevano come un evento politico, guarda caso coinciso col compleanno del capo della Casa Bianca. Nel suo discorso però Trump ha cercato di adottare un tono patriottico: "Se minacciate il popolo americano, i nostri soldati verranno a prendervi. Le forze armate statunitensi sono le migliori al mondo e i nemici che le hanno sfidate se ne sono pentiti". Quindi ha aggiunto: "L'esercito americano ha piantato le baionette nel cuore di imperi malvagi. I soldati statunitensi combattono, combattono, combattono e vincono, vincono", ripetendo la frase adottata come slogan dall’attentato subito a Butler durante la campagna elettorale.

Alcuni manifestanti si sono avvicinati alla parata, alzando cartelli con su scritto "Grazie Esercito, vergognati Trump" e "Ferma il fascista ora". Non ci sono stati disordini, però, e l’evento si è chiuso con i fuochi d’artificio.

Anche noi in Italia facciamo la parata militare, ma per ricordare la nascita della Repubblica, possibilmente condivisa. Le leggi americane vietano l’uso dei militari nelle strade, a parte veri casi di insurrezione, proprio perché le forze armate devono essere viste come un’istituzione neutrale al servizio della sicurezza di tutto il paese. Trump ha scalfito questa fiducia, secondo i manifestanti "No Kings", indebolendo così il paese che promette di rifare grande.

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