L'India apre le porte a cinque università estere, anche una italiana: l’Istituto europeo del design
di Sara BennewitzMILANO – Se sempre più giovani indiani vanno a studiare all’estero, forse è meglio far entrare le università straniere in India. Così ha ragionato il governo di Narendra Modi per arginare la fuga di cervelli che dal Paese migra verso Europa, Usa e Australia, per completare un percorso di studi che in casa non c’è o non non è accessibile a tutti. Come sempre a migrare per ragioni di studio sono soprattutto gli uomini, ma solo uno su tre torna in Patria per mettere a frutto quanto appreso, e contribuire allo sviluppo del Paese. Sono peraltro tantissimi i manager di origine indiana al vertice di alcuni colossi mondiali, come Sundar Pichai di Google o Satya Nadella di Microsoft
E così per la prima volta nella storia dell’India cinque università straniere hann…
MILANO – Se sempre più giovani indiani vanno a studiare all’estero, forse è meglio far entrare le università straniere in India. Così ha ragionato il governo di Narendra Modi per arginare la fuga di cervelli che dal Paese migra verso Europa, Usa e Australia, per completare un percorso di studi che in casa non c’è o non non è accessibile a tutti. Come sempre a migrare per ragioni di studio sono soprattutto gli uomini, ma solo uno su tre torna in Patria per mettere a frutto quanto appreso, e contribuire allo sviluppo del Paese. Sono peraltro tantissimi i manager di origine indiana al vertice di alcuni colossi mondiali, come Sundar Pichai di Google o Satya Nadella di Microsoft
E così per la prima volta nella storia dell’India cinque università straniere hanno ricevuto l’autorizzazione ad aprire una sede in loco, per formare i giovani di una classe media che sta crescendo a vista d’occhio, sia per ragioni demografiche sia per ragioni economiche. Tra questi prestigiosi atenei, ce n’è anche uno italiano, l'Istituto Europeo di Design, che già oggi forma 10mila studenti all’anno, nelle sue 11 sedi tra cui oltre in Italia (Milano, Cagliari, Firenze, Roma, Torino e l’Accademia di Belle Arti Aldo Galli a Como), Spagna (Barcellona, Bilbao, Madrid) e Brasile (Rio de Janeiro e San Paolo).
“Oltre un milione di studenti si sposta dall’India verso l’estero per completare gli studi, un dato che peraltro è in crescita, di questi solo il 33% rientra nel Paese una volta che ha ultimato il suo percorso formativo- spiega Francesco Gori, amministratore delegato del Gruppo Ied - Per questa ragione il Governo indiano ha deciso nel dicembre 2023 di concedere alle università straniere di aprire delle sedi in India. Seguendo la sua vocazione internazionale, il Gruppo IED ha colto questa opportunità, inserendo l’India fra i Paesi di interesse per il suo piano di sviluppo”.
Oltre allo Ied, a ricevere la lettera di intenti dal Ministero Indiano (Minister of Education - Government of India) che offre la possibilità di erogare sul territorio i corsi di diploma accademico di primo livello, accreditati dal Mur in Italia, ci sono anche due università dell’ex casa madre, ovvero Gran Bretagna (la Aberdeen University e la University of York), una australiana (la University of Western Australia) e chiaramente una Usa ( l’Illinois Institute of Technology)
Sabato 14 giugno si svolgerà a Mumbai la Granting Ceremony organizzata dal Governo di Maharashtra e il Ministero Indiano (Minister of Education - Government of India), si apriranno le porte ai 5 atenei stranieri, autorizzandoli a formare la futura classe di manager e imprenditori del Paese.