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Arabi e ragazze, i nuovi infiltrati del Mossad: insospettabili e in grado di mimetizzarsi

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Per individuare leader militari, scienziati e siti da colpire l’intelligence usa uomini e donne integrati perfettamente nel Paese
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Una legione straniera di agenti doppiamente segreti, perché reclutati lontano da Israele: sono questi gli esecutori senza nome che avrebbero permesso al Mossad di infiltrarsi nelle strade di Teheran e nei deserti delle basi missilistiche, permettendo di localizzare le residenze degli uomini chiave del regime e degli scienziati che lavoravano all’atomica. Uomini e soprattutto donne, selezionati in Paesi insospettabili e addestrati per anni prima di entrare in azione. L’ipotesi è stata formulata nel 2021, quando droni lanciati dal territorio iraniano hanno incendiato un centro di ricerche nucleari. La conferma è arrivata lo scorso anno, quando una rete di spie israeliane è stata arrestata in Turchia: erano in gran parte cittadini palestinesi o siriani, ingaggiati dall’intelligence dello Stato ebraico.

Per le missioni in Iran sarebbero stati selezionati giovani appartenenti alle minoranze sciite dell’Afghanistan, della diaspora libanese e delle repubbliche ex sovietiche dell’Asia. O…

Una legione straniera di agenti doppiamente segreti, perché reclutati lontano da Israele: sono questi gli esecutori senza nome che avrebbero permesso al Mossad di infiltrarsi nelle strade di Teheran e nei deserti delle basi missilistiche, permettendo di localizzare le residenze degli uomini chiave del regime e degli scienziati che lavoravano all’atomica. Uomini e soprattutto donne, selezionati in Paesi insospettabili e addestrati per anni prima di entrare in azione. L’ipotesi è stata formulata nel 2021, quando droni lanciati dal territorio iraniano hanno incendiato un centro di ricerche nucleari. La conferma è arrivata lo scorso anno, quando una rete di spie israeliane è stata arrestata in Turchia: erano in gran parte cittadini palestinesi o siriani, ingaggiati dall’intelligence dello Stato ebraico.

Per le missioni in Iran sarebbero stati selezionati giovani appartenenti alle minoranze sciite dell’Afghanistan, della diaspora libanese e delle repubbliche ex sovietiche dell’Asia. Oltre a loro ci sarebbero europei, sudamericani e arabi, scelti tra cittadini di Paesi con forti interessi economici a Teheran che quindi possono più facilmente trovare una copertura. Il Mossad delle origini spesso affidava le sue operazioni a ebrei cresciuti nelle comunità europee, statunitensi o arabe. Oggi ha bisogno di persone che siano in grado di inserirsi in una nazione chiusa e diffidente come la Repubblica Islamica.

Le migliori sarebbero le ragazze, abili nel farsi invitare nelle ville dei potenti sulle colline della capitale quanto nel costruire ordigni o sparare con precisione. La loro realtà ha superato le protagoniste femminili di fiction come “Fauda” o “Teheran”. Alcune nella notte tra giovedì e venerdì avrebbero “marchiato” con puntatori laser le abitazioni dei leader dei pasdaran: una traccia seguita dai missili “Spice” sganciati dai caccia della prima ondata. Altre hanno accompagnato nel deserto le pattuglie di incursori scesi dal cielo per colpire alle spalle i semoventi della contraerea e spargere nugoli di droni killer in prossimità dei nascondigli dei missili balistici. Poi sono scomparse nel nulla.

Da 72 ore i vertici della teocrazia vivono nella psicosi della quinta colonna: ci sono arresti e perquisizioni dovunque. I leader sono alla frenetica ricerca di rifugi ma allo stesso tempo devono comunicare tra loro per gestire i drammatici sviluppi della situazione: le telefonate e le chat, per quanto criptate, diventano tracce elettroniche che non sfuggono agli aerei spia del Mossad permettendo di indirizzare gli agenti sul campo verso nuove piste. Con una possibile svolta: ora che hanno il pieno dominio dell’aria e non temono più la contraerea, gli israeliani potrebbero osare attacchi di parà contro i bunker sotterranei dei missili o dei laboratori nucleari che le bombe non riescono a penetrare. Qualcosa di simile lo hanno già fatto in Siria. Agire nei cunicoli iraniani potrebbe essere molto pericoloso, ma non sembrano esserci alternative per espugnare le basi scavate nel ventre delle montagne.

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