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Emergenza larve mangiauomini in Centro America, un laboratorio crea mosche sterili per combatterle

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Questi parassiti si schiudono nelle ferite degli animali e ne divorano la carne. Più raramente possono colpire anche gli uomini. Scienziati panamensi producono e diffondono maschi infertili per limitarne la diffusione. E gli Usa sospendono l’importazione di bestiame messicano
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Da quasi due anni nel Centro America è tornata la piaga delle Cochliomyia hominivorax, le larve mangiauomini che infestano il bestiame e ne divorano la carne fino ad ucciderlo, tanto da portare l’amministrazione Trump a sospendere l’importazione di bovini dal Messico. Per combatterla, a Panama è in atto un programma per sterilizzare le “mosche assassine” che depongono le larve.

Il progetto è portato avanti dal Copeg, la Commissione di Panama e Stati Uniti per lo sradicamento e la prevenzione delle larve assassine. Gli scienziati del Copeg allevano e poi sterilizzano in laboratorio, con delle speciali radiazioni ionizzanti, le mosche maschio nel loro stadio di pupe. Gli insetti vengono poi trasportati nelle aree dove c’è una richiesta (soprattutto in Messico) e disperse …

Da quasi due anni nel Centro America è tornata la piaga delle Cochliomyia hominivorax, le larve mangiauomini che infestano il bestiame e ne divorano la carne fino ad ucciderlo, tanto da portare l’amministrazione Trump a sospendere l’importazione di bovini dal Messico. Per combatterla, a Panama è in atto un programma per sterilizzare le “mosche assassine” che depongono le larve.

Il progetto è portato avanti dal Copeg, la Commissione di Panama e Stati Uniti per lo sradicamento e la prevenzione delle larve assassine. Gli scienziati del Copeg allevano e poi sterilizzano in laboratorio, con delle speciali radiazioni ionizzanti, le mosche maschio nel loro stadio di pupe. Gli insetti vengono poi trasportati nelle aree dove c’è una richiesta (soprattutto in Messico) e disperse nel territorio dagli aerei. Le mosche femmine si riproducono solo una volta nella loro vita; quindi, se si accoppiano con un maschio sterile e non hanno prole, si limita la diffusione della specie. Il laboratorio panamense produce circa 109 milioni di insetti sterili ogni settimana dallo scorso gennaio e il suo metodo si è rivelato il più efficace, oltre che il più ecologico, dato che non prevede la diffusione di sostanze chimiche.

Quando riescono a riprodursi, invece, questi parassiti depongono le uova preferibilmente nelle ferite degli animali e, più raramente, anche degli uomini. Successivamente le larve si schiudono dentro la piaga e iniziano a mangiare la carne dell’ospite, spesso fino ad ucciderlo. A rendere la specie particolarmente insidiosa è il fatto che attacca e infetta i tessuti sani, non solo quelli malati.

I tentativi di sradicarla da tutto il continente americano sono iniziati negli anni ‘50 e alla fine degli anni ‘90 era considerata debellata da tutti i Paesi. Poi il 5 luglio del 2023, Panama ha dichiarato l’emergenza sanitaria e lanciato l’allarme: la mosca mangiauomini è tornata. “È come quando arriva uno tsunami”, ha spiegato Janina Subía, patologa veterinaria del Copeg, a El País “ci siamo sentiti impotenti di fronte a quest'onda, ma possiamo farcela e stiamo lavorando sodo”. Sono quasi 50mila i casi accertati tra Panama, Costa Rica e Nicaragua.

Ma a pagare il prezzo più alto è stato il Messico: i casi registrati nel Paese (che hanno colpito anche un essere umano, una donna di 77 anni) hanno portato alla sospensione dell’importazione di bovini, bisonti e cavalli messicani negli Stati Uniti, causando danni devastanti a un settore che vale più di un miliardo di dollari all'anno. Il Dipartimento dell’Agricoltura americano ha interrotto due volte l’importazione del bestiame, l’ultima a maggio, accusando la presidente messicana Claudia Sheinbaum di non fare abbastanza per debellare la larva, limitando a sei giorni su sette i voli del Copeg che diffondono le mosche sterili.

Sheinbaum ha negato le accuse statunitensi e spera di scampare a un altro colpo devastante all’economia del Paese, dopo i dazi. Il capo veterinario del Dipartimento dell’Agricoltura ha dichiarato comunque che entro la fine dell’anno verrà revocata la sospensione, ma fino ad allora il Messico dovrà pagare il prezzo della larva mangiauomini.

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