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La Cina contro Von der Leyen e le preoccupazioni del G7 su Taiwan

(reuters)

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La presidente della Commissione aveva condannato le politiche industriali di Pechino che “minano i concorrenti in settore chiave”. Sulle attività nel Mar cinese meridionale: “Niente ingerenze”. Attacco al canadese Carney: “Parla di eccesso di produzione cinese come pretesto per il protezionismo”
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PECHINO - Attacchi al G7 e alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. Non il modo migliore per avvicinarsi al vertice Cina-Ue che ci sarà a Pechino tra poco più di un mese, il 24 e 25 di luglio. Al vertice del G7 in Canada la presidente della Commissione europea von der Leyen ha condannato le politiche industriali di Pechino parlando di un nuovo “shock cinese”. È toccato al portavoce del Ministero degli Esteri, Guo Jiakun, difendere la posizione cinese affermando che “tali osservazioni ignorano i fatti, sono piene di pregiudizi e di doppi standard. La Cina esprime forte insoddisfazione e ferma opposizione”.“La nostra competitività si basa su punti di forza reali, non su sovvenzioni governative”, ha continuato Guo.

Nel suo discorso von der Leyen ha accusato Pechino di utilizzare il suo quasi monopolio su alcuni settori “non solo come merce di scambio, ma anche come arma per minare i concorrenti in settori chiave”. E, ha continuato: “Con il rallentamento dell'econom…

PECHINO - Attacchi al G7 e alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. Non il modo migliore per avvicinarsi al vertice Cina-Ue che ci sarà a Pechino tra poco più di un mese, il 24 e 25 di luglio. Al vertice del G7 in Canada la presidente della Commissione europea von der Leyen ha condannato le politiche industriali di Pechino parlando di un nuovo “shock cinese”. È toccato al portavoce del Ministero degli Esteri, Guo Jiakun, difendere la posizione cinese affermando che “tali osservazioni ignorano i fatti, sono piene di pregiudizi e di doppi standard. La Cina esprime forte insoddisfazione e ferma opposizione”.“La nostra competitività si basa su punti di forza reali, non su sovvenzioni governative”, ha continuato Guo.

Nel suo discorso von der Leyen ha accusato Pechino di utilizzare il suo quasi monopolio su alcuni settori “non solo come merce di scambio, ma anche come arma per minare i concorrenti in settori chiave”. E, ha continuato: “Con il rallentamento dell'economia cinese, Pechino inonda i mercati globali con un eccesso di capacità produttiva sovvenzionata che il proprio mercato non è in grado di assorbire”.

Von der Leyen è attesa a Pechino a fine luglio, ma già nei giorni scorsi, come riportava il Financial Times, l’Ue si è rifiutata di tenere un incontro preliminare con la Cina in vista del summit di luglio a causa della mancanza di progressi sulle questioni commerciali.

Pechino se l’è presa anche col premier canadese Mark Carney che dopo la riunione del G7 aveva invitato la Cina ad “astenersi da distorsioni del mercato e da un eccesso di capacità produttiva dannoso”. "La cosiddetta narrativa dell'eccesso di capacità produttiva è essenzialmente dovuta alle preoccupazioni dei paesi interessati riguardo alla loro competitività e alla loro quota di mercato, che viene utilizzata come pretesto per attuare misure protezionistiche; ciò che è veramente eccessivo è l'ansia", ha affermato Guo.

Oltre alle preoccupazioni relative alla politica commerciale e industriale, i leader del G7 hanno anche discusso delle loro “preoccupazioni per le attività destabilizzanti della Cina nel Mar cinese meridionale e orientale e dell'importanza di mantenere la pace e la stabilità nello Stretto di Taiwan”. Dichiarazione che per Pechino “ha interferito negli affari interni della Cina e ha violato i principi fondamentali delle relazioni internazionali”.

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