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Khamenei: “Non ci arrenderemo”. L’appello alla nazione, poi le bombe di Israele

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La Guida suprema risponde all’ultimatum di Trump con un videomessaggio. Poco dopo il raid sulla zona dove si ritiene sia nascosto
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TEL AVIV – Prova a fare appello alla “nazione iraniana”, Ali Khamenei, adesso, dopo aver anteposto per 40 anni la Repubblica islamica all’Iran, per rispondere all’ultimatum di Trump che gli ha intimato una “resa incondizionata”. “Non ci arrenderemo”, dice in un videomessaggio trasmesso dalla tv nazionale mercoledì mattina, nel solito assetto: seduto su una sedia, sfondo ocra, bandiera a destra e il ritratto di Khomeini alle spalle.

Pochi minuti dopo, sono cominciati pesanti bombardamenti israeliani a Lavizian, nel nord di Teheran, la zona dove si crede che Khamenei sia nascosto."La nazione iraniana si oppone fermamente a una guerra imposta, così come si opporrà fermamente a una pace imposta", dichiara la Guida suprema. “Le persone sagge che conoscono l'Iran, il suo popolo e la sua storia non parlano mai a questa nazione con il linguaggio delle minacce, perché la nazione iraniana non è fatta per arrendersi. Gli americani dovrebbero sapere che qualsiasi intervento militare da parte loro…

TEL AVIV – Prova a fare appello alla “nazione iraniana”, Ali Khamenei, adesso, dopo aver anteposto per 40 anni la Repubblica islamica all’Iran, per rispondere all’ultimatum di Trump che gli ha intimato una “resa incondizionata”. “Non ci arrenderemo”, dice in un videomessaggio trasmesso dalla tv nazionale mercoledì mattina, nel solito assetto: seduto su una sedia, sfondo ocra, bandiera a destra e il ritratto di Khomeini alle spalle.

Pochi minuti dopo, sono cominciati pesanti bombardamenti israeliani a Lavizian, nel nord di Teheran, la zona dove si crede che Khamenei sia nascosto."La nazione iraniana si oppone fermamente a una guerra imposta, così come si opporrà fermamente a una pace imposta", dichiara la Guida suprema. “Le persone sagge che conoscono l'Iran, il suo popolo e la sua storia non parlano mai a questa nazione con il linguaggio delle minacce, perché la nazione iraniana non è fatta per arrendersi. Gli americani dovrebbero sapere che qualsiasi intervento militare da parte loro causerà certamente danni irreparabili”.

Il conto alla rovescia è iniziato per sapere se davvero gli Stati Uniti decideranno di entrare nel conflitto direttamente. Indirettamente sono già coinvolti, così come gli europei: hanno garantito a Israele copertura politica con la mozione di censura dell’Aiea contro l’Iran due giorni prima che iniziassero i bombardamenti israeliani, riforniscono le forze armate israeliane e il paese, che da giorni è isolato. Trump è stato inequivocabile: “Sappiamo dove si nasconde Khamenei, ma non intendiamo eliminarlo (ucciderlo), almeno per il momento".

Il presidente Usa ha ancora tutte le opzioni sul tavolo, mentre la macchina militare americana si prepara a ogni scenario bellico. L'esercito statunitense sta schierando più aerei da combattimento in Medio Oriente e sta estendendo il dispiegamento di altri velivoli da guerra, i caccia F-16, F-22 e F-35.

Lunedì Reuters aveva già rivelato lo spostamento di aerei cisterna verso l'Europa e lo schieramento di una portaerei in Medio Oriente. Gli Stati Uniti dispongono già di una forza considerevole nella regione, con quasi 40.000 soldati, sistemi di difesa aerea, aerei da combattimento e navi da guerra. Oggi il segretario Usa alla Difesa Hegseth riferirà alla Commissione forze armate del Senato.

In Iran intanto le forze di sicurezza presidiano le strade e la tv pubblica, e il governo fa appello ai lavoratori perché non evacuino e garantiscano la continuità dei servizi essenziali. Migliaia di persone sono già fuggite dalla capitale, verso nord, ma tantissime altre non hanno la possibilità di faro. Sono soprattutto i meno abbienti, che vivono al centro e al sud di Teheran.Quale potrebbe essere la reazione di Teheran a un ingresso americano in guerra è difficile da prevedere. Migliaia di soldati americani di stanza nei paesi vicini sono nel raggio d'azione delle armi iraniane, ma significherebbe una guerra totale con un avversario che l’Iran non può vincere. Né per ora si vedono cedimenti sul nucleare. Un funzionario iraniano ha detto che il Paese continuerà ad arricchire l'uranio per scopi pacifici, apparentemente chiudendo alle richieste di Trump di smantellare il programma nucleare che gli israeliani continuano a colpire. Gli ultimi hanno hanno centrato un impianto per la produzione di centrifughe e uno per la produzione di missili.

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