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L’Europa “No al cambio di regime in Iran”. Aiea, mai detto che avevano la bomba

(afp)
Macron e i partner Ue lanciano un’iniziativa diplomatica. Il monito di Guterres (Onu): “Stop a nuovi interventi militari”
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PARIGI – «È necessario porre urgentemente fine a queste operazioni militari, che rappresentano una grave minaccia per la sicurezza regionale». Emmanuel Macron convoca un Consiglio di difesa e sicurezza all’Eliseo e, al termine della riunione, diffonde un comunicato che segna una netta presa di distanza da Donald Trump. Il presidente francese, che dopo i primi bombardamenti su Teheran aveva ribadito il diritto di Israele a difendere la propria sicurezza, ora denuncia «attacchi israeliani che colpiscono sempre più obiettivi non legati al programma nucleare e balistico». La nota sottolinea che una soluzione duratura della questione nucleare e balistica «potrà essere raggiunta solo attraverso il negoziato». Macron ribadisce la volontà della Francia di avviare un «dialogo senza concessioni» con Teheran sulle sue attività di destabilizzazione nella regione. Nei prossimi giorni Parigi prenderà poi «un’iniziativa con i partner europei più vicini, al fine di proporre una soluzione negoziata e …

PARIGI – «È necessario porre urgentemente fine a queste operazioni militari, che rappresentano una grave minaccia per la sicurezza regionale». Emmanuel Macron convoca un Consiglio di difesa e sicurezza all’Eliseo e, al termine della riunione, diffonde un comunicato che segna una netta presa di distanza da Donald Trump. Il presidente francese, che dopo i primi bombardamenti su Teheran aveva ribadito il diritto di Israele a difendere la propria sicurezza, ora denuncia «attacchi israeliani che colpiscono sempre più obiettivi non legati al programma nucleare e balistico». La nota sottolinea che una soluzione duratura della questione nucleare e balistica «potrà essere raggiunta solo attraverso il negoziato». Macron ribadisce la volontà della Francia di avviare un «dialogo senza concessioni» con Teheran sulle sue attività di destabilizzazione nella regione. Nei prossimi giorni Parigi prenderà poi «un’iniziativa con i partner europei più vicini, al fine di proporre una soluzione negoziata e rigorosa».

Nel tentativo di riaprire uno spiraglio diplomatico, Macron guarda al formato E3 — Francia, Germania, Regno Unito — già in prima linea nei precedenti negoziati sul nucleare, forse da estendere ad altri Paesi. Ma i venti di guerra minano l’unità europea. Le parole del cancelliere tedesco Friedrich Merz, secondo cui Israele starebbe facendo «il lavoro sporco» per conto degli occidentali, aprono una crepa con Parigi. Il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul prova a ricucire: «Non è mai troppo tardi per tornare al tavolo delle trattative, purché lo si faccia con un’intenzione sincera».

La posizione ufficiale della Ue resta quella del compromesso: no al “cambio di regime”, appello alla “moderazione”, ritorno al negoziato sul nucleare. Nel frattempo, il direttore dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea), Rafael Grossi, ha precisato: «Siamo arrivati alla conclusione di non poter affermare che al momento ci sia stato alcuno sforzo sistematico in Iran per sviluppare un’arma nucleare». Il rapporto presentato dall’agenzia nei giorni scorsi, utilizzato da Israele per giustificare l’attacco, aveva certificato che l’Iran stava arricchendo uranio al 60 per cento. «Questo è un elemento di preoccupazione – ha aggiunto Grossi – ma non abbiamo mai detto che stessero costruendo un’arma nucleare».

Mentre regna l’incertezza sulle prossime mosse della Casa Bianca, anche il premier britannico Keir Starmer ha convocato ieri una riunione del comitato d’emergenza Cobra. Nelle cancellerie occidentali un coinvolgimento diretto Usa nel conflitto appare ormai più che un’ipotesi. Il segretario generale dell’Onu, António Guterres, ha espresso «profonda preoccupazione». È indispensabile, ha ammonito, «evitare qualsiasi ulteriore internazionalizzazione del conflitto e nuovi interventi militari» in Medio Oriente.

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