Putin il mediatore non piace all’Europa, ma è già al lavoro lo stesso: «Sono in contatto con Trump e con Israele — così come, ovviamente, con il regime iraniano — e un accordo può essere trovato», dice nella notte in un incontro con le principali agenzie tra cui la Tass. Esistono opzioni, afferma il presidente, per «garantire gli interessi dell’Iran e anche quelli di Israele», e sono opzioni che passano per il trasferimento in Russia del programma nucleare iraniano. E che assicurano a Teheran di poter continuare a trarne benefici civili senza possibili risvolti militari devastanti per Israele.
Il presidente russo, al tempo stesso, avverte che nel ventre delle montagne iraniane il potenziale atomico è intatto: «I siti sono operativi, non hanno subito danni». E, subito dopo, dice di essere d’accordo con gli israeliani che proteggeranno la sicurezza «dei nostri lavoratori che si trovano nella centrale nucleare di Bushehr». Ma attenzione, ammonisce il presidente russo: un cambio di r…
Putin il mediatore non piace all’Europa, ma è già al lavoro lo stesso: «Sono in contatto con Trump e con Israele — così come, ovviamente, con il regime iraniano — e un accordo può essere trovato», dice nella notte in un incontro con le principali agenzie tra cui la Tass. Esistono opzioni, afferma il presidente, per «garantire gli interessi dell’Iran e anche quelli di Israele», e sono opzioni che passano per il trasferimento in Russia del programma nucleare iraniano. E che assicurano a Teheran di poter continuare a trarne benefici civili senza possibili risvolti militari devastanti per Israele.
Il presidente russo, al tempo stesso, avverte che nel ventre delle montagne iraniane il potenziale atomico è intatto: «I siti sono operativi, non hanno subito danni». E, subito dopo, dice di essere d’accordo con gli israeliani che proteggeranno la sicurezza «dei nostri lavoratori che si trovano nella centrale nucleare di Bushehr». Ma attenzione, ammonisce il presidente russo: un cambio di regime a Teheran è solo un’illusione perché «gli attacchi israeliani consolidano il sostegno alla leadership».
E quanto all’opzione che possa essere assassinata la guida suprema, l’Ayatollah Ali Khamenei, «non voglio neppure discuterne». E sebbene il legame tra Russia e Iran, entrambi membri dei Brics, resti forte, «non ci hanno chiesto un aiuto militare», dice Putin. Ma il presidente russo non si limita a parlare della crisi con l’Iran, guarda anche ai rapporti tra la Russia e la Nato, a quelli con l’Europa e naturalmente alla guerra in Ucraina.
Afferma di essere pronto a incontrare il cancelliere tedesco Merz, anche se non considera gli europei come imparziali. Aggiunge di non avere alcuna intenzione di attaccare l’Europa dell’Est o la Nato. E di non considerare il riarmo della Nato stessa «una minaccia per la Federazione russa». Sull’Ucraina, però, nessuna vera novità: Putin si dichiara «pronto ad incontrare chiunque, anche Zelensky» ma «solo ad accordo raggiunto», e rimette in dubbio la legittimità del presidente ucraino a firmare.
Parla anche dell’accordo sui massimi sistemi che, così dichiara, si augura di poter stringere presto con Trump. Lui sì, dice, «ha perfettamente ragione quando afferma che, con lui presidente, la guerra in Ucraina non ci sarebbe mai stata». E ancora: «Un incontro con Trump sarebbe utile, ma occorre prepararlo».E un Putin a 360 gradi non dimentica il suo alleato più importante, la Cina: «Faremo esercitazioni militari comuni quest’anno e ha ragione quando sostiene che sui dazi si debba trovare un accordo».