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Londra, la madre della legge sul suicidio assistito: “È per mia sorella uccisa prima della Brexit”

(afp)

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Intervista a Kim Leadbeater, deputata laburista come la sorella Jo Cox, assassinata nel 2016 da un estremista di destra a una settimana dal referendum sull’uscita del Regno dalla Ue: “Senza di lei oggi non sarei qui”
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LONDRA – “Questa vittoria è per mia sorella Jo Cox. Senza di lei, e il suo insegnamento, oggi non sarei qui”. Incontriamo Kim Leadbeater, 49 anni, nella gloriosa Lobby della Camera dei Comuni britannica, dopo un voto storico. La sua proposta sul suicidio assistito è legge o quasi: alla Camera dei Comuni è passata anche in terza lettura, manca solo un ultimo check dei Lord. È stata una settimana straordinaria per la deputata, che mostra il sorriso e la semplicità di sempre: laburista come sua sorella Jo (Cox era il cognome del marito), assassinata il 16 giugno 2016 a Birstall, in Yorkshire, da un estremista di destra, a una settimana esatta dal referendum della Brexit. Jo Cox era una europeista convinta, come Kim, nel 2021 è stata eletta a Spen Valley, proprio nella circoscrizione della sorella.

Come si sente, Kim Leadbeater?

“Mi sento sollevata, davvero sollevata. Abbiamo ottenuto il risultato di cui avevano bisogno così tante persone in questo Paese. Ma sono anche felice di come è st…

LONDRA – “Questa vittoria è per mia sorella Jo Cox. Senza di lei, e il suo insegnamento, oggi non sarei qui”. Incontriamo Kim Leadbeater, 49 anni, nella gloriosa Lobby della Camera dei Comuni britannica, dopo un voto storico. La sua proposta sul suicidio assistito è legge o quasi: alla Camera dei Comuni è passata anche in terza lettura, manca solo un ultimo check dei Lord. È stata una settimana straordinaria per la deputata, che mostra il sorriso e la semplicità di sempre: laburista come sua sorella Jo (Cox era il cognome del marito), assassinata il 16 giugno 2016 a Birstall, in Yorkshire, da un estremista di destra, a una settimana esatta dal referendum della Brexit. Jo Cox era una europeista convinta, come Kim, nel 2021 è stata eletta a Spen Valley, proprio nella circoscrizione della sorella.

Come si sente, Kim Leadbeater?

“Mi sento sollevata, davvero sollevata. Abbiamo ottenuto il risultato di cui avevano bisogno così tante persone in questo Paese. Ma sono anche felice di come è stato gestito questo momento cruciale dalla Camera dei Comuni: ho visto un grande rispetto reciproco, di tutti, nei confronti di chi la pensava diversamente. L'atmosfera in aula è stata straordinariamente civile, ma allo stesso tempo, ognuno ha detto la sua in maniera molto appassionata. Dovrebbe essere sempre così".

E a coloro che hanno sollevato obiezioni nei confronti del suo disegno di legge (“morte di Stato”) lei cosa risponde?

"Capisco le posizioni di ognuno, ma è molto importante che questo disegno di legge sia passato. Ho passato tantissimo tempo con persone che hanno perso i loro cari dopo enormi sofferenze, in circostanze molto difficili. E se si conversa e discute con anche sole dieci di queste persone malate terminali, che chiedono la possibilità di scegliere la fine dei propri giorni, si capisce perché si tratta di una legislazione necessaria. Ma in questa legge ci sono anche molte tutele per i più deboli, e questa è la cosa più importante: abbiamo cercato di tenere in considerazione tutti i dubbi e le riserve, e così farò anche in futuro. La mia porta è sempre aperta”.

Ha temuto che la legge potesse non passare? Alla fine ci sono stati soltanto 23 voti di differenza.

“No. Stamattina, parlando con gli altri deputati, avevo capito che avrebbe raggiunto la maggioranza, sono molto contenta. Sapevo che sarebbe andata così”.

Però i numeri della maggioranza si sono ancora più ristretti rispetto alla votazione di novembre. Insomma, una vittoria risicata per un tema enormemente complicato.

“È vero, perché diverse persone hanno cambiato idea e questo è legittimo e anche prevedibile. Ma resta il fatto che la maggioranza di Westminster ha votato a favore ed è ciò che conta. Ora spero solo che la camera dei Lord rispetti il volere dei deputati dei Comuni, eletti dal popolo. Ma in genere i Lord sono molto rispettosi e spero non ci siano scherzetti o emendamenti con l’intenzione di rovinare tutto. Spero che il suicidio assistito sarà definitivamente legge nel 2025”.

Hanno fatto bene il suo Labour e il primo ministro Keir Starmer a lasciare libertà di coscienza? Il ministro della Salute Wes Streeting, per esempio, ha votato contro…

“Sì, giusta la libertà di coscienza. Il governo ha sempre avuto una posizione neutrale, ma, tramite i suoi funzionari, mi ha assicurato tutto il sostegno necessario a livello tecnico per il disegno di legge”.

È stata una settimana di fortissime emozioni, visto che lunedì è caduto anche il nono anniversario dell’assassinio di sua sorella.

“Ha ragione. Ma lei sa bene perché sono qui. Dopo l’assassinio di mia sorella Jo, ho deciso di scendere in politica e di fare la differenza. È la mia missione di una vita ora. Ed è andata proprio così. Come diceva proprio Jo: la politica ha bisogno di brave persone, specialmente se provengono da classi sociali normali. Abbiamo bisogno di deputati che conoscano i problemi e le esigenze dei cittadini. Jo lo diceva sempre: che senso ha politica se i rappresentanti dei cittadini non si curano di loro? Per questo anche io, dopo mia sorella, ho voluto diventare deputata. E per questo sono qui oggi. Per dare voce a chi non ce l’ha”.

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