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Putin sente Xi: “Tra Israele e Iran tregua subito, si rischia il conflitto regionale

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La telefonata annunciata dal presidente russo è avvenuta ieri. Le quattro proposte del leader cinese e il sostegno all’idea dello Zar mediatore
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PECHINO – L’aveva annunciata nei giorni scorsi Vladimir Putin e ieri è avvenuta. La telefonata tra il leader russo e quello cinese ha prodotto una condanna a Israele per i suoi attacchi contro l’Iran e un messaggio di sostegno verso il dialogo come unica strada per arrivare quanto prima ad un cessate il fuoco, fermare questo conflitto ed evitare che si allarghi.

«La situazione in Medio Oriente è molto critica. Se il conflitto dovesse intensificarsi ulteriormente anche i Paesi della regione ne risentirebbero notevolmente», dice Xi. Il russo si è detto pronto a mantenere «strette comunicazioni con Pechino per portare pace e stabilità nell’area».

Quattro le “proposte” avanzate dal leader cinese. Promuovere il cessate il fuoco e porre fine alla guerra: «Le parti, in particolare Israele, dovrebbero cessare immediatamente le ostilità». Secondo: garantire la sicurezza dei civili. Terzo: dialogo e negoziati, e trovare una soluzione politica alla questione nucleare iraniana. Quarto: ci vu…

PECHINO – L’aveva annunciata nei giorni scorsi Vladimir Putin e ieri è avvenuta. La telefonata tra il leader russo e quello cinese ha prodotto una condanna a Israele per i suoi attacchi contro l’Iran e un messaggio di sostegno verso il dialogo come unica strada per arrivare quanto prima ad un cessate il fuoco, fermare questo conflitto ed evitare che si allarghi.

«La situazione in Medio Oriente è molto critica. Se il conflitto dovesse intensificarsi ulteriormente anche i Paesi della regione ne risentirebbero notevolmente», dice Xi. Il russo si è detto pronto a mantenere «strette comunicazioni con Pechino per portare pace e stabilità nell’area».

Quattro le “proposte” avanzate dal leader cinese. Promuovere il cessate il fuoco e porre fine alla guerra: «Le parti, in particolare Israele, dovrebbero cessare immediatamente le ostilità». Secondo: garantire la sicurezza dei civili. Terzo: dialogo e negoziati, e trovare una soluzione politica alla questione nucleare iraniana. Quarto: ci vuole una mediazione della comunità internazionale con un ruolo più incisivo dell’Onu. Qui Xi, senza nominarli, tira in ballo gli Stati Uniti criticandoli: «I grandi Paesi che hanno un’influenza speciale sulle parti in conflitto devono adoperarsi per allentare la tensione, anziché fare il contrario». Tradotto: Donald Trump faccia pressioni su Tel Aviv e non butti benzina sul fuoco.

Da giorni è Putin a proporsi come mediatore: idea che, secondo il Cremlino, Xi appoggia. Anche se nel comunicato ufficiale cinese non c’è traccia di questo passaggio. Pechino preferisce uno sforzo collettivo, agire attraverso consessi multilaterali come l’Onu appunto.

La Cina è di certo «fortemente preoccupata», come ripete da giorni la diplomazia a Pechino. Un conflitto fuori controllo nella regione che coinvolga direttamente gli Stati Uniti andrebbe ad intaccare molti suoi interessi economici. Inquieta la possibilità della chiusura dello Stretto di Hormuz, come l’Iran ha di nuovo minacciato, perché da lì passa circa la metà del petrolio che i cinesi importano. Ma Xi per ora offre a Teheran non molto di più di un sostegno retorico. Un sostegno più concreto è fuori discussione al momento: perché nonostante i buoni rapporti col regime iraniano non esiste tra i due Paesi nessun tipo di alleanza; perché la Cina è riluttante nell’andare ad impantanarsi in una guerra, lunga e lontana, che potrebbe coinvolgere gli Usa; perché fornire armi, direttamente, significa andare incontro a sanzioni; perché c’è la propria sicurezza energetica da proteggere e bisogna mantenere buone relazioni con tutti gli attori regionali.

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