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Suicidio assistito, storico voto nel Regno Unito: la Camera dei Comuni approva il disegno di legge

(afp)

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Dopo un lungo dibattito parlamentare, e mentre fuori gli schieramenti pro-vita e pro-scelta manifestavano, la proposta è passata con 314 a favore contro 291. Per diventare definitamente legge ci vorrà altro tempo
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LONDRA — Mentre fuori dai cancelli sono accalcati decine di manifestanti dei due diversi schieramenti (pro-vita e pro-scelta), oggi la Camera dei Comuni ha approvato in terza lettura, e con margine stretto, il disegno di legge per il suicidio assistito: 314 a 291. Ora, dopo oltre cento ore di drammatico dibattito nel Parlamento negli ultimi mesi tra Camere e Commissioni, il disegno di legge tornerà ai Lord. È un giorno storico per Inghilterra e Galles (Scozia e Irlanda del Nord hanno sanità devolute), anche se per diventare definitamente legge ci vorrà altro tempo. Tuttavia, i giochi sembrano fatti.

Il disegno di legge sul suicidio assistito era già passato ai Comuni lo scorso novembre in seconda lettura con 330 voti contro 275, con un margine più ampio. Anche allora, il Labour di governo aveva lasciato libertà di coscienza, per questa proposta di legge avanzata dalla deputata Kim Leadbeater: anch’ella laburista e soprattutto sorella di un’altra deputata dello stesso partito, Jo Cox, …

LONDRA — Mentre fuori dai cancelli sono accalcati decine di manifestanti dei due diversi schieramenti (pro-vita e pro-scelta), oggi la Camera dei Comuni ha approvato in terza lettura, e con margine stretto, il disegno di legge per il suicidio assistito: 314 a 291. Ora, dopo oltre cento ore di drammatico dibattito nel Parlamento negli ultimi mesi tra Camere e Commissioni, il disegno di legge tornerà ai Lord. È un giorno storico per Inghilterra e Galles (Scozia e Irlanda del Nord hanno sanità devolute), anche se per diventare definitamente legge ci vorrà altro tempo. Tuttavia, i giochi sembrano fatti.

Il disegno di legge sul suicidio assistito era già passato ai Comuni lo scorso novembre in seconda lettura con 330 voti contro 275, con un margine più ampio. Anche allora, il Labour di governo aveva lasciato libertà di coscienza, per questa proposta di legge avanzata dalla deputata Kim Leadbeater: anch’ella laburista e soprattutto sorella di un’altra deputata dello stesso partito, Jo Cox, uccisa da un estremista di destra prima del referendum Brexit del 2016. Leadbeater, che in Parlamento ha preso proprio il seggio della sorella Jo tre anni fa, ha innescato la rivoluzione “da quando, di recente, i diritti delle donne sono tornati a essere minacciati. Allora mi sono spesa anche per i diritti degli altri”.

Il disegno di legge Leadbeater, a differenza degli altri sei Paesi europei (Svizzera, Olanda, Spagna, Lussemburgo, Belgio e Austria) che legalizzano il fine vita, è solo per malati terminali. Non è un’eutanasia perché non è il medico che “somministra” la morte al paziente. Ma quest’ultimo che, da cosciente, dovrà assumere i farmaci letali.

In base alla proposta, i pazienti che richiederanno il suicidio assistito dovranno essere residenti in Inghilterra o Galles, registrati con un medico di base da almeno un anno e aver ricevuto una diagnosi di malattia terminale con non oltre sei mesi di vita rimanenti. Inoltre, devono avere la capacità mentale di prendere una decisione informata, senza pressioni, e firmare due dichiarazioni separate, davanti a testimoni.

Non solo: la decisione dovrà essere supervisionata da due due medici indipendenti che devono valutare separatamente la capacità e l’idoneità della persona a ricevere l’assistenza al suicidio. Un panel di esperti (scelti da un giudice) valuterà ulteriormente la situazione, e solo dopo il loro ok si potrà procedere. Si calcola che oltremanica almeno venti malati terminali al giorno muoiano in gravi o atroci sofferenze.

Non essendo una legge del governo, il primo ministro Keir Starmer ha lasciato libertà di coscienza al suo partito. Ma mezzo esecutivo si era opposto, inclusa la vice premier Angela Rayner e il ministro della Salute Wes Streeting. Contrari anche ex primi ministri come Theresa May, Boris Johnson, Liz Truss e Gordon Brown. L’ex premier laburista ha citato la morte della sua neonata di 11 giorni nel gennaio 2002, per una emorragia cerebrale. Un dramma che ha convinto Brown della importanza di “un fine vita caritatevole invece di un suicidio assistito”, chiedendo migliori cure palliative.

Anche se si è votato sullo stesso disegno di legge già discusso a novembre, sono stati aggiunti nuovi emendamenti per rafforzare le misure di sicurezza. Il testo ora include il divieto di pubblicità per i servizi di morte assistita, ulteriori tutele per vietare la procedura ai minori di 18 anni, ma anche maggiori tutele per i professionisti sanitari che si oppongono al suicidio assistito per motivi etici o religiosi, stabilendo che nessun medico può essere obbligato a partecipare a qualsiasi fase del processo. Infine, ci saranno protezioni per escludere dal suicidio assistito le persone con disturbi alimentari, e controlli più rigorosi sulla capacità mentale di coloro che richiedono la morte assistita.

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