Un’altra strage per il cibo. Trentacinque palestinesi sono stati uccisi a sud del Corridoio Netzarim, nella Striscia di Gaza, mentre aspettavano i camion con gli aiuti umanitari. A riferirlo sono le autorità sanitarie locali che accusano l’esercito israeliano di aver aperto il fuoco sulla folla affamata. Secondo una fonte medica dell’ospedale al-Awda di Nuseirat, oltre ai 35 morti ci sono decine di feriti. In totale ieri hanno perso la vita in 82, nell’ennesima giornata di sangue per Gaza.
Alla Reuters le forze armate israeliane hanno detto che le loro truppe disposte lungo il Netzarim hanno sparato colpi di avvertimento «contro sospetti che si stavano avvicinando». In quella zona, oltre al transito dei camion carichi di cibo e che sono in gestione alle agenzie delle Nazioni Unite, c’è anche uno dei centri di distribuzione del cibo della controversa Gaza Humanitarian Foundation. Un raid aereo — si legge in una nota ufficiale dell’Idf — «ha poi colpito ed eliminato i sospetti». N…
Un’altra strage per il cibo. Trentacinque palestinesi sono stati uccisi a sud del Corridoio Netzarim, nella Striscia di Gaza, mentre aspettavano i camion con gli aiuti umanitari. A riferirlo sono le autorità sanitarie locali che accusano l’esercito israeliano di aver aperto il fuoco sulla folla affamata. Secondo una fonte medica dell’ospedale al-Awda di Nuseirat, oltre ai 35 morti ci sono decine di feriti. In totale ieri hanno perso la vita in 82, nell’ennesima giornata di sangue per Gaza.
Alla Reuters le forze armate israeliane hanno detto che le loro truppe disposte lungo il Netzarim hanno sparato colpi di avvertimento «contro sospetti che si stavano avvicinando». In quella zona, oltre al transito dei camion carichi di cibo e che sono in gestione alle agenzie delle Nazioni Unite, c’è anche uno dei centri di distribuzione del cibo della controversa Gaza Humanitarian Foundation. Un raid aereo — si legge in una nota ufficiale dell’Idf — «ha poi colpito ed eliminato i sospetti». Nel comunicato si specifica che l’esercito è consapevole che altre persone sono rimaste coinvolte e che «l’incidente è sotto inchiesta».
Le condizioni nella Striscia di Gaza restano disastrose e l’Unicef lancia di nuovo l’allarme carestia. «I bambini cominceranno a morire di sete, solo il 40 per cento delle strutture per la depurazione di acqua potabile rimane in funzione. Siamo ben al di sotto degli standard minimi in termini di acqua potabile». Dall’inizio dell’anno alla fine di maggio, 16.736 bambini sono stati ricoverati per il trattamento della malnutrizione nella Striscia. «È una media di 112 bambini al giorno», avverte Édouard Beigbeder, direttore regionale dell’Unicev per il Medio Oriente e il Nord Africa.