NEW YORK – Big beautiful bill”, la legge di spesa voluta dal presidente Donald Trump per realizzare la sua agenda economica, fa un passo avanti verso l’approvazione. Lungo la strada però sta creando una fronda interna, che potrebbe diventare un problema serio per il capo della Casa Bianca, da Elon Musk ai pochi parlamentari che hanno il coraggio di alzare la testa.
Venerdì, poco dopo le 11 di sera, il Senato ha votato a favore dell’inizio del dibattimento in aula sulla "finanziaria", che secondo i calcoli del Congressional Budget Office gonfierà il debito pubblico di altri 3.300 miliardi di dollari nell’arco di un decennio, soprattutto per pagare i tagli alle tasse per gli americani più ricchi voluti dal presidente. Si è fatta notte durante la drammatica seduta, perché diversi repubblicani sono contrari al "Big beautiful bill", che considerano fiscalmente irresponsabile. Il vice presidente Vance è stato costretto a restare a disposizione, nel caso fosse servito per rompere la parità.…
NEW YORK – Big beautiful bill”, la legge di spesa voluta dal presidente Donald Trump per realizzare la sua agenda economica, fa un passo avanti verso l’approvazione. Lungo la strada però sta creando una fronda interna, che potrebbe diventare un problema serio per il capo della Casa Bianca, da Elon Musk ai pochi parlamentari che hanno il coraggio di alzare la testa.
Venerdì, poco dopo le 11 di sera, il Senato ha votato a favore dell’inizio del dibattimento in aula sulla "finanziaria", che secondo i calcoli del Congressional Budget Office gonfierà il debito pubblico di altri 3.300 miliardi di dollari nell’arco di un decennio, soprattutto per pagare i tagli alle tasse per gli americani più ricchi voluti dal presidente. Si è fatta notte durante la drammatica seduta, perché diversi repubblicani sono contrari al "Big beautiful bill", che considerano fiscalmente irresponsabile. Il vice presidente Vance è stato costretto a restare a disposizione, nel caso fosse servito per rompere la parità. Alla fine il via libera è arrivato, con 51 voti favorevoli e 49 contrari, perché i due senatori del Gop, Rand Paul e Thom Tillis, si sono espressi contro. Trump ha subito chiarito il suo malcontento, tagliando loro la testa. Ha chiesto che qualche suo fedelissimo sfidi Tillis nelle primarie per la rielezione, e il senatore della North Carolina si è subito arreso, annunciando che non si ricandiderà. Al posto del dimissionario, tanto per alimentare il nepotismo, vorrebbe candidarsi la nuora di Trump, Lara, che ha fatto la co-presidente del Gop, viene dalla North Carolina e sarebbe ovviamente super allineata al suocero. Perché ormai a Washington va così: chi non si inchina alla volontà del capo, cercando il dialogo bipartisan, viene eliminato. Come il presidente della Federal Reserve Jerome Powell, che pur essendo stato nominato da Trump, lo ha irritato per la sua ostinazione a non tagliare i tassi di interesse. Così ieri, durante un’intervista con la Fox, il presidente è tornato ad insultarlo: "È una persona stupida, chiunque sarebbe meglio di lui". Nella stessa intervista, il capo della Casa Bianca ha attaccato ferocemente Zohran Mamdani, che ha appena vinto le primarie democratiche per sindaco di New York: “È un comunista. Se non si comporterà bene lo colpiremo con tutta la forza, togliendogli i soldi”.
La fronda dunque è piccola e impaurita, ma esiste. Ad alimentarla resta anche Elon Musk, che dopo le liti delle settimane scorse e la rappacificazione, è tornato ad alzare la voce, bocciando il "Big beautiful bill" come "una follia dannosa per il paese". Non è molto, ma Musk ha un megafono abbastanza forte per essere sentito da tutti, e se l’economia iniziasse a dare problemi alla base del movimento Maga, la popolarità di Trump ne risentirebbe.
Di certo ad alzare la voce saranno anche i 12 milioni di americani che con la legge di spesa rischiano di perdere la copertura sanitaria garantita dal Medicaid.
A questo punto, resta da vedere se il "Big beautiful bill" riuscirà ad essere approvato dall’intero Senato, forse già oggi, e poi passare alla Camera. Trump intanto ha avvisato la fronda: chi tocca, muore.