LONDRA – Vladimir Putin torna a farsi sentire sull’attacco di Israele all’Iran. In difesa del suo alleato storico, ovviamente. «Teheran ha ripetutamente affermato di non voler creare armi nucleari», ha detto il presidente russo in un’intervista a Sky News Arabia, riportata dalla agenzia Tass, «l’Aiea non ha riscontrato alcun elemento relativo alla creazione di armi nucleari, né ha prove a sostegno di tale affermazione». Secondo il leader del Cremlino, «l’Iran ha il diritto di utilizzare l’energia nucleare per scopi pacifici. Siamo pronti a fornire il sostegno necessario: ci sono dettagli che possono essere concordati».
Insomma, Putin ha lanciato di nuovo l’amo da aspirante mediatore di pace, in un contesto sempre più esplosivo. Ruolo che non dispiace a Donald Trump, ma che imbarazza i leader europei. Come spiegano fonti britanniche, i negoziati di venerdì a Ginevra tra i Paesi E3 (Regno Unito, Francia e Germania) e il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi sono andati mo…
LONDRA – Vladimir Putin torna a farsi sentire sull’attacco di Israele all’Iran. In difesa del suo alleato storico, ovviamente. «Teheran ha ripetutamente affermato di non voler creare armi nucleari», ha detto il presidente russo in un’intervista a Sky News Arabia, riportata dalla agenzia Tass, «l’Aiea non ha riscontrato alcun elemento relativo alla creazione di armi nucleari, né ha prove a sostegno di tale affermazione». Secondo il leader del Cremlino, «l’Iran ha il diritto di utilizzare l’energia nucleare per scopi pacifici. Siamo pronti a fornire il sostegno necessario: ci sono dettagli che possono essere concordati».
Insomma, Putin ha lanciato di nuovo l’amo da aspirante mediatore di pace, in un contesto sempre più esplosivo. Ruolo che non dispiace a Donald Trump, ma che imbarazza i leader europei. Come spiegano fonti britanniche, i negoziati di venerdì a Ginevra tra i Paesi E3 (Regno Unito, Francia e Germania) e il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi sono andati molto male: Teheran non si è smossa dall’assioma prioritario dello stop dei bombardamenti di Israele, prima di intavolare una qualsiasi trattativa sul nucleare. Araghchi ieri è arrivato ad Ankara per una conferenza diplomatica ospitata dal presidente turco Erdogan. Che ha difeso Teheran e, ancora una volta, duramente attaccato Israele: «Hanno voluto sabotare i negoziati sul nucleare. Sono dei banditi e l’ostacolo più grosso alla pace in Medio Oriente».
Allora ieri il presidente francese Emmanuel Macron ha telefonato al presidente iraniano Masoud Pezeshkian, per «accelerare i negoziati, uscire dalla guerra ed evitare pericoli più gravi». Ma anche questo tentativo si è rivelato un nulla di fatto. A fine chiamata, Macron ha sottolineato online la sua «profonda preoccupazione per il programma nucleare iraniano: l’Iran non dovrebbe mai possedere armi atomiche e deve fornire ogni garanzia che le sue intenzioni siano pacifiche».
La replica di Pezeshkian è giunta a stretto giro, tramite l’agenzia di stampa Irna: «Siamo pronti a cooperare, ma non accettiamo di ridurre le nostre attività nucleari a zero. In nessuna circostanza”. Nel frattempo, ieri è stato arrestato a Cipro un cittadino britannico di origine azera per accuse di spionaggio e terrorismo: è sospettato di essere una talpa dei pasdaran iraniani e di aver pianificato attacchi contro la base militare della Raf britannica “Akrotiri” sull’isola.