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Nato, c’è l’accordo: target al 5% del Pil. Spagna esentata

(afp)

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31 Paesi dell’Alleanza aumenteranno la spesa militare entro il 2035. Sanchez ottiene lo “sconto”
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BRUXELLES – Entro il 2035 aumento della spesa militare al 3,5 per cento di Pil, più un altro 1,5 per cento relativo agli investimenti nella tecnologia cosiddetta “dual use”, sia civile sia militare come la cybersicurezza. Alla vigilia del summit Nato che inizierà domani a L’Aia, in Olanda, i 32 Paesi dell’Alleanza hanno trovato l’accordo sulla dichiarazione finale che prevede la crescita dello sforzo economico come richiesto da Donald Trump. Ma con una «eccezione» e una «verifica». La Spagna ha infatti ottenuto di non dover rispettare l’obiettivo (considerato «irragionevole») e nel 2029 si procederà all’esame degli impegni assunti e delle eventuali nuove necessità.

Per superare l’impasse determinata da Madrid, gli altri 31 partner hanno accettato la richiesta…

BRUXELLES – Entro il 2035 aumento della spesa militare al 3,5 per cento di Pil, più un altro 1,5 per cento relativo agli investimenti nella tecnologia cosiddetta “dual use”, sia civile sia militare come la cybersicurezza. Alla vigilia del summit Nato che inizierà domani a L’Aia, in Olanda, i 32 Paesi dell’Alleanza hanno trovato l’accordo sulla dichiarazione finale che prevede la crescita dello sforzo economico come richiesto da Donald Trump. Ma con una «eccezione» e una «verifica». La Spagna ha infatti ottenuto di non dover rispettare l’obiettivo (considerato «irragionevole») e nel 2029 si procederà all’esame degli impegni assunti e delle eventuali nuove necessità.

Per superare l’impasse determinata da Madrid, gli altri 31 partner hanno accettato la richiesta del governo iberico che vuole fermarsi al 2,1 per cento del Pil. La mediazione ha indotto a modificare la formulazione finale del documento: in riferimento alla soglia del 5% il «noi» è stato corretto in «alleati». Una soluzione considerata più elastica. Il presidente americano è stato durissimo nei confronti della Spagna ma alla fine con il meccanismo del silenzio-assenso, il testo è stato approvato. Difficilmente, però, questa “eccezione” sarà priva di conseguenze. Anche Italia e Belgio avevano sollevato dubbi sui nuovi impegni ma alla fine hanno ceduto. Molti diplomatici, allora, adesso si chiedono come gli «altri» possano accettare lo «sconto» riservato solo a Madrid. Tenendo presente che il nostro Paese al momento spende l’1,3 per cento di Pil in difesa. Per arrivare solo al 3,5% serviranno almeno 30 miliardi di euro. Una progressione media di oltre tre miliardi l’anno. Un vincolo gravoso nonostante sia saltata l’idea, prospettata dal segretario generale della Nato, Mark Rutte, di stabilire come data ultima il 2032 con step annuali rigidi. Adesso, invece, l’aumento si spalma sul decennio e le modalità saranno flessibili: ognuno deciderà come e quando arrivarci.

Va tenuto presente che il summit si svolge nel pieno della crisi con l’Iran. E chi ha lavorato alla mediazione non esclude che Trump, non entusiasta di questo accordo, acceleri il trasferimento nell’Indopacifico di una parte dell’attuale contingente americano di stanza in Europa. Si tratterebbe di circa 30 mila uomini. Anche la presenza navale nel Mediterraneo rischia di ridimensionarsi. Il “caso” Spagna può riaprirsi.

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