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Hodges: “L’attacco Usa è stato un atto illegale. Il patto con Iran e Israele non reggerà”

(afp)

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L’ex comandante delle forze americane in Europa: “I servizi segreti non ritenevano imminente un’aggressione allo Stato ebraico. Il dovere del tycoon era di informare prima il Congresso”
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BERLINO – Dinanzi ai bombardamenti americani in Iran del fine settimane il generale Ben Hodges può solo scuotere la testa. L’ex comandante delle forze armate statunitensi in Europa li ritiene “illegali” e dubita che il cessate il fuoco tra Israele e Iran proclamato da Trump durerà. E in tutte queste ore di annunci roboanti di trionfi militari non è nemmeno chiaro se l’uranio iraniano sia davvero stato distrutto, sottolinea l’ex comandante Nato. Né il regime degli ayatollah ha fatto alcun accenno alla volontà di smettere di arricchirlo.

Generale, Trump ha annunciato un cessate il fuoco tra Israele e Iran. Reggerà?

«Lo spero, ma sono scettico. Il presidente ha l’abitudine di fare prematuramente dei roboanti annunci senza tenere conto di tutti i fatti. E di bullizzare chiunque finché tutti considerino i suoi annunci la “realtà”. Poi si distrae rapidamente con qualcos’altro».

Sintesi ficcante. Ma cosa si sa dei danni agl…

BERLINO – Dinanzi ai bombardamenti americani in Iran del fine settimane il generale Ben Hodges può solo scuotere la testa. L’ex comandante delle forze armate statunitensi in Europa li ritiene “illegali” e dubita che il cessate il fuoco tra Israele e Iran proclamato da Trump durerà. E in tutte queste ore di annunci roboanti di trionfi militari non è nemmeno chiaro se l’uranio iraniano sia davvero stato distrutto, sottolinea l’ex comandante Nato. Né il regime degli ayatollah ha fatto alcun accenno alla volontà di smettere di arricchirlo.

Generale, Trump ha annunciato un cessate il fuoco tra Israele e Iran. Reggerà?

«Lo spero, ma sono scettico. Il presidente ha l’abitudine di fare prematuramente dei roboanti annunci senza tenere conto di tutti i fatti. E di bullizzare chiunque finché tutti considerino i suoi annunci la “realtà”. Poi si distrae rapidamente con qualcos’altro».

Sintesi ficcante. Ma cosa si sa dei danni agli impianti di produzione di uranio?

«Non ho ancora il Battle Damage Assessment (BDA), l’analisi completa dei danni dopo l’attacco americano. Ma c’è ancora molto uranio di cui non c’è alcuna traccia. E vorrei ricordare anche che gli iraniani non hanno ancora accettato alcuna restrizione sull’arricchimento ulteriore dell’uranio».

(afp)

Quindi l’attacco è stato un fallimento?

«Guardi, non credo che l’intelligence americana reputasse imminente un attacco iraniano. E quindi il bombardamento americano è stato inappropriato e illegale. È tutto poco chiaro: il presidente ha smentito la direttrice dell’intelligence, Tulsi Gabbard. Non è chiaro cosa sappiamo davvero. In ogni caso non mi sembra ci fossero i termini per bombardare. Mi sembra che Trump abbia voluto soltanto cedere a Netanyahu. E il presidente non ha fatto il suo unico dovere. Che era quello di informare il Congresso».

A chi dobbiamo credere, a Tulsi Gabbard che diceva che la bomba non era imminente o a Trump?

«È questo il punto. E l’altro problema è: qual è l’obiettivo?».

Trump si è spinto a dire che voleva il cambio di regime, poche ore dopo ha annunciato il cessate il fuoco…

«Puntare al cambio di regime non porta mai a nulla di buono. Non rimpiangerei mai l’attuale regime iraniano, ma dovrebbe essere il popolo iraniano a cacciarlo. Penso che il presidente abbia il dovere di spiegare al Congresso e agli americani le intenzioni che ha. Anche perché non sappiamo neanche quali obiettivi sono stati raggiunti. È davvero ridicolo che il presidente abbia dichiarato che i siti sono stati distrutti, senza aspettare gli esperti».

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Forse gli israeliani hanno capito invece che non c’era momento più propizio per attaccare un regime estremamente infragilito?

«Può darsi, ma ciò non rende l’attacco più giustificato, da parte nostra. Però un aspetto molto interessante è che la Russia non abbia mosso un dito per il suo alleato iraniano».

Magari non vuole rovinarsi i rapporti con Trump, che sembrano andare a gonfie vele. E se ci fosse un accordo?

«Non lo so, non oso pensarci. Sono già deluso e disgustato da come quest’amministrazione abbia girato le spalle all’Ucraina e sembri camminare mano nella mano con Putin».

Cosa si aspetta dal vertice Nato?

«Che ci fosse il dubbio fino a ieri se Trump sarebbe andato, che ci siano timori che possa sabotare tutto, ebbene, non penso che tutto questo sia nell’interesse degli americani. Ciò non rende l’America grande».

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