Le bombe su Hiroshima e Nagasaki e quel paragone fuori luogo di Trump con l’Iran
di Enrico Franceschini"È stata essenzialmente la stessa cosa di Hiroshima e Nagasaki, un bombardamento che ha messo fine alla guerra": cosi ha detto stamani Donald Trump durante il summit della Nato all'Aia. Il presidente si riferiva alle superbombe sganciate dagli Stealth, i bombardieri invisibili Usa, su Fordow, l'impianto nucleare iraniano nascosto dentro una montagna. Il raid dopo il quale, passata una simbolica rappresaglia di Teheran su una base militare degli Stati Uniti in Qatar, il capo della Casa Bianca è riuscito a mediare un cessate il fuoco tra Israele e Iran, concludendo la "guerra dei Dodici Giorni", come l'ha chiamata lui stesso.
L'analogia tracciata dal presidente è con le bombe nucleari tirate dall'America su Hiroshima e Nagasaki, costringendo il Giappone alla resa e portando alla fine della Seconda guerra mondiale anche sul fronte asiatico. Ma le proporzioni sono assai diverse. Il secondo conflitto…
"È stata essenzialmente la stessa cosa di Hiroshima e Nagasaki, un bombardamento che ha messo fine alla guerra": cosi ha detto stamani Donald Trump durante il summit della Nato all'Aia. Il presidente si riferiva alle superbombe sganciate dagli Stealth, i bombardieri invisibili Usa, su Fordow, l'impianto nucleare iraniano nascosto dentro una montagna. Il raid dopo il quale, passata una simbolica rappresaglia di Teheran su una base militare degli Stati Uniti in Qatar, il capo della Casa Bianca è riuscito a mediare un cessate il fuoco tra Israele e Iran, concludendo la "guerra dei Dodici Giorni", come l'ha chiamata lui stesso.
L'analogia tracciata dal presidente è con le bombe nucleari tirate dall'America su Hiroshima e Nagasaki, costringendo il Giappone alla resa e portando alla fine della Seconda guerra mondiale anche sul fronte asiatico. Ma le proporzioni sono assai diverse. Il secondo conflitto mondiale era durato sei anni, dal 1939 al 1945, e aveva fatto milioni di morti. I due ordigni atomici sganciati sull'Impero del Sol Levante sono stati l'unico uso di armi di distruzione di massa nella storia. E a differenza delle pur potenti bombe tirate sull'impianto nucleare iraniano, sui cui effetti circolano dubbi, come rivelato da un rapporto riservato del Pentagono (contestato dalla Casa Bianca), le conseguenze delle atomiche sul Giappone sono ben note.
Cosa successe a Hiroshima e Nagasaki nell’agosto 1945
Avvenne il 6 e il 9 agosto 1945. Le due bombe uccisero tra 150mila e 250mila persone a seconda delle stime, per la maggior parte civili. Hiroshima, la prima città colpita, aveva all'epoca una popolazione di circa 300mila abitanti ed era un centro logistico dell'esercito nipponico. L'esplosione e gli incendi che ne risultarono rasero al suolo il 70 per cento della città. I sopravvissuti portarono sulla propria pelle per sempre i segni di radiazioni e ferite. La bomba sganciata tre giorni dopo su Nagasaki, ancora più potente, distrusse gran parte di quello che era uno dei più importanti porti del Giappone. Il presidente Truman aveva autorizzato l'uso delle bombe nucleari, sviluppate durante la guerra in gran segreto dagli scienziati del Progetto Manhattan, per evitare una invasione che sarebbe potuta costare immense perdite alle forze americane e alla popolazione civile. Era anche la risposta definitiva di Washington all'attacco a sorpresa giapponese a Pearl Harbor, base della flotta americana nel Pacifico, che nel 1941 segnò l'inizio del conflitto con il Giappone. Sei giorni dopo la bomba su Nagasaki, il 15 agosto, Tokyo si arrese e così la Seconda guerra mondiale, già terminata in maggio in Europa con la sconfitta del nazismo, finì del tutto.