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Kenya, 16 morti e 400 feriti nelle proteste antigovernative

(afp)

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Le manifestazioni per commemorare il primo anniversario delle marce di massa che portarono, l'anno scorso, all'occupazione del Parlamento
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In Kenya, almeno 16 persone sono state uccise a colpi d’arma da fuoco e oltre 400 sono rimaste ferite durante le manifestazioni che commemoravano le proteste antigovernative scoppiate un anno fa e represse con violenza. Il solo Kenyatta Hospital a Nairobi ha dichiarato di averne ammessi un centinaio e che il numero sta progressivamente aumentando. I manifestanti chiedono le dimissioni del presidente William Ruto e protestano contro gli abusi e le brutalità della polizia.

Il 25 giugno 2024, migliaia di manifestanti hanno preso d’assalto il parlamento per chiedere il ritiro della legge finanziaria e le dimissioni del presidente Ruto. Quella giornata rappresentò l’apice di un’ondata di proteste proseguita fino a luglio, durante la quale più di 60 persone furono uccise e oltre 80 furono rapite. In molti risultano ancora dispersi, secondo le organizzazioni per i diritti umani.

In Kenya, almeno 16 persone sono state uccise a colpi d’arma da fuoco e oltre 400 sono rimaste ferite durante le manifestazioni che commemoravano le proteste antigovernative scoppiate un anno fa e represse con violenza. Il solo Kenyatta Hospital a Nairobi ha dichiarato di averne ammessi un centinaio e che il numero sta progressivamente aumentando. I manifestanti chiedono le dimissioni del presidente William Ruto e protestano contro gli abusi e le brutalità della polizia.

Il 25 giugno 2024, migliaia di manifestanti hanno preso d’assalto il parlamento per chiedere il ritiro della legge finanziaria e le dimissioni del presidente Ruto. Quella giornata rappresentò l’apice di un’ondata di proteste proseguita fino a luglio, durante la quale più di 60 persone furono uccise e oltre 80 furono rapite. In molti risultano ancora dispersi, secondo le organizzazioni per i diritti umani.

Oggi migliaia di manifestanti – per lo più giovani – sono tornati in piazza a Nairobi. Le manifestazioni sono iniziate pacificamente, ma sono poi degenerate: i manifestanti, scandendo slogan come “libertà” o “un solo mandato” (in riferimento al presidente Ruto), hanno lanciato pietre contro le forze dell’ordine, che hanno risposto con gas lacrimogeni e granate assordanti. “Siamo qui per accendere candele per i morti del 2024. Non potete trattarci così!", ha urlato un uomo rivolgendosi alla polizia.

Nel tardo pomeriggio, i media locali mostravano ancora numerosi manifestanti che cercavano di raggiungere il centro città, ostacolati dalla polizia. Poco prima, l’autorità per le comunicazioni aveva ordinato a radio e televisioni la trasmissione in diretta delle proteste. Ma la maggior parte dei media principali hanno continuato con le trasmissioni. Il gruppo di monitoraggio NetBlocks ha segnalato che l’accesso alla piattaforma Telegram risultava limitato.

La rabbia contro la violenza della polizia è aumentata dopo la morte, all’inizio di giugno, di Albert Ojwang, un insegnante di 31 anni, deceduto in un commissariato dopo aver criticato un alto funzionario della polizia. Le autorità hanno inizialmente tentato di far passare la morte per suicidio.

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