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Nucleare, Teheran: “Continueremo l’arricchimento”

Il direttore dell’Aiea vuole vedere Araghchi. Macron: “Rischio che ora vengano usati siti nascosti”
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Dopo la guerra, si torna alla casella di partenza: Mohammad Eslami, direttore della Atomic Energy Organization iraniana, dice che Teheran «valuta i danni al programma nucleare, che non si fermerà». E in Israele il capo di Stato maggiore Eyal Zamir avverte: «Abbiamo fatto arretrare di anni il progetto nucleare, ma la campagna contro l’Iran non è finita».

Il presidente Pezeshkian ribadisce che Teheran non cerca armi nucleari ma difenderà i suoi «diritti legittimi» sul programma nucleare civile. L’energia atomica civile prevede una pur minima capacità di arricchimento che Trump e Israele vogliono però azzerata. Controllare spetterebbe all’Aiea, ma l’Iran l’accusa di «complicità» nell’aggressione e il deputato Alaeddin Boroujerdi, membro della Commissione si…

Dopo la guerra, si torna alla casella di partenza: Mohammad Eslami, direttore della Atomic Energy Organization iraniana, dice che Teheran «valuta i danni al programma nucleare, che non si fermerà». E in Israele il capo di Stato maggiore Eyal Zamir avverte: «Abbiamo fatto arretrare di anni il progetto nucleare, ma la campagna contro l’Iran non è finita».

Il presidente Pezeshkian ribadisce che Teheran non cerca armi nucleari ma difenderà i suoi «diritti legittimi» sul programma nucleare civile. L’energia atomica civile prevede una pur minima capacità di arricchimento che Trump e Israele vogliono però azzerata. Controllare spetterebbe all’Aiea, ma l’Iran l’accusa di «complicità» nell’aggressione e il deputato Alaeddin Boroujerdi, membro della Commissione sicurezza, invita a non far neppure entrare nel Paese il capo dell’Agenzia, Rafael Grossi. È in questo clima che Grossi ieri ha chiesto al ministro degli Esteri Abbas Araghchi un «incontro urgente» per «riprendere la cooperazione» verso «una soluzione diplomatica all’annosa controversia sul nucleare».

(afp)

Quanto sia davvero arretrato, il programma atomico iraniano, non è chiaro. Secondo il presidente Trump lo è al punto che «l’Iran non lo ricostruirà mai: non avranno l’arricchimento né l’arma nucleare» e diventeranno una pacifica «grande nazione commerciale con molto petrolio». Ma Ali Shamkhani, consigliere della Guida suprema Khamenei, dice che «anche se i siti nucleari sono stati distrutti, i materiali arricchiti, le conoscenze e la volontà politica rimangono intatti» nonostante l’uccisione di 12 ingegneri nucleari.
La situazione è così intricata che il presidente francese Emmanuel Macron teme un nuovo pericolo: l’effetto delle superbombe potrebbe persino essere controproducente, perché ora «aumenta il rischio», dice, che l’arricchimento prosegua clandestinamente in siti ancora più piccoli e nascosti.

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