L’AIA – “Oggi prenderemo decisioni importanti”. Donald Trump, arrivando al summit della Nato, è sicuro che gli accordi per aumentare la spesa in difesa verranno rispettati. Nella cena di ieri sera e nella sessione di stamattina si è formato un vero e proprio fuoco di fila contro la Spagna. Il premier spagnolo, Pedro Sánchez, infatti, insiste nel chiedere una deroga che gli consenta di spendere il 2,1 per cento di pil – anziché il 3,5 – per raggiungere gli obiettivi concordati. Ipotesi che sta irritando più o meno tutti tranne Slovacchia e Ungheria.
“I Paesi – ha ripetuto il segretario generale della nato, Mark Rutte – devono trovare i fondi. Non è facile, sono decisioni politiche. Lo riconosco pienamente. Ma allo stesso tempo, i miei collegh…
L’AIA – “Oggi prenderemo decisioni importanti”. Donald Trump, arrivando al summit della Nato, è sicuro che gli accordi per aumentare la spesa in difesa verranno rispettati. Nella cena di ieri sera e nella sessione di stamattina si è formato un vero e proprio fuoco di fila contro la Spagna. Il premier spagnolo, Pedro Sánchez, infatti, insiste nel chiedere una deroga che gli consenta di spendere il 2,1 per cento di pil – anziché il 3,5 – per raggiungere gli obiettivi concordati. Ipotesi che sta irritando più o meno tutti tranne Slovacchia e Ungheria.
“I Paesi – ha ripetuto il segretario generale della nato, Mark Rutte – devono trovare i fondi. Non è facile, sono decisioni politiche. Lo riconosco pienamente. Ma allo stesso tempo, i miei colleghi al tavolo sono fermamente convinti che, data la minaccia russa e la situazione della sicurezza internazionale, non ci siano alternative”. Rutte ha spiegato di non sentirsi in imbarazzo per la pubblicazione del suo messaggio a Trump che appariva adulatorio: “Quello che c'è in quel messaggio è una constatazione di fatto”.
Dalla Germania al Belgio, dalla Finlandia all’Italia, dall’Olanda alla Grecia, tutti hanno bocciato la linea spagnola. La crescita dell’impegno per la difesa è ormai considerata ineludibile e nessuno intende concedere una deroga a Madrid. Anche se il governo iberico, per il momento, non cede. “La Spagna – ha detto il ministro dell'Economia spagnolo Carlos Cuerpo – sarà all'altezza come alleato”, ribadendo che una spesa per la difesa pari al 2,1% del Pil è sufficiente per soddisfare le esigenze dell'Alleanza atlantica. Cuerpo ritiene che la discussione sulla percentuale di spesa sia “fuorviante: la percentuale deve essere il punto finale di questa discussione. Dobbiamo spendere abbastanza per essere in grado di difenderci dalle minacce e questo, nel caso della Spagna, è il 2,1% del Pil ed è quello che faremo”.
Lo sforzo maggiore è determinato anche dalla circostanza che tutti gli europei sono ormai preoccupati dal minacciato disimpegno americano dall’Europa e dalla interpretazione ambigua dell’articolo 5 del Trattato Nato che prevede l’intervento collettivo a protezione di un partner aggredito. "Per me – ha confermato Rutte - è assolutamente chiaro che gli Stati Uniti sono totalmente impegnati nella Nato, totalmente impegnati nell'articolo 5".