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Affitti, pacifismo e giovani: Mamdani vince a New York, ora i democratici guardano a sinistra

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Con il successo a sorpresa del 33enne progressista contro il big Cuomo, nelle primarie per il sindaco, il partito si riscopre radicale. Un messaggio verso le Midterm del 2026 e la Casa Bianca 2028
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Il primo sindaco di New York, Thomas Willett, nominato nel 1665, era un uomo indaffarato, commerciante di pellicce, magistrato, capo di una milizia locale. Da lui a Eric Adams, il sindaco di oggi, nero, democratico in odore di simpatie trumpiane, ex poliziotto accusato di corruzione, sono passati in 110 leader, dalle parrucche ai cellulari, eppure pochi all’esordio hanno avuto il clamore mondiale di Zohran Kwame Mamdani, 33 anni, nato in Uganda da genitori indiani, musulmano, socialdemocratico, sconosciuto deputato dello Stato di New York, che, stracciando i sondaggi dell’augusto New York Times, ha battuto a sorpresa, alle primarie democratiche, il principe ereditario Andrew Cuomo, ex governatore e figlio dell’ex governatore Mario Cuomo.

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Per lunga tradizione chi vince il derby del partito democratico è poi eletto, stavolta per Mamdani sarà tosta, Adams potrebbe presentarsi con i repubblicani,…

Il primo sindaco di New York, Thomas Willett, nominato nel 1665, era un uomo indaffarato, commerciante di pellicce, magistrato, capo di una milizia locale. Da lui a Eric Adams, il sindaco di oggi, nero, democratico in odore di simpatie trumpiane, ex poliziotto accusato di corruzione, sono passati in 110 leader, dalle parrucche ai cellulari, eppure pochi all’esordio hanno avuto il clamore mondiale di Zohran Kwame Mamdani, 33 anni, nato in Uganda da genitori indiani, musulmano, socialdemocratico, sconosciuto deputato dello Stato di New York, che, stracciando i sondaggi dell’augusto New York Times, ha battuto a sorpresa, alle primarie democratiche, il principe ereditario Andrew Cuomo, ex governatore e figlio dell’ex governatore Mario Cuomo.

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Per lunga tradizione chi vince il derby del partito democratico è poi eletto, stavolta per Mamdani sarà tosta, Adams potrebbe presentarsi con i repubblicani, che hanno in Curtis Sliwa il loro perenne candidato perdente, e lo stesso Cuomo, costretto alle dimissioni da governatore per uno scandalo di molestie, rumina vendetta con una corsa da indipendente.

Chi è Zohran Mamdani

Tutte considerazioni politiche che dividono da stanotte i club snob di Manhattan, i bar allegri di Staten Island, la metro verso il Bronx, i grigi uffici con le code per gli immigranti a Brooklyn, i college pubblici a Queens, patria del presidente Donald Trump, intanto curvo sul difficile dossier guerra in Medio Oriente. La notte di martedì ha scosso la metropoli, la nazione e il mondo perché un musulmano, che vuole sospendere gli accordi di collaborazione con Israele, parla di intifada, non contesta l’arresto del premier Bibi Netanyahu, studia un equo canone per fermare la folle corsa degli affitti in città (a Brooklyn una stanza arriva anche a 5mila dollari al mese!), vince nel partito che fu dei moderati Bill e Hillary Clinton, da tempo residenti nell’area di NYC lasciato alle spalle il rurale Arkansas.

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La sinistra di Mamdani

La vittoria di Mamdani, qualunque cosa accada in novembre quando tanti ebrei ortodossi, neri anziani e bianchi moderati gli voteranno contro, è un segnale sul voto di Midterm 2026 e per la Casa Bianca 2028. Mentre i repubblicani scelgono il trumpismo, populismo nazionalista estremo, da Washington alle elezioni locali, lasciando in soffitta il Grand Old Party responsabile di Eisenhower e Reagan, i democratici hanno fin qui insistito su una linea centrista, Joe Biden e Kamala Harris, a New York il clan dei Cuomo e poi Adams, perdendo contatto con i giovani, i progressisti, gli scontenti, la sinistra che sogna una coalizione multirazziale, interclassista, capace di spezzare il declino che da due generazioni affligge quel che resta della sconfitta classe operaia, il ceto medio impoverito dall’economia globale, i giovani con il debito degli studi universitari addosso, costretti all’eterno precariato dei “gig”, lavoretti dell’era digitale.

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Zohran Kwame Mamdani prende il testimone dal senatore socialista del Vermont Bernie Sanders, battuto alle primarie 2026 per la Casa Bianca da Hillary, e dalla popolare deputata Alexandria Ocasio-Cortez, persuasi che solo spostandosi a sinistra i Dem batteranno l’insorgenza popolare dei trumpiani. Naturalmente l’obiezione è che, in questa manovra, rischiano di pagare dazio al centro, ma in questo raro giorno di festa per i progressisti Usa, in penitenza dall’uscita di scena di Barack Obama, nove anni fa, si pensa solo alla vittoria di Zohran Kwame Mamdani ribattendo “Trump vince barra a destra, noi barra a sinistra. Al centro della strada ci sono solo strisce gialle e armadilli morti”, precetto storico dei Democratici in Texas.
Il vecchio adagio di Manhattan recita agro “Presto a New York resteranno solo i ricchi, i mendicanti e Woody Allen” e chiunque abbia visitato la città, pur da turista per caso, sa come prezzi di ristoranti, alloggi, servizi, sanità siano alle stelle, mentre i salari languono. Mamdani ha un piano sulla carta almeno, vedremo se funzionerà: per lanciare dai social media la proposta di congelare gli affitti s’è gettato, tutto vestito e con cravatta, nelle acque polari dell’Oceano Atlantico, video virale online, ma la politica a New York è ancor più fredda, pericolosa e affollata da squali. Thomas Willett, il duro delle pellicce da conciare sulle rive del maestoso fiume Hudson, potrebbe testimoniare al suo possibile successore che mai avrebbe immaginato, per genealogia, religione, filosofia politica.

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