Kiev, governo al capolinea. Ma non è facile cacciare il premier
di Paolo BreraIl governo del primo ministro ucraino Denys Shmyhal è al capolinea: mentre i parlamentari di opposizione contano le firme per cacciarlo, l’ufficio del presidente Volodymyr Zelensky sta tentando di rimuoverlo dal suo incarico, operazione tutt’altro che semplice in regime di legge marziale, per varare un nuovo mega rimpasto. Una seduta straordinaria della Verkhovna Rada potrebbe essere convocata nei prossimi giorni, secondo quanto dicono deputati sia di maggioranza che di opposizione, per raccogliere le dimissioni del capo del governo.
Secondo fonti interne citate da Ukrainska Pravda, Zelensky è “stanco” del suo premier, accusato di mancanza di iniziativa e di eccessiva passività nella gestione delle sfide interne e internazionali. Il presidente, dicono, ha smesso di coinvolgerlo nei processi decisionali, e nelle riunioni operative manifesta apertamente freddezza nei suoi confronti. Secondo i consiglieri presidenziali, Shmyhal non propone soluzioni efficaci o visioni strategiche per la …
Il governo del primo ministro ucraino Denys Shmyhal è al capolinea: mentre i parlamentari di opposizione contano le firme per cacciarlo, l’ufficio del presidente Volodymyr Zelensky sta tentando di rimuoverlo dal suo incarico, operazione tutt’altro che semplice in regime di legge marziale, per varare un nuovo mega rimpasto. Una seduta straordinaria della Verkhovna Rada potrebbe essere convocata nei prossimi giorni, secondo quanto dicono deputati sia di maggioranza che di opposizione, per raccogliere le dimissioni del capo del governo.
Secondo fonti interne citate da Ukrainska Pravda, Zelensky è “stanco” del suo premier, accusato di mancanza di iniziativa e di eccessiva passività nella gestione delle sfide interne e internazionali. Il presidente, dicono, ha smesso di coinvolgerlo nei processi decisionali, e nelle riunioni operative manifesta apertamente freddezza nei suoi confronti. Secondo i consiglieri presidenziali, Shmyhal non propone soluzioni efficaci o visioni strategiche per la crisi che l’Ucraina attraversa affrontando una guerra che dura già da 40 mesi.
E c’è un risvolto molto legato all’Italia in questa crisi politica: gli imputano un deficit di energia e creatività, e vorrebbero una figura più decisa per varare riforme strutturali in vista dell’integrazione europea e della gestione dei fondi per la ricostruzione, e non è affatto un caso che i nodi vengono al pettine proprio alla vigilia della Conferenza internazionale sulla ricostruzione che si terrà a Roma il 10 e 11 luglio. Visto che la prossima riunione della Rada è prevista il 15 luglio, l’Ufficio presidenziale aveva allertato i Servi del Popolo, il partito di maggioranza del presidente Zelensky: “Ai ‘servi’ – racconta il deputato Oleksiy Goncharenko, testa di diamante del partito di Poroshenko - è stato inviato un messaggio per essere pronti per la sessione straordinaria della Rada il 7 e 8 luglio, pochi giorni prima della conferenza di Roma a cui Shmyhal si sarebbe dovuto recare”.
Secondo il deputato del partito Voce, Yaroslav Zheleznyak, l’ufficio del Presidente pianifica la sostituzione dell’intero governo, e la decisione finale su Denis Shmyhal – scrive nel suo canale Telegram - è già stata presa: verrebbe sostituito dalla prima vice primo ministro Yulia Svyrydenko, già ministra dell’Economia e fedelissima del potente capo dell’Ufficio presidenziale Yermak. Ma le grandi manovre sotterranee sono ancora in corso, e il blitz per spedire Svyrydenko a Roma al posto di Shmyhal non è riuscito: non sarebbe stato possibile nominarla primo ministro prima della sessione ufficiale del 15 luglio, e sarebbe troppo pericoloso lasciare il Paese senza un governo e senza un premier per un’intera settimana.
Non è la prima volta che si parla dell’uscita di scena di Shmyhal, in carica dal marzo 2020. La crisi attuale è solo l’ultima di una serie di valutazioni e tentativi più o meno espliciti da parte di Zelensky per sostituirlo con una figura più vicina alla sua visione. “C’è una tradizione al potere: licenziare Shmyhal ogni estate. Questo tentativo è stato fatto nell’estate del 2020, 2021, 2022, 2023 e soprattutto attivamente nel 2024”, scrive Zheleznyak elencando tre motivi per cui il presidente avrebbe deciso un nuovo mega rimpasto: il primo è che il governo ha perso consensi anche tra i deputati, e “Dmitry Razumkov alla fine sarebbe riuscito a raccogliere i 150 voti necessari per la sfiducia all’intero governo: certo non vogliono dare l’iniziativa di cacciarlo all’opposizione”. Gli altri due motivi sarebbero “i fallimenti in serie della squadra attuale, soprattutto in ambito economico e di bilancio; e la necessità di mostrare un aggiornamento” agli ucraini delusi dai mali endemici come la corruzione, la sperequazione e i privilegi, “dato che nel prossimo futuro non ci saranno elezioni”.
Tra i nomi emersi come possibili successori non c’era solo Yuliia Svyrydenko: c’era anche Oleksiy Chernyshov, ex ceo di Naftogaz, un altro profilo tecnico molto vicino a Yermak e a Zelensky. Ma Chernyshov, anche lui vice primo ministro come Svyrydenko, è finito decisamente fuori gioco: proprio oggi la procura anti-corruzione, che gli ha già notificato le accuse, dovrebbe arrestarlo, concedendogli però probabilmente la cauzione di 120 milioni di grivne chiesta dalla Procura. E’ accusato di una maxi frode immobiliare: è il sesto sospettato in un’inchiesta per corruzione "su larga scala" in cui un costruttore immobiliare di Kiev aveva rivendicato illegalmente un lotto di terreno su cui costruire un complesso residenziale. Inviato all’estero in missione, Chernyshov non era tornato in Ucraina scatenando una valanga di polemiche che l’Ufficio del presidente ha faticato a contenere: nel frattempo la Nabu, l’ufficio anti corruzione, gli era alle calcagna. Chernyshov è rientrato in Ucraina solo dopo avere concordato la garanzia che gli sarebbe stata offerta la libertà su cauzione. Gli amici influenti non gli mancano: è stato l’unico ministro presente alla celebrazione del compleanno di Volodymyr Zelensky nel 2021, durante la quarantena per il Covid, nell’appartamento del suo ex socio Timur Mindich; sua figlia ha il privilegio di avere come madrina la first lady Olena Zelenska; ed è l’unico ministro che nel 2021 partecipò all’anniversario di Yermak nella dacia statale di Syniogora, quando gli ospiti illustri arrivarono sugli elicotteri del Servizio di emergenza statale e dell’esercito utilizzandoli per voli privati.
L’unità e il sostegno che la presidenza ucraina mostra con i partner internazionali è un vaso di Pandora in cui la politica tesse trame micidiali, ma il cambio al vertice del governo si scontra con ostacoli non secondari. Il più rilevante è di natura giuridica: in base alla legge marziale – che la presidenza e il Parlamento stanno però ora pensando di modificare - non è possibile procedere alla sostituzione del solo primo ministro senza che venga rimosso l’intero governo. Per questo fino a oggi Shmyhal è restato al suo posto: ha navigato la tempesta delle ambizioni di rinnovamento interno con la nave della stabilità simbolica di un governo riconosciuto a livello internazionale. Ma ora è nell’occhio del ciclone.