✕

Sì alle spese per la difesa al 5%, i paesi Nato accontentano Trump: “Fantastico, un grande successo”

(ansa)

Ascolta l'audio

L’alleanza atlantica esaudisce il desiderio di Washington e aumenta i finanziamenti. Rutte: “Ci assumiamo più responsabilità”. Il presidente: “Con l’Europa fino in fondo
2 minuti di lettura

L’AIA – «Credo che il vertice sia stato fantastico, un grande successo». Basta questa frase pronunciata dal presidente americano, Donald Trump, per capire quale sia stato il risultato del summit nato concluso ieri a l’Aia, in Olanda.

In effetti la richiesta principale avanzata dal Tycoon da quando si è reinsediato alla Casa Bianca, è stata sostanzialmente accolta dagli altri 31 partner dell’Organizzazione Atlantica. Entro il 2035 la spesa per la difesa dovrà essere portata dall’attuale 2 per cento del pil (che in realtà non tutti rispettano, come l’Italia) fino al 3,5. Con un altro 1,5 per cento per le attività “dual use”, quelle che riguardano anche l’impiego civile.

L’unica che continua a chiedere una eccezione è la Spagna, anche se nel testo della dichiarazione finale – approvata all’unanimità - ci sono pochi spazi interpretativi rispetto all’istanza iberica. Una “e” di congiunzione darebbe la possibilità a Madrid di mantenere la sua spesa al 2,1 per cento. Almeno fino al 202…

L’AIA – «Credo che il vertice sia stato fantastico, un grande successo». Basta questa frase pronunciata dal presidente americano, Donald Trump, per capire quale sia stato il risultato del summit nato concluso ieri a l’Aia, in Olanda.

In effetti la richiesta principale avanzata dal Tycoon da quando si è reinsediato alla Casa Bianca, è stata sostanzialmente accolta dagli altri 31 partner dell’Organizzazione Atlantica. Entro il 2035 la spesa per la difesa dovrà essere portata dall’attuale 2 per cento del pil (che in realtà non tutti rispettano, come l’Italia) fino al 3,5. Con un altro 1,5 per cento per le attività “dual use”, quelle che riguardano anche l’impiego civile.

L’unica che continua a chiedere una eccezione è la Spagna, anche se nel testo della dichiarazione finale – approvata all’unanimità - ci sono pochi spazi interpretativi rispetto all’istanza iberica. Una “e” di congiunzione darebbe la possibilità a Madrid di mantenere la sua spesa al 2,1 per cento. Almeno fino al 2029. «Gli alleati – si legge nel documento - si impegnano a investire il 5% del Pil annuo nelle esigenze fondamentali di difesa e nelle spese relative alla difesa e alla sicurezza entro il 2035, al fine di garantire gli obblighi individuali e collettivi, in conformità con l’articolo 3 del Trattato di Washington». Il passaggio che in teoria consentirebbe a Madrid di non rispettare questo impegno sarebbe questo: il 3,5 cento serve «per rispondere alle esigenze fondamentali della difesa e per raggiungere i target di capacità della Nato».

Sostanzialmente la Spagna ritiene di poter conseguire questi target con meno soldi. Anche se quasi tutti i membri dell’Alleanza hanno contestato questa impostazione e difficilmente nel 2029 – al momento della verifica degli obiettivi - la Spagna sarà in grado di superare il test.

«Il presidente Trump – ha sottolineato il segretario generale dell’Organizzazione, l’olandese Mark Rutte - ha chiarito che l’America si aspetta che gli alleati europei e il Canada contribuiscano di più, ed è esattamente ciò che vediamo accadere: si stanno assumendo una parte maggiore dell’onere, riequilibrando la loro spesa e assumendosi una maggiore responsabilità per la nostra sicurezza condivisa». Il punto, semmai, è che il Vecchio Continente teme che gli Usa avviino un disimpegno militare vero rispetto a questa parte del mondo. Le parole del presidente americano sulla possibile “interpretabilità” dell’articolo 5 del Trattato, quello sul reciproco mutuo soccorso, ha infatti gettato un’ombra sinistra sulle intenzioni di Washington. Anche se ieri Trump ha cercato di rassicurare con una frase di rito: «Siamo con gli europei fino in fondo». Garanzia ribadita anche da Rutte.

Ma probabilmente non basta a dare tranquillità all’Europa. Perché, come si legge nella stessa dichiarazione finale, il nemico “Numero 1” «a lungo termine» resta la Russia, che appunto confina con l’Ue. Anche per questo è stato imposto alla fine alla Casa Bianca un riferimento all’Ucraina nel testo conclusivo: «Gli alleati riaffermano il loro impegno sovrano e duraturo a sostenere l’Ucraina, la cui sicurezza contribuisce alla nostra», anche se manca una esplicita condanna di Mosca. Ma questo, ha precisato il premier britannico Starmer, non vuol dire che la posizione «sia cambiata». «Abbiamo bisogno degli Stati Uniti per la loro capacità di dissuasione – gli ha fatto eco il presidente francese Macron - come abbiamo visto nella guerra tra Iran e Israele. Noi come coalizione di volenterosi dobbiamo dimostrare che siamo lì per sostenere l’Ucraina».

Infine un ultimo e poco divertente sketch tra Trump e Rutte, in cui sembra che il presidente statunitense goda nel mostrare in pubblico l’adulazione del segretario generale della Nato nei suoi confronti. Rutte oggi lo ha chiamato «daddy», ossia «papino». E il Tycoon divertito ha commentato: «Gli piaccio, credo di piacergli. Se così non è, ve lo farò sapere, tornerò e lo picchierò duramente».

Leggi i commenti