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“Nucleare, 30 miliardi all’Iran”: l’offerta di Trump per riaprire la trattativa

(afp)

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La Cnn: “Pronti a offrirne 30 per scopi civili”. La Casa Bianca: “Salvata la vita a Khamenei. Raid se torna ad arricchire l’uranio”
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Se vuoi la pace, prepara la guerra: Donald Trump torna nell’arena del conflitto, minaccia l’Iran con nuovi «bombardamenti» se proverà ad arricchire l’uranio e rivela che aveva in mente di alleggerire le sanzioni contro Teheran, ma non lo farà più perché Ali Khamenei rivendica una vittoria che non c’è e gli ha risposto con «rabbia, odio e disgusto» nonostante gli abbia salvato la pelle. Dice proprio così, il presidente americano, in un lungo post sulla sua piattaforma, Truth social: «L’ho salvato da una morte brutta e ignominiosa, sapevo esattamente dove si trovava, e non ho permesso a Israele, o alle Forze Armate statunitensi, di porre fine alla sua vita».

Come l’arbitro di un match di wrestling, bacchetta i belligeranti: il leader iraniano, che «è un uomo di grande fede, e non dovrebbe mentire. Devi dire la verità: sei stato battuto», e Israele, che pure «ne ha prese, entrambi hanno sfogato il loro odio». «Non credo che l’Iran tornerà presto al nucleare», dice, ma se dovesse provarc…

Se vuoi la pace, prepara la guerra: Donald Trump torna nell’arena del conflitto, minaccia l’Iran con nuovi «bombardamenti» se proverà ad arricchire l’uranio e rivela che aveva in mente di alleggerire le sanzioni contro Teheran, ma non lo farà più perché Ali Khamenei rivendica una vittoria che non c’è e gli ha risposto con «rabbia, odio e disgusto» nonostante gli abbia salvato la pelle. Dice proprio così, il presidente americano, in un lungo post sulla sua piattaforma, Truth social: «L’ho salvato da una morte brutta e ignominiosa, sapevo esattamente dove si trovava, e non ho permesso a Israele, o alle Forze Armate statunitensi, di porre fine alla sua vita».

Come l’arbitro di un match di wrestling, bacchetta i belligeranti: il leader iraniano, che «è un uomo di grande fede, e non dovrebbe mentire. Devi dire la verità: sei stato battuto», e Israele, che pure «ne ha prese, entrambi hanno sfogato il loro odio». «Non credo che l’Iran tornerà presto al nucleare», dice, ma se dovesse provarci «bombarderemo». Bastone, e carota. «Stavo lavorando a una possibile rimozione delle sanzioni e ad altre» misure per invogliare Teheran al negoziato, ma «ora non più», almeno fino a quando l’Iran non «cambia atteggiamento: deve rientrare nel flusso dell’ordine mondiale, altrimenti le cose peggioreranno per loro».

Prima dell’intervento presidenziale, la Cnn aveva rivelato che gli americani erano pronti a offrire 30 miliardi di investimenti nel nucleare civile iraniano attraverso i partner del Golfo e lo scongelamento di una parte dei fondi bloccati all’estero in cambio del ritorno di Teheran al tavolo negoziale. Per gli iraniani però questa non è una prospettiva imminente. Il consiglio dei guardiani ha approvato la legge del parlamento che sospende la cooperazione con l’Agenzia atomica dell’Onu. Nel mirino c’è soprattutto il suo direttore, Rafael Grossi, accusato di aver passato informazioni riservate a Israele e di aver dato copertura politica all’offensiva militare israeliana. «L’Aiea e il suo direttore generale sono pienamente responsabili di questo sordido stato di cose. L’insistenza di Rafael Grossi nel visitare i siti bombardati con il pretesto di misure di sicurezza è insensata e forse persino malevola nelle sue intenzioni», ha detto il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi.

Teheran ora potrebbe chiedere la testa di Grossi dalla guida dell’Agenzia come condizione per tornare a trattare. Lo esplicita Hossein Mousavian, l’ex ambasciatore iraniano in Germania, in un’intervista a Bloomberg: «Il consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e il consiglio dei Governatori dell’Aiea non solo non hanno riconosciuto l’Iran come vittima di un’aggressione militare, ma non hanno nemmeno rilasciato una semplice dichiarazione di condanna degli attacchi».

Israele intanto prepara nuovi piani di guerra puntando a una “libanizzazione” del conflitto, sebbene il capo di stato maggiore delle Idf, Eyal Zamir, abbia confermato che il programma nucleare iraniano è stato ritardato di anni e che l’Iran non è più «sul punto di costruirsi un’arma nucleare».

Il ministro della Difesa Katz ha annunciato un nuovo «piano di coercizione contro l’Iran che includa: il mantenimento della superiorità aerea di Israele, la prevenzione dell’avanzamento nucleare e della produzione di missili e la risposta all’Iran per il suo sostegno alle attività terroristiche». Il piano ricorda le modalità con cui operano le Idf in Libano, che da mesi continuano a colpire obiettivi di Hezbollah nel sud e a Beirut, nonostante ci sia un accordo di tregua che affida all’esercito libanese, con la mediazione di americani e francesi, il compito di bloccare eventuali violazioni del cessate il fuoco. Anche tra Iran e Israele lo scenario ora è quello di un conflitto latente, che senza un accordo politico rischia di riaccendersi rapidamente.

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