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Putin elogia Trump: “Vuole davvero la pace, presto nuovi negoziati”

Il capo della Casa Bianca risponde: “Ha fatto un bel discorso”. Ma il Cremlino mette le mani avanti: “Con Kiev posizioni opposte”
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Dopo il terzo faccia a faccia tra l’ucraino Volodymyr Zelensky e lo statunitense Donald Trump, il presidente russo Vladimir Putin prova a recuperare terreno. Usa al solito toni adulatori. Loda Trump, un «uomo coraggioso». Assicura di «apprezzare» il fatto che «desideri sinceramente trovare una soluzione» al conflitto ucraino e che, «grazie» a lui, «le relazioni tra Russia e Usa stiano iniziando a riequilibrarsi». Gli elogi colgono nel segno. «Ha fatto un discorso molto bello», commenta Trump. E, col suo solito tono trionfalistico, aggiunge: «Dobbiamo risolvere la questione. E penso che succederà qualcosa».

Peccato che Putin, pur ribadendo la sua disponibilità a un terzo round di colloqui diretti con Kiev, sottolinei che i memorandum con le condizioni di pace di Russia e Ucraina sono «diametralmente opposti». Lo stesso Trump — ricorda Putin — «recentemente ha affermato che la soluzione si è rivelata più difficile di quanto sembrasse dall’esterno. Beh, è vero». Parole che non fanno…

Dopo il terzo faccia a faccia tra l’ucraino Volodymyr Zelensky e lo statunitense Donald Trump, il presidente russo Vladimir Putin prova a recuperare terreno. Usa al solito toni adulatori. Loda Trump, un «uomo coraggioso». Assicura di «apprezzare» il fatto che «desideri sinceramente trovare una soluzione» al conflitto ucraino e che, «grazie» a lui, «le relazioni tra Russia e Usa stiano iniziando a riequilibrarsi». Gli elogi colgono nel segno. «Ha fatto un discorso molto bello», commenta Trump. E, col suo solito tono trionfalistico, aggiunge: «Dobbiamo risolvere la questione. E penso che succederà qualcosa».

Peccato che Putin, pur ribadendo la sua disponibilità a un terzo round di colloqui diretti con Kiev, sottolinei che i memorandum con le condizioni di pace di Russia e Ucraina sono «diametralmente opposti». Lo stesso Trump — ricorda Putin — «recentemente ha affermato che la soluzione si è rivelata più difficile di quanto sembrasse dall’esterno. Beh, è vero». Parole che non fanno sperare in una rapida risoluzione.

Se a Trump riserva i salamelecchi, per la Nato Putin ha soltanto stilettate. Mentre l’Alleanza Atlantica all’Aia ha concordato di aumentare la spesa collettiva al 5% del Prodotto interno lordo nei prossimi 10 anni per contrastare la minaccia russa a lungo termine, il presidente russo annuncia di «stare pianificando» di ridurre le spese militari a partire dal prossimo anno. Ma, a ben ascoltare la sua conferenza stampa a margine del vertice dell’Unione economica eurasiatica ospitato da Aleksandr Lukashenko a Minsk, di concreto non c’è nulla. «Stiamo pianificando — annuncia — di ridurre la spesa per la difesa. Lo stiamo pianificando per il prossimo anno, per quello dopo ancora, per il prossimo triennio». Poi mette subito le mani avanti precisando che non c’è ancora alcun accordo definitivo tra i ministeri di Difesa, Finanze ed Economia. «Ma tutti stanno pensando in questa direzione. E l’Europa sta pensando al contrario a come aumentare la sua spesa. Quindi chi si sta preparando per azioni aggressive? Noi o loro?».

Difficile credere che non sia soltanto retorica propagandistica per sottolineare la solita contrapposizione: «Non siamo noi ad essere aggressivi, ma questo cosiddetto Occidente collettivo». Putin stesso non manca di notare che la spesa militare russa ammonta oramai a 13,5 trilioni di rubli, pari a 147 miliardi di euro, ossia il 6,3% del Pil, e il bilancio adottato fissa la spesa militare a circa il 7% del Pil fino al 2027. «Questa situazione difficilmente cambierà», osserva Aleksandra Prokopenko, ex economista della Banca di Russia, oggi ricercatrice del Carnegie Russia Eurasia Center di Berlino. Anche perché le spese militari hanno dopato l’economia gonfiando salari e consumi, seppure a costo di una galoppante inflazione, ed è difficile tornare indietro senza che il sistema crolli.

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