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Iran-Israele, le news del 29 giugno. Netanyahu: “La vittoria su Teheran ha aperto chance per liberare gli ostaggi”

Iran-Israele, le news del 29 giugno. Netanyahu: “La vittoria su Teheran ha aperto chance per liberare gli ostaggi”
(afp)
Washington Post: “Una telefonata intercettata tra funzionari iraniani minimizza i danni dell'attacco statunitense”. Iran: “Nessuna minaccia per Grossi per gli ispettori Aiea”. Trump: “Iran era vicino alla produzione della bomba atomica”
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La fine del conflitto con l'Iran e gli avvenimenti delle ultime settimane hanno aperto "molte possibilità" per la liberazione degli ostaggi israeliani ancora prigionieri a Gaza. Lo ha dichiarato il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu.

Dagli Usa il presidente Usa Trump ha ribadito a Fox News che “l'Iran era vicino alla produzione della bomba atomica". Intanto, Teheran sostiene di “dubitare del rispetto da parte del nemico dei propri impegni, incluso il cessate il fuoco, siamo pronti a dare una risposta decisa alla recrudescenza dell'aggressione"

Israele, la riunione di governo su Gaza termina con un nulla di fatto

È terminata con un nulla di fatto, ovvero senza una decisione in merito alla guerra nella Striscia di Gaza e ai tentativi per arrivare a un accordo sugli ostaggi, la riunione del governo israeliano convocata dal premier Benjamin Netanyahu. Lo riferisce il Times of Israel. Stando a quanto riportato, è stata programmata per domani un'altra riunione

Media: “Massicci attacchi a Gaza City da parte di Israele”

I media di Gaza hanno riferito che l'aeronautica militare israeliana sta effettuando massicci attacchi a Gaza City. Anche al Jazeera riporta di intensi raid dell'Idf

Medici senza Frontiere: “A Gaza è in atto un massacro”

"La gente di Gaza si trova di fronte a un dilemma insostenibile: rischiare la fame per la propria famiglia o rischiare la vita per procurarsi del cibo presso un centro di distribuzione israelo-statunitense. Questo non è aiuto umanitario. È un massacro". Lo scrive su X Medici senza frontiere

Nuova telefonata Macron-Pazeshkian: “Collabori con l'Aiea”

Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha reso noto stasera di aver "nuovamente parlato per telefono" con il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, al quale ha trasmesso i suoi "messaggi". Le richieste del capo dell'Eliseo all'omologo iraniano riguardano "la liberazione dei nostri compatrioti Cécile Kohler e Jacques Paris, "la protezione dei cittadini francesi e delle nostre imprese in Iran, che non devono ricevere alcuna minaccia". E ancora, "il rispetto della tregua per contribuire a riportare la pace nella regione", il "ritorno al tavolo del negoziato per risolvere le questioni delle attività balistiche e nucleari", il "mantenimento del quadro del Trattato sulla non proliferazione delle armi nucleari, con la ripresa del lavoro dell'Aiea al più presto possibile in Iran per assicurare tutta la trasparenza necessaria"

Trump: “Valuto se costringere i reporter a dirmi le fonti sull’Iran”

Donald Trump ha dichiarato che sta valutando la possibilità di obbligare i giornalisti che hanno pubblicato il rapporto dell'intelligence del Pentagono sui raid Usa in Iran di rivelare le loro fonti e di perseguire penalmente quelli che non lo faranno. "Bisogna andare dai giornalisti e chiedere: 'Chi ti ha dato il rapporto?", ha detto il presidente in un'intervista a Fox News. "Bisogna fare così e penso che lo faremo", ha aggiunto. Negli Stati Uniti, la Costituzione generalmente protegge i giornalisti dall'obbligo di rivelare le proprie fonti, ma esistono dei limiti. Nei giorni scorsi Trump ha minacciato di fare causa alla Cnn e al New York Times che hanno riportato per primi il rapporto preliminare e ha chiesto il licenziamento dei giornalisti autori del servizio

Iran: “Nessuna minaccia per Grossi per gli ispettori Aiea”

L'Iran ha detto di "non rappresentare alcuna minaccia" il direttore generale dell'Aiea Rafael Mariano Grossi, che è stato bandito dal Paese, né per gli ispettori dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica. "No, non c'è alcuna minaccia" contro gli ispettori o Grossi, ha dichiarato l'ambasciatore iraniano alle Nazioni Unite, Amir Saeid Iravani, in un'intervista all'emittente statunitense Cbs. L'ambasciatore ha aggiunti che gli ispettori dell'Aiea in Iran erano "in condizioni di sicurezza"

Washington Post: “Una telefonata intercettata tra funzionari iraniani minimizza i danni dell'attacco statunitense”

Secondo una esclusiva del Washington Post “una telefonata intercettata tra funzionari iraniani minimizza i danni dell’attacco statunitense”. I funzionari sono stati sentiti dire che l'attacco di Trump all'Iran si è rivelato meno devastante del previsto. L'amministrazione definisce l'intelligence insignificante

Netanyahu: “La vittoria contro l’Iran ha aperto numerose chance per liberare gli ostaggi”

“Si stanno aprendo numerose opportunità per liberare i nostri ostaggi ancora trattenuti nella Striscia di Gaza” e per "raggiungere accordi regionali più ampi". Lo ha dichiarato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu durante una visita a una struttura dello Shin Bet, affermando che "abbiamo rimosso una minaccia esistenziale immediata". Il premier israeliano ha poi aggiunto che "certo, dovremo anche risolvere la questione di Gaza e sconfiggere Hamas, ma credo che porteremo a termine entrambe le missioni". Intanto un alto funzionario israeliano citato a condizione di anonimato dal Times of Israel ha detto che "sono in corso contatti tramite i paesi mediatori e siamo in contatto continuo con gli americani"

La raffineria di Haifa riapre dopo gli attacchi iraniani

La raffineria di petrolio di Haifa nel sud di Israele ha riaperto e ripreso parzialmente le attività dopo la chiusura dovuta a un attacco missilistico iraniano due settimane fa. Lo hanno reso noto le raffinerie di petrolio israeliane, o Bazan, annunciando che probabilmente torneranno pienamente operative entro ottobre. I danni e le perdite di profitto causati dalla guerra ammontano fino a 250 milioni di dollari, hanno spiegato

Iran, esplosione in raffineria di petrolio a Tabriz: feriti

Almeno otto persone sono rimaste ferite in seguito all'esplosione di un serbatoio d'azoto che si è verificata nella raffineria di petrolio di Tabriz, nel nordovest dell'Iran. Lo hanno dichiarato i Guardiani della Rivoluzione iraniana, i pasdaran. Un funzionario locale citato dai media iraniani ha affermato che le esplosioni sono avvenute durante le operazioni di smaltimento e neutralizzazione di ordigni israeliani inesplosi nella zona. I pasdaran hanno invece affermato che l'esplosione è avvenuta durante la sostituzione del serbatoio di azoto della raffineria.

Trump: “Le nostre bombe hanno distrutto Fordow come fosse burro”

Le bombe americane hanno distrutto il sito nucleare di Fordow "come se fosse burro, come se fosse burro puro". Lo ha detto Donald Trump in un'intervista a Fox News descrivendo la dinamica del raid di una settimana fa. il presidente ha anche ribadito che siti nucleari iraniani sarebbero stati effettivamente distrutti.

Trump: “Se l’Iran resterà pacifico rimuoverò le sanzioni”

Se gli iraniani "riusciranno a essere pacifici e a dimostrarci che non causeranno più danni" allora "revocherò le sanzioni" nei confronti di Teheran. Lo ha affermato il presidente americano, Donald Trump, nel corso di un'intervista a Fox News. "Questo farebbe una grande differenza", ha aggiunto.

Idf: “Inchiesta su possibili crimini guerra a Gaza”

L'esercito israeliano ha avviato un'indagine su possibili crimini di guerra in seguito alle crescenti prove secondo cui le truppe di Israele hanno sparato deliberatamente contro civili palestinesi radunati a Gaza per ricevere aiuti. Centinaia di persone sono state uccise nelle ultime settimane dopo essere state sottoposte ad attacchi aerei, sparatorie e bombardamenti da parte delle Forze di difesa israeliane (Idf) mentre aspettavano che il cibo venisse distribuito o mentre si dirigevano verso i luoghi di distribuzione.
Venerdì, il quotidiano israeliano Haaretz ha citato soldati israeliani anonimi che hanno dichiarato di aver ricevuto l'ordine di aprire il fuoco sulla folla vicino ai punti di distribuzione di cibo per tenerla lontana dalle postazioni militari israeliane. I soldati hanno affermato di essere preoccupati dall'uso non necessario di forza letale contro persone che apparentemente non rappresentano alcuna minaccia.

Trump: “Onorerò alla Casa Bianca i piloti dei raid in Iran”

Donald Trump annuncia di voler rendere omaggio ai piloti dei jet che hanno sganciato le bombe sui siti nucleari iraniani. "Verranno alla Casa Bianca", ha detto il presidente in un'intervista a Fox News.

Trump: “L’Iran era vicino alla produzione della bomba atomica”

"L'Iran era vicino alla produzione della bomba atomica". Lo ha ribadito Donald Trump in un'intervista a Fox News.

Trump insiste: abbiamo distrutto tre siti nucleari in Iran

Donald Trump continua a sostenere che i tre siti iraniani colpiti nei raid americani di una settimana fa - Fordow, Isfahan e Natanz - sono stati distrutti. "Non li abbiamo solo colpiti, abbiamo provocato danni definitivi", ha detto il presidente in un'intervista che sarà tra poco nel programma 'Sunday Morning Futures' di Fox News.

Teheran all’Onu: “Riconoscere le colpe di Israele e Usa”

In una lettera al Segretario Generale pubblicata oggi, l'Iran ha chiesto alle Nazioni Unite di riconoscere Israele e gli Stati Uniti come responsabili della loro recente guerra di 12 giorni. "Con la presente chiediamo ufficialmente che il Consiglio di Sicurezza riconosca il regime israeliano e gli Stati Uniti come iniziatori dell'atto di aggressione e ne riconosca la conseguente responsabilità, incluso il pagamento di risarcimenti e riparazioni", ha scritto il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi nella lettera al Segretario Generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres.

Governo israeliano sospende i finanziamenti per gli alloggi degli sfollati dopo il 7 ottobre

Il governo di Benjamin Netanyahu ha deciso di sospendere i finanziamenti per alloggi alternativi per gli israeliani che vivevano nelle comunità di confine della Striscia di Gaza e che sono stati sfollati, per motivi di sicurezza, dopo l'assalto condotto da Hamas il 7 ottobre del 2023 nel sud di Israele. I finanziamenti saranno sospesi a partire dal 31 luglio in quanto, ha sostenuto il governo israeliani, non sussistono più problemi di sicurezza in merito al ritorno a casa degli israeliani residente vicino all'enclave palestinese. Sono state escluse dalla decisione le comunità in cui sussiste un "ostacolo riabilitativo" al rientro dei residenti, riporta il sito di Haaretz.

Gaza: almeno 85 morti in 24 ore

Il bilancio delle vittime degli attacchi israeliani a Gaza raggiunge quota 56.500, afferma il ministero della Salute. Almeno 56.500 palestinesi sono stati uccisi e altri 133.419 sono rimasti feriti negli attacchi israeliani a Gaza dal 7 ottobre 2023, ha dichiarato oggi il Ministero della Salute di Gaza in una nota citata dal Guardian. Almeno 85 palestinesi sono stati uccisi e altri 365 sono rimasti feriti solo nelle ultime 24 ore, ha dichiarato il Ministero. Aggiungendo che diverse vittime sono ancora sotto le macerie e per le strade e le ambulanze e il personale della protezione civile non riescono a raggiungerle.

Borrell: “Dall’Europa serve una risposta decisa alla catastrofe umanitara di Gaza”

L'Unione europea deve elaborare una risposta piùdecisa alla catastrofe umanitaria nella Striscia di Gaza e alle violazioni del diritto internazionale, ha affermato l'ex capo della diplomazia dell'Unione. In un articolo dai toni forti, Josep Borrell ha affermato che l'Ue ha il "dovere" di intervenire e deve elaborare un proprio piano concertato per porre fine alla guerra, invece di affidarsi agli Stati Uniti. "L'Europa non può più permettersi di restare ai margini", ha affermato nell'articolo scritto in collaborazione con Kalypso Nicolaidis, consulente occasionale dell'UE e titolare della cattedra di affari internazionali presso la Florence School of transnational governance dell'Istituto universitario europeo. "Non è in gioco solo la sicurezza dell'Europa ma, cosa ancora più importante, la storia europea impone agli europei il dovere di intervenire in risposta alle violazioni del diritto internazionale da parte di Israele", affermano, aggiungendo:
"Gli europei non possono restare gli sventurati sciocchi in questa tragica storia, sborsando soldi a occhi chiusi".

Processo a Netanyahu, udienza a porte chiuse sul rinvio del processo

Secondo quanto riportato dai media ebraici, il primo ministro Benjamin Netanyahu parteciperà a un'udienza non programmata a porte chiuse presso il tribunale distrettuale di Gerusalemme per discutere della sua recente richiesta di rinviare di due settimane la sua testimonianza al processo penale.
Venerdì, la corte ha respinto due richieste di Netanyahu di rinviare la sua testimonianza, sostenendo che le motivazioni addotte a sostegno della richiesta non erano sufficientemente sostanziali. L'avvocato difensore del primo ministro, Amit Hadad, ha dichiarato alla corte che, in seguito alla guerra con l'Iran, Netanyahu aveva bisogno del rinvio per occuparsi di "questioni diplomatiche, nazionali e di sicurezza di prim'ordine". Secondo quanto riportato, il capo dell'intelligence militare Shlomi Binder e' stato convocato all'udienza su richiesta di Netanyahu. Secondo Channel 12 News, testimonieranno anche due alti funzionari del Consiglio di Sicurezza Nazionale e del Mossad. La prima richiesta di Netanyahu è stata respinta per mancanza di dettagli e anche quando Hadad ha presentato alla corte il programma di Netanyahu per le due settimane successive come prova, i giudici hanno affermato che le informazioni e i dettagli forniti non erano sufficienti a giustificare il rinvio della testimonianza del premier. I giudici dovranno prendere una decisione definitiva oggi, poiche' Netanyahu dovrebbe testimoniare in tribunale domani.

Israele, le famiglie degli ostaggi a Trump: “È ora di concludere l’accordo”

Il Collettivo per il ritorno degli ostaggi israeliani ha risposto all'ultimo post del presidente Usa, Donald Trump, sul necessario accordo a Gaza e la restituzione degli ostaggi detenuti. "Presidente Trump, è ora di concludere l'accordo dei patti e riportare a casa tutti i 50 ostaggi", ha scritto su Truth il gruppo dei famigliari degli ostaggi. Nelle scorse ore sono tornati a manifestare in Israele, facendo pressione sul governo Netanyahu per concludere un accordo con Hamas e far liberare gli ostaggi ancora detenuti dal gruppo terroristico palestinese.

Hamas: “Netanyahu pone condizioni impossibili per un accordo”

Un alto funzionario di Hamas, Mahmoud Mardawi, ha affermato che il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu sta proponendo condizioni impossibili per vanificare la possibilità di raggiungere un accordo di cessate il fuoco a Gaza e si rifiuta di impegnarsi su alcuni elementi dell'accordo che aveva già approvato in passato. Lo riporta Haaretz. Sul suo canale Telegram, Mardawi ha scritto che il primo ministro insiste per rilasciare solo dieci ostaggi, invece di rilasciarli tutti in un'unica fase. "Netanyahu non vuole un accordo", scrive Mardawi.

Media palestinesi: raid israeliani a Khan Younis e Gaza, 5 morti

Fonti mediche dell'ospedale battista Al-Ahli di Gaza City, citate da Wafa, hanno riferito che cinque corpi e diversi civili feriti sono stati trasportati in ospedale in seguito a un attacco aereo israeliano su un'abitazione nel quartiere di Al-Tuffah, a nord-est della città. Un attacco di droni israeliani ha preso di mira l'affollato mercato di Al-Zawiya nel quartiere di Al-Daraj, nel centro di Gaza City, provocando ulteriori vittime e feriti tra i civili. Contemporaneamente, l'artiglieria israeliana ha bombardato il centro di Khan Younis, nella parte meridionale della Striscia.

Iran: “Non ci fidiamo di Israele sul rispetto del cessate il fuoco”

In un colloquio telefonico con il ministro della Difesa saudita, Khalid bin Salman bin Abdulaziz, il nuovo capo di stato maggiore delle forze armate della Repubblica Islamica dell'Iran, Abdolrahim Mousavi, ha espresso dubbi sulla continuazione del cessate il fuoco con Israele. "Non abbiamo iniziato la guerra, ma abbiamo risposto all'aggressore con la forza", ha affermato Mousavi. "Poiché nutriamo dubbi sul rispetto da parte del nemico dei propri impegni, incluso il cessate il fuoco, siamo pronti a dare una risposta decisa alla recrudescenza dell'aggressione", ha affermato il nuovo capo di stato maggiore delle forze armate iraniane.

Kallas: “Pieno sostegno all’Aiea e a Grossi”

"Pieno sostegno all'Aiea e al direttore generale Grossi nel suo compito di continuare a monitorare in modo imparziale il programma nucleare iraniano.
Ciò sarà fondamentale per una soluzione diplomatica della questione". Lo dichiara l'Alta rappresentante Ue Kaja Kallas.

Idf: nei giorni scorsi incursioni in Siria

Durante la scorsa settimana, le truppe israeliane hanno condotto diverse incursioni nella Siria meridionale, afferma l'Idf secondo cui i riservisti della Brigata Alexandroni hanno arrestato diversi sospetti terroristi e li hanno portati in Israele per interrogarli, e hanno fatto irruzione in depositi di armi. Lo riporta il Times of Israel. Dalla caduta del regime di Assad a dicembre, l'Idf è stata dispiegata in nove postazioni all'interno della Siria meridionale, principalmente all'interno di una zona cuscinetto pattugliata dalle Nazioni Unite al confine tra i due Paesi. Le truppe hanno operato in aree fino a circa 15 chilometri all'interno della Siria, con l'obiettivo di catturare armi che, secondo lo Stato ebraico, potrebbero rappresentare una minaccia per il Paese se cadessero nelle mani di "forze ostili".

Israele: ex direttore carcere licenziato denuncia Ben Gvir

Pressioni per un regime carcerario più morbido per i detenuti ebrei estremisti e licenziamento ingiusto: a denunciare il ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir è l'ex vice direttore del carcere di Ayalon, Shai Fransa. I fatti emergono da una denuncia presentata all'Alta Corte di Giustizia, che include corrispondenza WhatsApp e documentazione di vario genere. Fransa sostiene di essere stato sottoposto a pressioni da Ben Gvir e da altri alti funzionari affinche' concedessero sussidi impropri ai prigionieri di sicurezza ebrei oltre ad allentare le loro condizioni di detenzione, annullare le punizioni o evitare di imporre loro sanzioni, anche per il colono Amiram Ben-Uliel in Cisgiordania. L'ex vice direttore del carcere ha affermato, inoltre, che a causa del suo rifiuto di collaborare, è stato "fabbricato" un caso di molestie sessuali contro di lui, successivamente archiviato per "innocenza". Nonostante ciò, è stato rimosso dal suo incarico e ha concluso il suo servizio.

Il Parlamento iraniano: “Trump giocatore d’azzardo, morte a Usa e Israele”

Oltre a pesanti critiche rivolte a Trump, l'aula del Parlamento ha scandito slogan di "Morte all'America" e "Morte a Israele", nel corso di una sessione che ha riunito i membri dell'Assemblea Consultiva Islamica. Lo riferisce il sito d'informazione Iran International che riporta il discorso del presidente del Parlamento, Mohammad Baqer Qalibaf, molto critico nei confronti del presidente Usa Donald Trump."Le posizioni del giocatore d'azzardo Trump non hanno alcuna credibilità. L'irrispettoso presidente degli Stati Uniti sta reintroducendo sanzioni che non sono state revocate nel suo cyberspazio immaginario", ha detto Qalibaf. "Ore dopo, Trump reimposterà le stesse sanzioni con il pretesto delle posizioni dei funzionari della Repubblica Islamica", ha aggiunto Ghalibaf, "e vuole dare l'impressione che i funzionari iraniani siano la ragione principale del mantenimento delle sanzioni". "Le sue posizioni fanno parte di un piano operativo psicologico per instillare la paura nella popolazione", ha affermato il presidente del Parlamento iraniano.

Gaza: 14 vitime nei raid di Israele, 66 bambini morti di fame

Secondo fonti sanitarie palestinesi, almeno 14 persone, tra cui un operatore umanitario, sono state uccise in diversi attacchi israeliani nella Striscia di Gaza dalle prime ore del giorno. Lo riferiscono l'agenzia palestinese Wafa e Al Jazeera. Nel contempo, dal Comitato Internazionale della Croce Rossa a Gaza e' giunto il tragico bilancio di almeno 66 bambini morti per malnutrizione nella Striscia, nel corso della guerra con Israele. Nel dettaglio, fonti mediche dell'ospedale battista Al-Ahli di Gaza City hanno riferito che cinque corpi e diversi civili feriti sono stati trasportati in ospedale a seguito di un attacco aereo israeliano su un'abitazione nel quartiere di Al-Tuffah, a nord-est della città. In un altro incidente, un attacco con drone israeliano ha preso di mira l'affollato mercato di Al-Zawiya nel quartiere di Al-Daraj, nel centro di Gaza City, causando ulteriori vittime e feriti tra i civili. Contemporaneamente, l'artiglieria israeliana ha bombardato il centro di Khan Younis, nella parte meridionale della Striscia, aggravando la distruzione diffusa e la crisi umanitaria in corso.
"La mancanza di cibo colpisce tutti a Gaza, soprattutto i bambini", ha dichiarato ad Al-Jazeera Hisham M'hanna, portavoce del Comitato Internazionale della Croce Rossa (Cicr) a Gaza. "Il problema di fornire cibo a tutti nella Striscia di Gaza si protrae da molti mesi, dallo scoppio di questo orribile conflitto", ha sottolineato l'umanitario. Presso l'ospedale da campo del Cicr a Rafah, che comprende anche un reparto maternita', vengono accolte madri per partorire o per consultare specialisti sanitari. "I loro esami non sono come dovrebbero essere, non sono sani come dovrebbero, a causa della grave malnutrizione che alcuni di loro hanno dimostrato, anche durante la gravidanza", ha raccontato M'hanna."Dove andiamo a visitare gli ospedali, vediamo anche neonati e bambini, neonati che non sono nelle condizioni di salute che dovrebbero essere: hanno mostrato misurazioni di peso e altezza inferiori alla norma", ha ancora detto la fonte umanitaria. Il mancato rifornimento di aiuti alimentari adeguati sta "avendo un impatto su tutti a Gaza, compresi e soprattutto sui bambini che costituiscono la maggioranza di questa popolazione".

Israele: riunione del gabinetto di sicurezza su Gaza

In Israele, il gabinetto di sicurezza si riunirà a breve presso il quartier generale del Comando Sud per discutere della guerra in corso a Gaza, dei contatti per un accordo sulla presa di ostaggi e della questione degli aiuti umanitari. Lo riferisce il sito di informazione Ynet. Il premier Benjamin Netanyahu e il ministro della Difesa Israel Katz hanno incaricato le Forze di difesa israeliane (Idf) di presentare un piano che impedisca ad Hamas di prendere il controllo dei convogli di aiuti umanitari, sullo sfondo dell'ultimatum imposto dal ministro delle Finanze e membro del ministero della Difesa, Bezalel Smotrich, che ha dichiarato che si dimetterà dal governo se gli aiuti umanitari raggiungeranno l'organizzazione terroristica.

Iran condanna sostegno dell'Australia a raid Usa e Israele

Gli attacchi di Israele e degli Stati Uniti costituiscono una palese violazione della Carta delle Nazioni Unite e del diritto internazionale. Lo ha affermato il direttore generale del Dipartimento Asia-Oceania del ministero degli Esteri iraniano, Ali-Asghar Mohammadi, aggiungendo: "Il governo australiano si è trovato di fronte a una sfida tra il rispetto della verità e dello stato di diritto, da un lato, e il sostegno all'aggressione e alla violazione del diritto, dall'altro, e ha fallito questa prova sostenendo l'aggressione". "Un simile approccio non fa che incoraggiare gli aggressori a proseguire le loro azioni e ad aumentare le tensioni a livello regionale e internazionale. Se questi Paesi non hanno il coraggio morale di condannare le palesi aggressioni, dovrebbero quantomeno rimanere in silenzio", ha aggiunto Mohammadi, citato dal sito web del ministero degli Esteri.

Netanyahu ringrazia Trump: "Insieme M.O di nuovo grande"

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha ringraziato nuovamente il presidente Donald Trump, questa volta per il suo sostegno in merito ai procedimenti giudiziari a suo carico. "Grazie ancora, Presidente Trump. Insieme, renderemo di nuovo grande il Medio Oriente", ha scritto Netanyahu sul suo account X. Il messaggio del controverso leader israeliano è una risposta al post pubblicato nella notte da Trump sul suo social media Truth, in cui ha descritto il processo a carico di Netanyahu come una "caccia alle streghe politica", affermando che "i procuratori sono andati fuori controllo. Non lo tollereremo. Ciò danneggia gravemente la nostra vittoria".

Ministro tedesco a Bat Yam: “Rafforzare sostegno a Israele”

Nel duro confronto con l'Iran, la Germania deve "rafforzare" il suo sostegno a Israele. Lo ha dichiarato il ministro degli Interni tedesco, Alexander Dobrindt, durante la sua visita a un sito di recenti attacchi iraniani a sud di Tel Aviv. Si tratta della prima visita diplomatica di alto livello in Israele dopo la guerra di 12 giorni con l'Iran, conclusasi con un cessate il fuoco il 24 giugno. "Dobbiamo rafforzare il nostro sostegno a Israele", ha detto Dobrindt tra le macerie del quartiere residenziale di Bat Yam, dove sono morte diverse persone, tra cui tre bambini. Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha dichiarato il 17 giugno, a margine del vertice del G7, che Israele stava facendo "il lavoro sporco per tutti noi" prendendo di mira le capacità nucleari dell'Iran. Queste dichiarazioni sono state criticate in Germania.

Trump: "Fate l'accordo a Gaza. Riportate gli ostaggi"

Nel giro di poche ore giunge un nuovo appello pressante da parte del presidente Donald Trump a fare la pace a Gaza e a riportare indietro gli ostaggi israeliani. "Fate l'accordo, riportate indietro gli ostaggi!!!", ha scritto Trump in un post su Truth. Nelle scorse ore, l'inquilino della Casa Bianca ha twittato chiedendo l'annullamento del processo al premier israeliano Benjamin Netanyahu, scrivendo che "non lo tollereremo, stanno danneggiando la nostra vittoria". Ieri il presidente Trump ha affermato che un accordo tra Hamas e Israele su Gaza è "vicino".

Araghchi: “Orgogliosi dei nostri martiri, non nascondiamo perdite”

"Ancora una volta, il grande popolo iraniano sta mostrando al mondo la sua straordinaria forza e resilienza. Le ondate di patrioti che sono scesi in piazza in Iran per onorare i comandanti militari, gli scienziati, i ricercatori e i civili, tra cui donne e bambini assassinati a sangue freddo dal codardo regime israeliano, hanno tutte un messaggio: a differenza del debole regime israeliano, NON nascondiamo le nostre perdite; siamo ORGOGLIOSI dei nostri MARTIRI, che sono i nostri modelli. Per ogni ufficiale o scienziato caduto, state certi che altri 100 sono in fila per prendere il loro posto. Fino all'ultima goccia di sangue, la potente e resiliente nazione iraniana resisterà a chiunque tenti di decidere il NOSTRO destino". Lo ha scritto su X il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi.

Iran, 71 uccisi nel raid israeliano sulla prigione di Evin

L'attacco israeliano di lunedì contro il carcere di Evin a Teheran, durante la guerra dei 12 giorni con l'Iran, ha ucciso 71 persone. Lo ha riferito la magistratura iraniana. "Secondo le statistiche ufficiali, 71 persone sono state uccise nell'attacco al carcere di Evin", ha dichiarato il portavoce della magistratura Asghar Jahangir. Al momento dei raid erano detenuti nel carcere esponenti dell'opposizione e prigionieri stranieri o con doppia cittadinanza.

Da Idf ordine evacuazione ai residenti di Gaza e Jabaliya

Un nuovo ordine di evacuazione delle Forze di difesa israeliane (Idf) è stato rivolto ai residenti di Gaza e Jabaliya. "Trasferitevi immediatamente ad Al-Mawasi, Hamas vi sta portando al disastro", ha detto il portavoce in lingua araba delle Idf, il tenente colonnello Avichay Adraee, che ha diramato un avviso di evacuazione per i residenti di Gaza City e Jabaliya, compresi i quartieri Zeitoun, la Città Vecchia, Turkman, Jadida, Tuffah, Al-Daraj, Sabra, il campo di Jabaliya, Al-Rawda, Al-Nahda, Al-Zuhur, Al-Nour, Al-Salam e Tel Al-Zaatar. "Per la vostra sicurezza, trasferitevi immediatamente a sud, nella zona di Al-Mawasi. Le Idf stanno operando con una forza tremenda in queste aree e l'operazione militare si intensificherà, si espanderà e raggiungerà il centro città, con l'obiettivo di distruggere le infrastrutture dell'organizzazione terroristica. Hamas vi sta mettendo in pericolo e vi sta portando al disastro", recita ancora la dichiarazione. Poco prima l'agenzia di stampa palestinese "Shahab" ha riferito di un attacco israeliano nel quartiere di Zeitoun a Gaza City e un fuoco di artiglieria nella periferia di Rafah.

Rubio: condannare richieste di arresto ed esecuzione per Rafael Grossi

Il Segretario di Stato americano Mark Rubio ha condannato le richieste in Iran di "arresto ed esecuzione" del Direttore Generale dell'AIEA Rafael Grossi e ha esortato il Paese a garantire la sicurezza del personale dell'organizzazione.
Sosteniamo il fondamentale lavoro di verifica e monitoraggio dell'AIEA in Iran e lodiamo il suo Direttore Generale e l'AIEA per la loro dedizione e professionalità", ha dichiarato su X. Nel suo messaggio, Washington ha inoltre esortato l'Iran a "garantire la sicurezza del personale dell'AIEA".
Il Consiglio dei Guardiani dell'Iran ha approvato un piano per la sospensione della cooperazione della Repubblica Islamica con l'AIEA, e per attuare questa misura è necessaria solo la firma del presidente del Paese, Massoud Pezeshkian.

Iran sospende la cooperazione con l’Aiea, Grossi: ci sono implicazioni legali

Sul destino delle scorte di oltre 400 kg di uranio arricchito al 60%, che potrebbero teoricamente essere utilizzate per realizzare più di nove bombe atomiche se il livello fosse portato al 90%, c’è ancora mistero. IDonald Trump ha assicurato che le scorte non erano state spostate prima degli attacchi americani: "È una cosa molto difficile da fare e non abbiamo avvertito (prima dei bombardamenti)", ha affermato, secondo estratti dell'intervista. "Non hanno spostato nulla". Gli ispettori dell'AIEA non hanno visto queste riserve dal 10 giugno, da qui le richieste dell'agenzia delle Nazioni Unite di accesso ai siti e alle scorte iraniani. Tuttavia, il parlamento iraniano ha votato per sospendere la cooperazione con l'AIEA: "È la loro legge, il loro parlamento, ma ci sono – ha affermato il responsabile dell’Aiea Grossi – implicazioni legali. Un trattato internazionale deve, ovviamente, avere la precedenza. Non si può invocare una legge nazionale per non rispettare un trattato internazionale". La diplomazia iraniana critica l'agenzia delle Nazioni Unite per aver adottato una risoluzione il 12 giugno che accusa l'Iran di inadempienza ai suoi obblighi nucleari. E ritiene che questa decisione sia servita come "scusa" a Israele e agli Stati Uniti per attaccare i suoi siti nucleari. "Chi può davvero credere che questo conflitto sia scoppiato a causa di un rapporto dell'AIEA? Non c'era nulla di nuovo in quel rapporto (...) potrebbe essere facile incolpare un'organizzazione internazionale o un direttore generale, non lo so, ma non è ragionevole", si è difeso Grossi.

Grossi: “L'Iran potrebbe riprendere l'arricchimento dell'uranio entro "qualche mese"

L'Iran ha le capacità tecniche per riprendere l'arricchimento dell'uranio entro "qualche mese", ha affermato il capo dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (AIEA), Rafael Grossi, in un'intervista all'emittente americana CBS. Quasi una settimana dopo i bombardamenti americani sui siti nucleari di Fordow, Natanz e Isfahan, tutti concordano, persino Teheran, sul fatto che questi impianti abbiano subito danni significativi, ma permangono dubbi sull'effettiva efficacia di questi attacchi. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, ad esempio, ha ipotizzato che il programma nucleare iraniano sia stato ritardato di "diversi decenni". "Ci sono stati danni significativi, ma non completi (...) Possono avere entro pochi mesi centrifughe in funzione per produrre uranio arricchito", ha dichiarato Grossi.

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