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“Morte all’esercito israeliano”: polemiche per i cori di una band al festival di Glastonbury

(afp)
Il duo punk inglese Bob Vylan ha cantato anche lo slogan “Palestina libera, dal fiume al mare”, considerato antisemita. Il tutto in diretta sulla Bbc
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LONDRA – È bufera sulla Bbc e sul celebre festival musicale di Glastonbury per le performance della band nordirlandese Kneecap e del duo punk inglese Bob Vylan. Soprattutto il cantante di questi ultimi, Bobby, insieme a centinaia di persone del pubblico, ha intonato cori come “Morte all’Idf”, ossia all’esercito israeliano, e “Palestina libera, dal fiume al mare”, un coro giudicato antisemita da diversi osservatori e associazioni del Regno Unito perché presuppone la cancellazione di Israele dalla mappa del Medio Oriente. Il tutto è finito in diretta sulla Bbc - che come ogni anno ha trasmesso Glastonbury - e nelle case di milioni di britannici. Subito è esploso un caso sul quale è intervenuto anche il premier Keir Starmer condannando «le terribili e disgustose parole di odio» e aggiungendo che «la Bbc deve spiegare come queste scene sono state trasmesse».

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Il garante televisivo del Regno ha inviato …

LONDRA – È bufera sulla Bbc e sul celebre festival musicale di Glastonbury per le performance della band nordirlandese Kneecap e del duo punk inglese Bob Vylan. Soprattutto il cantante di questi ultimi, Bobby, insieme a centinaia di persone del pubblico, ha intonato cori come “Morte all’Idf”, ossia all’esercito israeliano, e “Palestina libera, dal fiume al mare”, un coro giudicato antisemita da diversi osservatori e associazioni del Regno Unito perché presuppone la cancellazione di Israele dalla mappa del Medio Oriente. Il tutto è finito in diretta sulla Bbc - che come ogni anno ha trasmesso Glastonbury - e nelle case di milioni di britannici. Subito è esploso un caso sul quale è intervenuto anche il premier Keir Starmer condannando «le terribili e disgustose parole di odio» e aggiungendo che «la Bbc deve spiegare come queste scene sono state trasmesse».

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Il garante televisivo del Regno ha inviato alla gloriosa tv pubblica un richiamo scritto. Ma per tabloid e destra non basta: per loro la Bbc deve essere punita più severamente per “aver propagato messaggi così pericolosi, nonostante gli avvertimenti e le premesse” e dunque devono cadere le teste dei dirigenti. Vista la loro storica campagna contro il canone dell’emittente e contro “i valori di sinistra della rete”, non poteva esserci occasione migliore per tornare all’attacco da parte dei giornali scandalistici, i conservatori e esponenti della destra come Nigel Farage.

Le polemiche intorno ai Kneecap

Anche i Kneecap sono una band controversa, e da giorni non si parla d’altro a Londra, in ambienti musicali ma anche politici. Formatisi a Belfast nel 2017, sono un gruppo hip-hop repubblicano e nazionalista irlandese, che negli ultimi tempi ha scioccato in molti, mostrando bandiere o approvazione per Hamas o Hezbollah, per poi apparentemente invocare atti di violenza contro alcuni politici britannici. Contemporaneamente, la loro fama è cresciuta a dismisura, e anche il Guardian ha dedicato ai tre componenti una lunga intervista. Lo stesso nome della band è secondo alcuni inquietante, perché rimanda alle punizioni corporali dell’Ira, il gruppo terrorista cattolico-repubblicano in Irlanda del secolo scorso: i “kneecap” erano i colpi di pistola nelle ginocchia “dei traditori” e dei “nemici”. Ma per la band rimanda soprattutto alla frase in irlandese "ní cheapaim", che ha un suono simile a “kneecap” e che invece sta per “non la penso così”.

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La protesta di Israele

In ogni modo, il primo ministro Sir Keir Starmer aveva invocato alla vigilia di escludere i Kneecap e altre band controverse dal festival. Ma gli organizzatori, in nome della libera espressione, hanno respinto l’invito del primo ministro. Oggi Glastonbury ha pubblicato una nota ufficiale, scusandosi pubblicamente di quanto accaduto e ribadendo la propria opposizione a ogni messaggio di odio, violento o antisemita, sui propri palchi. Ma Israele non ci sta e protesta tramite l’ambasciata a Londra, chiedendo punizioni più severe. Anche il ministro della Salute laburista Wes Streeting, oggi intervistato da varie tv britanniche, ha condannato duramente i messaggi promossi sul palco di Glastonbury ma allo stesso tempo ha ripreso Israele: “Anche voi dovete fare la propria parte in casa vostra, per fermare la violenza”, riferendosi a Gaza e agli ultimi attacchi di coloni israeliani contro palestinesi in Cisgiordania.

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