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L’ex sindaco di New York De Blasio: “Con Mamdani la rivincita dem è possibile”

(reuters)

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“Zohran può fare per i progressisti quello che Trump ha fatto per i conservatori: rispondere al populismo di destra con un populismo di sinistra, basato sui problemi concreti che interessano alla gente"
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NEW YORK – "Zohran Mamdani può fare per i progressisti quello che Trump ha fatto per i conservatori: rispondere al populismo di destra con un populismo di sinistra, basato sui problemi concreti che interessano alla gente. Così si crea un modello con cui i democratici possono tornare a vincere le elezioni, Casa Bianca inclusa". E’ impegnativa l’investitura che Bill de Blasio consegna al possibile successore, ma l’ex sindaco di New York è convinto che sia l’unica strada praticabile per tutti i progressisti.

Com’è riuscito Mamdani a sorprendere tutti e vincere le primarie?

"Ha fatto ciò che non è riuscito ai democratici nelle presidenziali del 2024: si è concentrato sull'equità economica e i problemi concreti delle persone. Ha parlato di casa, trasporti, costo del cibo, temi che fino a qualche anno fa sarebbero stati centrali per qualunque democratico determinato a rappresentare la classe lavoratrice. E’ empatico, intelligente, affascinante, ha condotto una campagna di base molto energi…

NEW YORK – "Zohran Mamdani può fare per i progressisti quello che Trump ha fatto per i conservatori: rispondere al populismo di destra con un populismo di sinistra, basato sui problemi concreti che interessano alla gente. Così si crea un modello con cui i democratici possono tornare a vincere le elezioni, Casa Bianca inclusa". E’ impegnativa l’investitura che Bill de Blasio consegna al possibile successore, ma l’ex sindaco di New York è convinto che sia l’unica strada praticabile per tutti i progressisti.

Com’è riuscito Mamdani a sorprendere tutti e vincere le primarie?

"Ha fatto ciò che non è riuscito ai democratici nelle presidenziali del 2024: si è concentrato sull'equità economica e i problemi concreti delle persone. Ha parlato di casa, trasporti, costo del cibo, temi che fino a qualche anno fa sarebbero stati centrali per qualunque democratico determinato a rappresentare la classe lavoratrice. E’ empatico, intelligente, affascinante, ha condotto una campagna di base molto energica, ma la chiave sono stati i temi".

I repubblicani si sfregano le mani, dicendo che se i democratici andranno così a sinistra, gli regaleranno l’America per decenni.

"Di sicuro i democratici hanno perso le ultime elezioni e quindi devono cambiare messaggio. Trump ci ha battuti portandoci via l’elettorato tradizionale del nostro partito, cioè la classe media e lavoratrice. Mamdani si è appellato a questa base storica, e lo ha fatto battendo nelle primarie un nome iconico per i democratici di New York, anche se ormai Andrew Cuomo per molti versi è un repubblicano. La chiave è stata il messaggio progressista".

Pensa ci sia spazio per riconquistare così la base?

"Assolutamente. Quando il Partito repubblicano si identifica con un massiccio taglio delle tasse per i più ricchi, e la società tocca con mano gli eccessi di Trump, si apre un'enorme opportunità per i democratici, se correggiamo il nostro messaggio. Bernie Sanders lo ha capito e da anni è il politico più popolare in America. Mamdani lo ha capito è ha vinto. Non c’è nulla che spaventi Trump, o i suoi successori, più di un candidato capace di articolare un messaggio populista, ma opposto al loro".

Sarebbe il primo sindaco musulmano di New York e si definisce socialista. Molti pensano che sia la ricetta perfetta per perdere.

"Ciò che definisce Mamdani è l’autenticità, non le etichette, e ciò vale anche per Trump. Il presidente è pieno di contraddizioni e ha detto cose oltraggiose, ma gli elettori pensano che sia sincero e diretto, perciò lo premiano. La gente è stanca di essere ingannata dai politici tradizionali. Preferisce l’onestà, anche se alcuni la considerano estremismo. Poi c’è una forte spaccatura generazionale. Soprattutto fra i giovani, Mamdani è riuscito a generare l’entusiasmo che è mancato ai democratici nel 2024, condannando Kamala Harris alla sconfitta".

Da un lato promette affitti controllati, trasporti gratuiti, cibo a prezzi accessibili, ma dall’altro chiede di arrestare il premier israeliano Netanyahu o fa dichiarazioni sulle politiche di genere da guerriero culturale. E’ possibile bilanciare i due aspetti e vincere?

"Se ti limiti a guardare alcune dichiarazioni, puoi avere l’impressione che Mamdani sia un guerriero culturale, ma se ascolti i comizi, leggi le interviste o guardi gli spot elettorali, si concentra quasi esclusivamente sull’equità economica. Cuomo ha puntato tutto sulla sicurezza e ha perso".

Il sindaco Adams ha appena lanciato la sua campagna di rielezione come indipendente e lo stesso medita Cuomo. Mamdani può batterli?

"Le elezioni andranno prese molto sul serio e saranno contrastate. Zohran ha una mano forte da giocare, ma dovrà scontrarsi col sindaco in carica e con un ex governatore, che hanno una base di voti significativa e molti finanziamenti elettorali".

Mamdani è nato in Uganda e quindi non potrà candidarsi alla Casa Bianca, ma il suo modello potrebbe guidare i democratici alle elezioni midterm del prossimo anno e la presidenziali del 2028?

"L’elemento centrale non è l’individuo, ma l’idea. Questo è il modello. Abbiamo un gruppo straordinario di governatori, molti dei quali sarebbero candidati presidenziali formidabili, in grado di costruire un’ampia coalizione. Però devono imparare la lezione di Sanders e Mamdani. Prendete il populismo economico progressista, basato sui temi che si discutono la sera a tavola in cucina, e combinatelo con un po’ di esperienza e la capacità di costruire una coalizione solida. Così avrete un candidato presidenziale vincente".

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