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Diario da Gaza, i corpi si sfaldano e chi amo muore come in Squid Game

(afp)

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La testimonianza dalla Striscia: “Un noto caffè al mare, che era il nostro posto di ritrovo prima della guerra, è stato preso di mira con decine di morti e feriti, tra cui molti amici”
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GAZA CITY – Dopo mesi di blocco totale e fame forzata, seguiti da un flusso di aiuti terribilmente limitato e dall’istituzione di un sistema di distribuzione fallimentare, assicurarsi un semplice pasto si è trasformato in un avventuroso viaggio che può costare la vita. Le forze armate israeliane hanno ammesso di aver ricevuto l’ordine di sparare e uccidere le persone affamate che si recano in quei centri.

È come se stessero giocando a uno Squid Game nella vita reale.

Le stesse organizzazioni internazionali si trovano ad affrontare restrizioni nell’invio di aiuti a Gaza. Gli israeliani annunciano nei notiziari di aver lasciato entrare i camion, ma poi tutto svanisce attraverso il loro coordinamento con le bande di saccheggiatori, che finiscono per vender…

GAZA CITY – Dopo mesi di blocco totale e fame forzata, seguiti da un flusso di aiuti terribilmente limitato e dall’istituzione di un sistema di distribuzione fallimentare, assicurarsi un semplice pasto si è trasformato in un avventuroso viaggio che può costare la vita. Le forze armate israeliane hanno ammesso di aver ricevuto l’ordine di sparare e uccidere le persone affamate che si recano in quei centri.

È come se stessero giocando a uno Squid Game nella vita reale.

Le stesse organizzazioni internazionali si trovano ad affrontare restrizioni nell’invio di aiuti a Gaza. Gli israeliani annunciano nei notiziari di aver lasciato entrare i camion, ma poi tutto svanisce attraverso il loro coordinamento con le bande di saccheggiatori, che finiscono per vendere gli aiuti a persone disperate a prezzi inaffrontabili

Le conseguenze della fame stanno diventando sempre più evidenti. Le sento io stessa, fisicamente e psicologicamente. Tutti intorno a me sono costantemente affaticati. I corpi sono deboli. Ci stiamo lentamente deteriorando. Questo rende quasi impossibile continuare a funzionare, o persino avere la volontà di vivere. È umiliante. Il più delle volte non riesci nemmeno ad ammettere a te stessa di avere davvero fame, di desiderare ardentemente quel pasto un tempo amato o di aver disperatamente bisogno di una tazza di caffè per concentrarti. Ignoriamo questi sentimenti, li seppelliamo in profondità. Non riusciamo ad dirci quanto sia dolorosa questa situazione.

E mentre il governo israeliano cerca nuovi modi per torturarci e sottoporci a esperimenti malvagi, le autorità di Gaza sostengono che Israele mischiava ossicodone (un potente oppioide con gravi effetti sulla salute) all’interno dei sacchi di farina distribuiti nei punti di aiuto umanitario. Se fosse vero, vorrebbe dire che i nostri corpi affamati vengono lentamente avvelenati, privandoci degli ultimi brandelli di dignità e identità che tanto duramente lottiamo per preservare.

Mentre cercano di “negoziare” per darci false speranze, come hanno sempre fatto, qui ogni minuto vengono uccise anime preziose e innocenti. Il cielo notturno si tinge continuamente di arancione a causa delle enormi esplosioni che si verificano in tutta la Striscia. La terra sotto di noi trema ripetutamente come un terremoto che distrugge la città. I nostri corpi non riescono più a contenere tanto orrore.

Proprio mentre scrivo ho ricevuto la sconvolgente notizia che un noto caffè in riva al mare, che era il nostro abitudinario posto di ritrovo prima della guerra, è stato preso di mira, con decine di morti e feriti, tra cui persone che conosco personalmente. Ho visitato questo caffè la scorsa settimana per la prima volta in due anni ed ero rimasta sorpresa che fosse rimasto intatto. Ero rimasta sollevata per aver finalmente ritrovato un luogo familiare della mia vecchia vita, anche se era circondato da tende e pieno delle ombre di amici che non esistono più.

Due giorni fa una mia collega, che per me è sempre stata come una sorella maggiore, è rimasta gravemente ferita insieme alla sua bambina. Ieri, un parente stretto che conoscevamo se ne è andato da questa vita. Ed è semplicemente troppo da gestire. È troppo da elaborare. Questo livello di crudeltà è incomprensibile. Gli incidenti accadono a un ritmo sempre più accelerato e non c’è modo di tenere il passo. Il mondo si è abituato alle scene della nostra sofferenza, noi no. È impossibile adattarsi o continuare a tollerare questa miseria. Non finisce mai.

*Ha 24 anni, è medico internista, originaria di Gaza City. Nel corso del conflitto è stata sfollata nove volte, ma non ha mai smesso di dedicarsi alla sua professione. Nel 2024 ha iniziato a fare volontariato come interprete per Medici Senza Frontiere. Durante il cessate il fuoco è tornata a Gaza City. La sua casa è stata distrutta. Dalla finestra del suo rifugio temporaneo, vede le macerie dell’edificio che aveva abitato.

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