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Il Senato americano approva la legge di bilancio di Trump, decisivo il voto di Vance

Tre senatori repubblicani hanno votato contro per cui, con la situazione di 50 a 50, è risultata decisiva la decisione del vicepresidente
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NEW YORK – Il voto del vicepresidente J. D. Vance è stato decisivo per evitare un clamoroso smacco a Donald Trump. Il Senato americano ha approvato la legge di bilancio voluta dal presidente con una votazione di 51 a 50. Tre senatori repubblicani - Susan Collins, del Maine, Thom Tillis, North Carolina, e Rand Paul, Kentucky - hanno votato contro, uscendo dalla linea di partito, ma gli altri 50 hanno approvato il budget.

La buona notizia per la Casa Bianca è arrivata quando il presidente era in Florida per l’inaugurazione dell’Alligator Alcatraz, il nuovo centro di detenzione per immigrati illegali realizzato nel mezzo di un parco subtropicale circondato di alligatori. Trump aveva chiesto con insistenza ai giornalisti al seguito come stesse andato la votazione a Washington, a conferma di quanto tenesse al via libera. “Penso - ha commentato - che adesso la legge passerà bene alla Camera”. Il controverso Big Beautiful Bill Act tornerà all’esame della Camera, che dovrà poi mandarlo sul t…

NEW YORK – Il voto del vicepresidente J. D. Vance è stato decisivo per evitare un clamoroso smacco a Donald Trump. Il Senato americano ha approvato la legge di bilancio voluta dal presidente con una votazione di 51 a 50. Tre senatori repubblicani - Susan Collins, del Maine, Thom Tillis, North Carolina, e Rand Paul, Kentucky - hanno votato contro, uscendo dalla linea di partito, ma gli altri 50 hanno approvato il budget.

La buona notizia per la Casa Bianca è arrivata quando il presidente era in Florida per l’inaugurazione dell’Alligator Alcatraz, il nuovo centro di detenzione per immigrati illegali realizzato nel mezzo di un parco subtropicale circondato di alligatori. Trump aveva chiesto con insistenza ai giornalisti al seguito come stesse andato la votazione a Washington, a conferma di quanto tenesse al via libera. “Penso - ha commentato - che adesso la legge passerà bene alla Camera”. Il controverso Big Beautiful Bill Act tornerà all’esame della Camera, che dovrà poi mandarlo sul tavolo di Trump per la firma.

Il presidente spera ancora di poter presentare agli americani la legge di bilancio entro il 4 luglio, giorno in cui si celebra l’indipendenza degli Stati Uniti. I falchi del bilancio hanno sollevato da settimane il problema del deficit, destinato ad aumentare di 3.800 miliardi di dollari in dieci anni, mentre i democratici hanno denunciato i tagli a Medicaid, il sistema di assistenza sanitaria destinato alle fasce deboli. Milioni di americani rischiano di perdere la copertura medica e di vedere la chiusura di centri clinici che, spesso, in alcune aree rurali del Paese, sono gli unici nel raggio di cento chilometri.

L’ex alleato Elon Musk, ormai in aperta rottura con Trump, aveva criticato pubblicamente la legge, accusando il presidente di voler aggravare il deficit federale. In realtà al miliardario proprietario di X, Space X e Tesla, interessavano soprattutto i sussidi per i veicoli elettrici, che invece il tycoon ha tolto. Il pressing mediatico di Musk contro i senatori repubblicani, e la minaccia di finanziarie le campagne dei loro avversari alle primarie di partito in vista del voto di novembre 2026 per il rinnovo del Congresso, non hanno cambiato la situazione. Lisa Murkowski, senatrice dell’Alaska, indicata tra i repubblicani incerti, alla fine ha votato a favore.

La situazione si era sbloccata qualche ora prima quando il leader di maggioranza, John Thune, aveva incontrato i senatori indecisi, promettendo loro aiuti alle rispettive circoscrizioni, per non compromettere il loro futuro politico. “Con questa legge - ha commentato Thune - daremo un sostegno fiscale agli americani che lavorano duro, e garantiremo crescita economica, una difesa nazionale più forte e un confine più sicuro”. I democratici hanno accusato la maggioranza di aver “giocato con i destini di milioni di americani” e ricordato che alle elezioni di midterm pagheranno il conto. Ma prima del voto passerà quasi un anno e mezzo. Troppo per fare calcoli fin da adesso.

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