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Battaglia sul bilancio di Trump, i tagli dividono i repubblicani

(reuters)

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In Senato corsa a ostacoli per il Big Beautiful Bill. Gli sconti fiscali pesano sia sul debito pubblico che sull’assistenza medica
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WASHINGTON – È un dramma filosofico, oltre che politico, quello che sta vivendo il Senato a causa della legge di spesa voluta da Trump. Perché il “Big Beautiful Bill”, come lo chiama il presidente, da una parte tradisce la responsabilità fiscale che ha sempre guidato la politica economica dei repubblicani, ma dall’altra minaccia di danneggiare i nuovi elettori della classe media e lavoratrice che Donald è riuscito ad attirare nel Grand Old Party, mettendo a rischio la sua rivoluzione.

A Trump interessano due cose, secondo lui strettamente legate: tagliare le tasse e favorire la crescita. Perciò spinge anche la Fed a ridurre il costo del denaro, come ha fatto ieri attaccandone ancora il capo Jerome Powell. A questo punta la sua “finanziaria” che nell’arco di dieci anni …

WASHINGTON – È un dramma filosofico, oltre che politico, quello che sta vivendo il Senato a causa della legge di spesa voluta da Trump. Perché il “Big Beautiful Bill”, come lo chiama il presidente, da una parte tradisce la responsabilità fiscale che ha sempre guidato la politica economica dei repubblicani, ma dall’altra minaccia di danneggiare i nuovi elettori della classe media e lavoratrice che Donald è riuscito ad attirare nel Grand Old Party, mettendo a rischio la sua rivoluzione.

A Trump interessano due cose, secondo lui strettamente legate: tagliare le tasse e favorire la crescita. Perciò spinge anche la Fed a ridurre il costo del denaro, come ha fatto ieri attaccandone ancora il capo Jerome Powell. A questo punta la sua “finanziaria” che nell’arco di dieci anni rafforza le agevolazioni fiscali arrivando fino a 4.500 miliardi di dollari, perché così aiuta la fascia più alta dei contribuenti americani, che sono anche in larga parte gli imprenditori in grado di alimentare il pil e l’occupazione. La responsabilità fiscale predicata dai repubblicani vorrebbe che queste elargizioni fossero pagate da tagli al bilancio pubblico, perché il Doge di Elon Musk non ha generato i 2.000 miliardi di risparmi promessi, mentre i circa 1.000 miliardi attesi dai dazi sono ancora una speranza tutta da verificare. I tagli ci sono, ma non raggiungono la metà della cifra destinata a ridurre le tasse, e quindi non bastano.

Infatti, secondo il Congressional Budget Office, il “Big Beautiful Bill” aggiungerà 3.300 miliardi di dollari al debito nazionale. Se ciò non bastasse, le riduzioni della spesa colpiscono settori come la sanità pubblica del Medicaid, quella offerta ai più poveri, o la transizione ecologica, e da qui nasce il corto circuito all’interno del partito del presidente.

Al Senato il Gop ha una maggioranza di soli tre seggi, e quindi ha pochi margini per approvare la legge: però una decina di suoi parlamentari sono incerti, anche se per motivi spesso in contraddizione. Tillis e Paul hanno già detto che voteranno contro, perché la “finanziaria” taglia troppo il Medicaid, tradendo la promessa di non toccare la sanità pubblica da cui dipendono molti nuovi elettori della classe lavoratrice che hanno abbandonato i democratici per seguire Trump. Tre colleghi conservatori, Scott, Johnson e Lee, hanno un’idea diametralmente opposta, e hanno introdotto un emendamento per ridurre ancora di più il Medicaid. Murkowski, Ernst e Grassley vogliono invece salvare i sussidi per la transizione verde, perché nonostante siano provvedimenti voluti dai democratici, beneficiano i loro Stati. Collins infine vorrebbe aumentare le tasse ai più ricchi.

Le votazioni sono iniziate ieri e Trump vuole piegare tutti al suo volere entro il 4 luglio, anche se la Camera già minaccia di non approvare la versione eventualmente emendata dal Senato. E se pure il presidente dovesse prevalere, le divergenze esistono; e sono un segnale dei problemi che potrebbero emergere in vista delle elezioni di midterm del prossimo anno. Come ha avvertito ancora ieri Elon Musk: «È ora di fondare un nuovo partito che si preoccupi davvero della gente».

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