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Londra, il caso della ministra delle Finanze scoppiata a piangere in diretta tv

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Dopo la clamorosa debacle di Starmer e del governo sulla riforma del welfare, oggi Rachel Reeves era in lacrime alla Camera di Comuni. Mentre impazzano i rumours a Westminster
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LONDRA – Gli italiani hanno vissuto un momento simile con la lacrime di Elsa Fornero. Ora, anche gli inglesi hanno un ministro che piange, in diretta nazionale. Niente understatement o keep calm and carry on, anche da queste parti si tradiscono le emozioni. Ma il clamoroso pianto di Rachel Reeves, la ministra delle Finanze del governo Starmer e prima donna di sempre “Cancelliera dello Scacchiere” ossia a capo del Tesoro, hanno ragioni e significati ancora da decifrare.

Perché è scoppiata a piangere Reeves, 46 anni, fedelissima di Starmer e aspirante “lady di ferro” del partito laburista, tra l’altro proprio alle spalle del leader, in diretta tv nazionale? Il suo portavoce replica che si è trattato di “problemi personali”, e per questo Reeves “ha dovuto abbandonare l’aula” a un certo punto, durante l’abituale question time del primo ministro, come ogni mercoledì. A un certo punto, una fonte governativa ha parlato anche di un possibile e precedente scontro tra Reeves e lo speaker dei C…

LONDRA – Gli italiani hanno vissuto un momento simile con la lacrime di Elsa Fornero. Ora, anche gli inglesi hanno un ministro che piange, in diretta nazionale. Niente understatement o keep calm and carry on, anche da queste parti si tradiscono le emozioni. Ma il clamoroso pianto di Rachel Reeves, la ministra delle Finanze del governo Starmer e prima donna di sempre “Cancelliera dello Scacchiere” ossia a capo del Tesoro, hanno ragioni e significati ancora da decifrare.

Perché è scoppiata a piangere Reeves, 46 anni, fedelissima di Starmer e aspirante “lady di ferro” del partito laburista, tra l’altro proprio alle spalle del leader, in diretta tv nazionale? Il suo portavoce replica che si è trattato di “problemi personali”, e per questo Reeves “ha dovuto abbandonare l’aula” a un certo punto, durante l’abituale question time del primo ministro, come ogni mercoledì. A un certo punto, una fonte governativa ha parlato anche di un possibile e precedente scontro tra Reeves e lo speaker dei Comuni, Sir Lindsay Hoyle, che avrebbe scosso così tanto la ministra da farla diventare il primo Cancelliere della Storia britannica a versare lacrime ai Comuni.

In realtà, altre gole profonde del Labour non la pensano così. Temono che Hoyle sia solo un parafulmine. Tra i corridoi di Westminster si sussurra di un alterco tra Reeves e lo stesso primo ministro, oltre ad altri colleghi dell’esecutivo. Ricostruzioni smentite da Downing Street. Ma è curioso che Starmer, sempre durante il question time in diretta tv, non si sia spinto a confermare il futuro di Reeves al governo. Anche se Number 10 ha successivamente espresso sostegno alla Cancelliera dello Scacchiere: “Non va da nessuna parte”.

Eppure, la posizione di Reeves è in forte bilico. La clamorosa debacle di Starmer e del governo ieri, sulla riforma del welfare, ha condannato la ministra delle Finanze a una posizione complicatissima. Perché aver ceduto ai deputati ribelli di sinistra su questo punto, significa costringere Reeves a cercare almeno altri sei miliardi di sterline alla prossima finanziaria, con le casse dello Stato britannico che già languono miseramente. Nelle ultime ore, la ministra è stata sotto forte pressione su questo tema.

Ma la sua posizione è in bilico anche per lo “spettacolo” che ha offerto oggi ai Comuni a Westminster. I mercati si sono innervositi dopo le sue lacrime diventate subito virali in Internet, la sterlina è crollata, e il governo e le sue finanze non si sono mai mostrati così deboli nei confronti di investitori e cittadini.

Come sostiene il capo del politico del Sun, Harry Cole: “Chiamatemi antiquato, ma un Cancelliere dello Scacchiere che piange davanti al Paese è brutto segnale per l’economia”. Anche, o forse soprattutto per questo, molto presto a Reeves potrebbe esser mostrata la porta di Number 9 a Downing Street. Per chiudere così, a pochi giorni dall’anniversario del trionfo elettorale del luglio 2024, un annus quasi horribilis per Starmer e il suo governo.

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