New York - Tutto rinviato alle prossime ore. I giurati della corte distrettuale di Lower Manhattan, dove da due mesi è in corso il processo al producer e rapper Sean P. Diddy Combs, hanno raggiunto un verdetto per quattro dei cinque capi d’accusa, ma resta la suspense: due riguardano il reato di traffico sessuale, mentre non è stato possibile ottenere l’unanimità per l’accusa di associazione a delinquere. Il messaggio che i giurati hanno inviato al giudice Arun Subramanian sosteneva che ci fossero alcuni membri “con opinioni irremovibili da entrambe le parti”. Prima che il giudice annunciasse il verdetto parziale, gli avvocati di Combs si erano riuniti attorno all’imputato, mostrando un’espressione cupa. Questo colpo di scena ha alzato ancora di più l’attenzione. Di fronte a questa situazione di stallo, e su richiesta di entrambe le parti, Subramanian ha ordinato ai giurati di proseguire le deliberazioni sul capo d’accusa rimasto, prima di annunciare la propria decisione sugli altri q…
New York - Tutto rinviato alle prossime ore. I giurati della corte distrettuale di Lower Manhattan, dove da due mesi è in corso il processo al producer e rapper Sean P. Diddy Combs, hanno raggiunto un verdetto per quattro dei cinque capi d’accusa, ma resta la suspense: due riguardano il reato di traffico sessuale, mentre non è stato possibile ottenere l’unanimità per l’accusa di associazione a delinquere. Il messaggio che i giurati hanno inviato al giudice Arun Subramanian sosteneva che ci fossero alcuni membri “con opinioni irremovibili da entrambe le parti”. Prima che il giudice annunciasse il verdetto parziale, gli avvocati di Combs si erano riuniti attorno all’imputato, mostrando un’espressione cupa. Questo colpo di scena ha alzato ancora di più l’attenzione. Di fronte a questa situazione di stallo, e su richiesta di entrambe le parti, Subramanian ha ordinato ai giurati di proseguire le deliberazioni sul capo d’accusa rimasto, prima di annunciare la propria decisione sugli altri quattro reati, che prevedono pene tra i 10 e i 15 anni e l’ergastolo. I giurati, già sotto pressione da ore, hanno deciso di tornare a casa per poi ripresentarsi in aula nelle prossime ore. La suspense continua.
Il processo resta uno dei casi giudiziari più discussi e pubblicizzati degli ultimi anni. Il rapper e produttore musicale è accusato di gravi crimini, tra cui traffico sessuale, estorsione e associazione a delinquere. Le accuse riguardano un presunto sistema di sfruttamento sessuale durato una ventina d'anni, utilizzando la sua influenza nel mondo della musica hiphop per abusare di donne e uomini, inclusi minorenni. Arrestato il 16 settembre dell’anno scorso, e rinchiuso nel carcere metropolitano di Brooklyn, P. Diddy si è presentato in aula per la prima volta il 5 maggio, quando sono cominciate la selezione della giuria. Una settimana dopo sono state presentate le dichiarazioni delle parti. Le testimonianze sono state fin da subito drammatiche. L’ex fidanzata, Cassie Ventura, teste chiave, ha raccontato di essere stata vittima di violenze fisiche e psicologiche, costretta a partecipare a orge e maratone sessuali, mentre lui si masturbava e filmava. Un video registrato da una telecamera di sorveglianza nel 2016 aveva mostrato ai giurati Combs trascinare la ragazza lungo il corridoio di un hotel a Los Angeles. Durante il processo sono emerse accuse legate ad abusi su minorenni. La difesa del producer ha sempre sostenuto che gli atti sessuali con gli adulti erano consensuali. L’avvocato di Combs lo ha descritto come un “uomo complesso”, riducendo la storia ventennale di violenze a un impasto di gelosia, amore, infedeltà e denaro. La storia del rapper e fondatore della Bad Boy Records ha prodotto negli anni una serie di docufilm, realizzati per sviscerare la natura malvagia del producer.