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La Casa Bianca annuncia lo stop alle armi per Kiev, Mosca esulta: “Vinceremo”

(reuters)

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La decisione del Pentagono: “Arsenali Usa sguarniti, l’America viene prima”. Il governo ucraino protesta, sostenuto da Rutte: “Devono potersi difendere”
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WASHINGTON – Durante il vertice Nato della settimana scorsa, il presidente Trump aveva detto che stava considerando di vendere batterie di missili Patriot per la difesa area all’Ucraina, ma ora scopriamo che nel frattempo il Pentagono aveva già ordinato di sospendere alcune forniture di armi a Kiev.

Resta da capire se il capo della Casa Bianca non era stato sincero, oppure se le due cose sono conciliabili, nel senso che la decisione era stata presa prima della riflessione fatta dal Trump all’Aia, e quindi potrebbe ancora essere rivista, o magari lo stop riguarda solo le armi già promesse dall’amministrazione Biden con il vecchio metodo delle consegne a titolo gratuito, ma non le vendite che potrebbero essere fatte ora anche usando il fondo comune costituito per sfruttare le risorse minerarie del Paese. Di sicuro c’è che Mosca festeggia, perché in ogni caso è un segnale del progressivo disimpegno di Washington proprio mentre Putin lancia l’offensiva estiva.

Gli Usa, col govern…

WASHINGTON – Durante il vertice Nato della settimana scorsa, il presidente Trump aveva detto che stava considerando di vendere batterie di missili Patriot per la difesa area all’Ucraina, ma ora scopriamo che nel frattempo il Pentagono aveva già ordinato di sospendere alcune forniture di armi a Kiev.

Resta da capire se il capo della Casa Bianca non era stato sincero, oppure se le due cose sono conciliabili, nel senso che la decisione era stata presa prima della riflessione fatta dal Trump all’Aia, e quindi potrebbe ancora essere rivista, o magari lo stop riguarda solo le armi già promesse dall’amministrazione Biden con il vecchio metodo delle consegne a titolo gratuito, ma non le vendite che potrebbero essere fatte ora anche usando il fondo comune costituito per sfruttare le risorse minerarie del Paese. Di sicuro c’è che Mosca festeggia, perché in ogni caso è un segnale del progressivo disimpegno di Washington proprio mentre Putin lancia l’offensiva estiva.

Gli Usa, col governo precedente, si erano impegnati a fornire armi per 11 miliardi di dollari nel corso del 2025. Trump non ha approvato alcun pacchetto nuovo e a marzo aveva sospeso tutte le consegne, dopo la lite con Zelensky nell’Ufficio Ovale. Con la rappacificazione le forniture erano riprese. Nel frattempo però il nuovo direttore politico del Pentagono, Elbridge Colby, aveva avviato una revisione dell’arsenale nazionale ed è arrivato alla conclusione che le scorte si sono abbassate in maniera preoccupante. Perciò ha ordinato il blocco delle consegne a Kiev di batterie Patriot, artiglieria di precisione e altri missili da sparare con gli F-16. Colby è noto per essere uno scettico dell’impegno in Ucraina, perché vorrebbe concentrare l’attenzione strategica sull’Asia e in particolare sulla Cina, considerata il vero avversario.

Però la Casa Bianca ha fatto propria la sua decisione, confermandola per bocca della portavoce Anna Kelly: «La scelta è stata fatta per mettere al primo posto gli interessi dell’America». Lo stesso Colby ha spiegato la logica del provvedimento: «Il Dipartimento della Difesa continua a offrire al presidente solide opzioni per continuare a fornire aiuti militari all’Ucraina, in linea con il suo obiettivo di porre fine a questa tragica guerra. Allo stesso tempo, sta esaminando e adattando il proprio approccio per raggiungere questo obiettivo, preservando al contempo la prontezza delle forze armate statunitensi per le priorità di difesa dell’Amministrazione».

Il governo di Kiev ha convocato il vice ambasciatore americano John Ginkel, per dire che ogni cedimento nell’assistenza potrebbe risultare fatale, durante l’offensiva estiva. Il segretario della Nato Rutte ha frenato: «Capisco che gli Usa devono fare i propri interessi, ma nel breve periodo l’Ucraina non può fare a meno di tutto il sostegno possibile». Il portavoce del Cremlino Peskov ha esultato: «Meno armi vengono fornite a Kiev, più si avvicina la fine dell’operazione militare speciale», ossia l’invasione.

Secondo gli analisti l’Ucraina ha armi almeno per due mesi, e ora oltre il 40% della produzione è fatta in casa, mentre ad aprile gli europei hanno scavalcato per la prima volta gli Usa, con 72 miliardi di euro in forniture belliche contro 65. I Patriot però sono unici e fondamentali, visto che la strategia di Putin si basa sui bombardamenti sulle città. Ad aprile Zelensky si era detto pronto a comprarne 10 batterie per 15 miliardi. Può acquistare armi, scalando i soldi dai profitti che verranno generati dall’accordo con Trump per lo sfruttamento delle terre rare. Si tratta di capire se il capo della Casa Bianca è disposto a farlo.

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