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Raid ucraino uccide il comandante dei marines russi, la leggenda nera del conflitto

(reuters)

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Il generale Gudkov ha guidato la sua brigata negli assalti più sanguinosi dell’invasione ed era stato promosso da Putin numero due dell’intera marina. Il suo reparto accusato più volte di crimini di guerra
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Ha comandato la brigata più decorata, più decimata e forse più crudele schierata da Mosca nell’invasione dell’Ucraina. Per tre anni i fanti di marina del generale Mikhail Gudkov sono stati una leggenda nera, onnipresente nei punti dove si accendeva la battaglia. Poi nell’estate scorsa i marines della 155ma sono diventati i protagonisti della controffensiva per buttare fuori le forze di Kiev dalla regione russa di Kursk. Un’operazione lenta e difficile, che è stata amplificata dalla propaganda del Cremlino: alla fine dello scorso marzo, dopo la riconquista di gran parte del territorio, durate una cerimonia a bordo di un sommergibile nucleare Putin ha insignito Gudkov del titolo di eroe della Russia e promosso vicecomandante dell’intera Marina.

La sua carriera si è chiusa due giorni fa nel bombardamento della base dove stava pianificando la campagna contro Sumy. Con lui sono morti l’aiutante di campo, il tenente colonnello Nariman Shikhaliyev, fotografato più volte al suo fianco …

Ha comandato la brigata più decorata, più decimata e forse più crudele schierata da Mosca nell’invasione dell’Ucraina. Per tre anni i fanti di marina del generale Mikhail Gudkov sono stati una leggenda nera, onnipresente nei punti dove si accendeva la battaglia. Poi nell’estate scorsa i marines della 155ma sono diventati i protagonisti della controffensiva per buttare fuori le forze di Kiev dalla regione russa di Kursk. Un’operazione lenta e difficile, che è stata amplificata dalla propaganda del Cremlino: alla fine dello scorso marzo, dopo la riconquista di gran parte del territorio, durate una cerimonia a bordo di un sommergibile nucleare Putin ha insignito Gudkov del titolo di eroe della Russia e promosso vicecomandante dell’intera Marina.

La sua carriera si è chiusa due giorni fa nel bombardamento della base dove stava pianificando la campagna contro Sumy. Con lui sono morti l’aiutante di campo, il tenente colonnello Nariman Shikhaliyev, fotografato più volte al suo fianco in prima linea e almeno altri dodici militari russi. Fonti ucraine hanno sostenuto che Gudkov sia stato ucciso da una raffica di razzi di precisione statunitensi Himars ma pare più probabile che il raid sia stato condotto con bombe guidate francesi Hammer sganciate da un caccia Mig29. Non solo. C’è chi ritiene che il blitz sia stata una sorta di rappresaglia per il missile russo che il primo luglio ha ammazzato i vertici della 110ma brigata meccanizzata ucraina.

Le voci sulla morte di Gudkov sono state trasformate in certezza da un comunicato sui social di Olega Kozhemyako, governatore della regione siberiana di Primorsky Krai dove la 155ma brigata ha sede. L’unità nasce dalla tradizione dei marinai sovietici che hanno partecipato alla Rivoluzione d’Ottobre e ai conflitti tra truppe bolsceviche e l’esercito bianco. Poi nel 1942 hanno difeso la Crimea dall’invasione nazista e successivamente si sono imposti come fanti d’élite: nasce da loro la celebre maglia a righe azzurre che distingue le forze speciali russe.

Dopo avere preso parte ai conflitti in Cecenia e in Siria, dal febbraio 2022 sono stati all’avanguardia nella disastrosa marcia contro Kiev. Hanno combattuto alle porte della metropoli e poi hanno tentato invano di espugnare Chernihiv, la città che ha protetto il fianco orientale della capitale. Gli ucraini ritengono che in meno di un mese metà dei marines siano stati uccisi o feriti e di fatto il 19 marzo la brigata è rientrata in Bielorussia per riorganizzare i ranghi. In quella fase ci sono state le prime accuse di crimini contro i civili, commessi alla periferia di Kiev.

A novembre 2022 sono stati mandati alla carica contro Pavlivka, nel Donetsk: un altro massacro, con trecento caduti in quattro giorni e la perdita di gran parte dei mezzi corazzati. Nel febbraio 2023 è la volta di Vuhledar: l’ennesimo assalto suicida, con le colonne di tank sbaragliate da droni e cannonate. Gudkov, fisico massiccio e capelli rasati a zero, sarebbe stato sempre sulla linea del fuoco, condividendo i rischi dei suoi uomini.

Dopo quel disastro, al generale venne data carta bianca per cambiare le tattiche, potenziando la dotazione di droni. Per un lungo periodo è rimasto nelle retrovie, addestrando le reclute per fronteggiare la situazione. Anche all’epoca i razzi Himars hanno centrato il suo comando: si disse che Gudkov sia stato ferito, mentre due colonnelli sarebbero stati uccisi.

La missione più importante è scattata ad agosto 2024, all’indomani dell’irruzione ucraina nella regione russa di Kursk. Il Cremlino ha evitato di spostare reparti dagli altri fronti e ha affidato ai marines il compito di frenare e respingere l’avanzata. Operazione gestita evitando scontri sul terreno aperto, conducendo tante incursioni per ridurre le capacità di Kiev mentre artiglieria e aviazione bloccavano i rifornimenti della testa di ponte. Ed esibendo tanta ferocia: dopo un combattimento in un posto di frontiera a Belgorod, quattro marines si sono filmati con le teste di soldati ucraini infilate su bastoni. Subito si è parlato di esecuzioni nello stile dell’Isis – molti dei fanti vengono da aree musulmane della Russia– : l’”Ukrainska Prava” sostiene di avere sentito le intercettazione radio con l’ordine di decapitare i prigionieri mentre altre fonti reputano che le teste siano state recise da esplosioni durante la battaglia e poi mostrate in un macabro show.

Lo stile di Gudkov è comunque piaciuto a Putin, che lo scorso 28 marzo lo ha personalmente decorato con la massima onorificenza e promosso numero due della Marina: ha avuto l’incarico di dirigere tutte le unità da sbarco, la difesa costiera e le batterie missilistiche antinave – spesso usate per bersagliare Odessa e la riva occidentale del fiume Dnipro – ristrutturandole per affrontare la nuova realtà del conflitto. Era uno degli ufficiali su cui Mosca contava per plasmare il futuro delle forze armate.

Allo stesso tempo il generale ha mantenuto la guida della sua brigata, impegnata nell’attacco contro Sumy: il capo dell’intelligence militare di Kiev, il generale Budanov, tre settimane fa l’ha indicata come “una delle unità russe più agguerrite”. Da mesi gli 007 avevano messo nel mirino Gudkov e i suoi marines: a maggio nella caserma di uno dei battaglioni a Vladivostock ci sono state due esplosioni, che le fonti ufficiali hanno qualificato come incidenti. Adesso in una piazza del porto siberiano è stata allestita una lapide per ricordare il generale: i video sui canali Telegram mostrano mazzi di fiori deposti alla sua memoria. Sui social ucraini invece si festeggia l’uccisione di un criminale di guerra.

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