Le finanze di Trump non erano solide, poi è stato eletto presidente degli Stati Uniti
di Massimo BasileNEW YORK – La Casa Bianca si sta rivelando una miniera d’oro. Non per tutti gli americani, ma per una famiglia: quella di Donald Trump. Da quando è tornato alla guida del Paese, il tycoon ha invertito la rotta degli affari, passando dal trovarsi a un passo dalla crisi, all’essere alla guida di un’organizzazione miliardaria, che firma accordi con presidenti, emiri, e immobiliaristi.
Nella primavera di un anno fa, racconta il New York Times in un lungo articolo, Trump era finito in acque tempestose. Nonostante i media conservatori ne avessero tessuto le lodi, presentandolo come l’uomo d’affari di successo, le sue attività erano in crisi. Il suo grattacielo di Lower Manhattan produceva pochi utili, mentre i suoi golf club erano a corto di giocatori, sufficienti a coprire le spese. In un processo per frode, nel 2023, Trump aveva sostenuto di avere 300-400 milioni di dollari in contanti, “segno - aveva detto - che le attività andavano alla grande”. Eppure solo cinque anni prima i ricavi d…
NEW YORK – La Casa Bianca si sta rivelando una miniera d’oro. Non per tutti gli americani, ma per una famiglia: quella di Donald Trump. Da quando è tornato alla guida del Paese, il tycoon ha invertito la rotta degli affari, passando dal trovarsi a un passo dalla crisi, all’essere alla guida di un’organizzazione miliardaria, che firma accordi con presidenti, emiri, e immobiliaristi.
Nella primavera di un anno fa, racconta il New York Times in un lungo articolo, Trump era finito in acque tempestose. Nonostante i media conservatori ne avessero tessuto le lodi, presentandolo come l’uomo d’affari di successo, le sue attività erano in crisi. Il suo grattacielo di Lower Manhattan produceva pochi utili, mentre i suoi golf club erano a corto di giocatori, sufficienti a coprire le spese. In un processo per frode, nel 2023, Trump aveva sostenuto di avere 300-400 milioni di dollari in contanti, “segno - aveva detto - che le attività andavano alla grande”. Eppure solo cinque anni prima i ricavi denunciati erano stati 52 milioni. Inoltre il futuro presidente era stato battuto più volte in tribunale in una serie di cause legali che gli erano costate una fortuna: doveva pagare 355 milioni per la sentenza sul caso frode allo Stato di New York, più altri 88 milioni da dare a Jean Carroll, la scrittrice che lo aveva querelato per diffamazione, più 600 milioni di dollari di spese legali accumulate negli anni, a cui aggiungere altri cento milioni di dollari in tasse dovute al fisco.
Fino a un anno fa si parlava di tycoon a un passo dal baratro, ma a salvarlo sono stati due eventi: la nomination repubblicana per le presidenziali e l’arrivo in famiglia della criptovaluta. La vittoria alle presidenziali lo ha riportato in vetta. Dopo il trionfo di novembre, gli affari sono schizzati come razzi e il patrimonio del nuovo presidente si è moltiplicato nel giro di pochi mesi. Adesso Trump è coinvolto in una serie di affari legati alla moneta digitale e come capo della politica della criptovaluta ha un enorme conflitto di interesse: è il controllore e il controllato. Secondo un’analisi fatta dal New York Times, questa conflitto si è tradotto in uno straordinario arricchimento della famiglia del presidente. La portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha respinto le ombre, dicendo che il presidente rispetta le leggi sul conflitto di interesse, “perché lui ha a cuore solo gli interessi degli americani”.
Ma le casse strapiene della famiglie sono legate al boom di affari legato alla criptovaluta. Il 2025, ha dichiarato il figlio del presidente, Eric Trump, passerà come “il più forte nella rimarchevole storia della Trump Organization”. Non solo. Gli Emirati Arabi Uniti hanno investito due miliardi di dollari nella World Liberty Financial, la società cripto di famiglia. La stessa compagnia ha raccolto più di due miliardi e mezzo di dollari in bitcoin, ha emesso e lanciato il $Trump memecoin, che ha generato 350 milioni di ricavi soltanto nelle prime settimane di lancio, e invaso il mercato con la vendita di oggetti del culto Maga, dalle bibbie alle chitarre, dai profumi agli orologi. Sono nate partnership con gli sceicchi per organizzare super tornei di golf e costruire un campo a Dubai.
Sempre attraverso i canali della moneta digitale, la Trump Organization ha sviluppato partnership nel campo dei resort, in Arabia e in Qatar, annunciato la costruzione di due torri a Riad, un golf resort in Qatar, progetti immobiliari in Vietnam e Serbia. Secondo esperti legali, il tycoon sta spingendo troppo i limiti legali delle sue operazioni, approfittando del ruolo di presidente per arricchirsi. Ma avendo in questo momento in mano il Paese, nessuno sembra in grado di poterlo fermare.