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La telefonata più dura. Putin: “Sull’Ucraina non arretro”. E Trump protesta: “Non sono contento”

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Un fallimento il sesto colloquio tra i leader. L’americano: “Nessun passo avanti”. Il capo del Cremlino: “Non rinuncio ai miei obiettivi”. Poi offre al tycoon uno scambio di film sui valori conservatori tra Russia e Usa. Gli europei a Zelensky: “Kiev entrerà nella Ue”
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La luna di miele da “Attacca tu… No, prima tu” è finita. Alla domanda su chi avesse chiuso per primo il telefono, Vladimir Putin o Donald Trump, per evitare imbarazzi il Cremlino ha risposto: «Gli interpreti». Altro che «nessuno di loro voleva riattaccare» come lo scorso maggio. Anche la durata della conversazione si è dimezzata rispetto al passato: la sesta telefonata tra i due leader dal ritorno del repubblicano alla Casa Bianca è durata «quasi un’ora».

Una conversazione «schietta», l’ha definita il consigliere diplomatico del Cremlino Jurij Ushakov. E c’è da credergli. Stando al suo resoconto, Trump è tornato a chiedere al leader del Cremlino di porre fine al conflitto in Ucraina, ma Putin ha fatto muro. Stavolta non si è neppure nascosto dietro a vuote promesse, a parte la reiterata disponibilità a proseguire i negoziati diretti con Kiev. «La Russia — ha detto — perseguirà i suoi obiettivi, ossia l’eliminazione delle ben note cause profonde che hanno portato alla situazione a…

La luna di miele da “Attacca tu… No, prima tu” è finita. Alla domanda su chi avesse chiuso per primo il telefono, Vladimir Putin o Donald Trump, per evitare imbarazzi il Cremlino ha risposto: «Gli interpreti». Altro che «nessuno di loro voleva riattaccare» come lo scorso maggio. Anche la durata della conversazione si è dimezzata rispetto al passato: la sesta telefonata tra i due leader dal ritorno del repubblicano alla Casa Bianca è durata «quasi un’ora».

Una conversazione «schietta», l’ha definita il consigliere diplomatico del Cremlino Jurij Ushakov. E c’è da credergli. Stando al suo resoconto, Trump è tornato a chiedere al leader del Cremlino di porre fine al conflitto in Ucraina, ma Putin ha fatto muro. Stavolta non si è neppure nascosto dietro a vuote promesse, a parte la reiterata disponibilità a proseguire i negoziati diretti con Kiev. «La Russia — ha detto — perseguirà i suoi obiettivi, ossia l’eliminazione delle ben note cause profonde che hanno portato alla situazione attuale, all’aspro confronto attuale. La Russia non rinuncerà a questi obiettivi». Nessun compromesso, insomma. Non è un caso che il primo commento di Trump sia stato: «Ho detto a Putin che non sono contento. Non ho fatto alcun progresso».

Trump: “Non abbiamo interrotto le forniture di armi a Kiev”

Putin aveva annunciato la telefonata al forum dell’Agenzia per le Iniziative Strategiche a Mosca. Sono «imbarazzato a farlo aspettare. Si offenderà», aveva detto troncando il suo intervento prima del previsto. Il giorno prima Washington aveva deciso di sospendere l’invio di alcune armi all’Ucraina, ma il tema durante la telefonata non sarebbe stato sollevato. Parlando in seguito coi giornalisti, Trump ha però precisato che le forniture di armi non sono state interrotte, «ma ne abbiamo inviate troppe e dobbiamo essere sicuri di averne abbastanza per noi». Con Putin, invece, ha esordito annunciando il voto al Congresso del «grande, splendido disegno di legge» di bilancio.

Dopo l’hockey, lo scambio di film tra Usa e Russia

Putin si è congratulato, anche in vista della festa del 4 luglio, rivendicando un «ruolo significativo» della Russia anche «nella formazione dello Stato americano». Perché dunque non celebrare questa «alleanza dalle profonde radici storiche» con uno scambio di film «che promuovano i valori tradizionali condivisi da noi e dall’amministrazione Usa»? Trump avrebbe risposto di «apprezzare l’idea», anche se finora la precedente proposta putiniana di organizzare partite di hockey su ghiaccio tra squadre russe e statunitensi è rimasta lettera morta.

Lo scontro sull’Ucraina

Dopo i convenevoli, si è passati ai temi seri. Iran e Medio Oriente, innanzitutto, con Putin che ha sottolineato «l’importanza di risolvere tutte le situazioni di conflitto esclusivamente per via politica e diplomatica». Poi la Siria e, infine, «naturalmente», l’Ucraina. E qui c’è stato lo scontro. Trump ha nuovamente chiesto «una rapida cessazione delle azioni militari». Putin, invece, non si è schiodato dai suoi «obiettivi»: la rinuncia di Kiev alla Nato e a cinque sue regioni. A Trump non ha offerto altro che la sua disponibilità a «proseguire» i negoziati a Istanbul, purché restino bilaterali, tra Russia e Ucraina, senza gli Usa a mediare.

Dei contenuti o delle date dei futuri colloqui diretti, i due leader non hanno parlato, né di un eventuale vertice tra di loro. È «nell’aria», ha però buttato lì Ushakov. Si è semmai ragionato su «una serie di promettenti progetti economici, in particolare nell’energia e ricerca spaziale». Parole che hanno rallegrato gli osservatori russi. Come l’americanista Rafael Ordukhanjan che si è detto certo che Trump «spiegherà al suo entourage che Putin è determinato e che tutte le richieste iniziali devono essere ritirate», ma che preparerà «un accordo futuro, globale» su Ucraina e Medio Oriente, ma anche Pacifico e Cina.

Le promesse della Ue a Zelensky

Da Aarhus, dove ha partecipato all’inaugurazione del semestre di presidenza danese della Ue, Volodymyr Zelensky, invece, non ha condiviso tanto entusiasmo: «Non sono sicuro che Putin e Trump abbiano argomenti comuni di cui parlare, perché sono molto diversi». Il presidente ucraino ora aspetta il suo turno: «Contiamo sulla continuazione del sostegno Usa. Spero domani, o nei prossimi giorni, di parlarne con Trump». Nell’attesa ha incassato la promessa del Consiglio europeo ad «andare avanti» verso l’adesione di Kiev e la raccomandazione di Ursula von der Leyen a usare i fondi Ue per «comprare armi da dare all’Ucraina» o «investire nella sua industria bellica». Zelensky ha poi continuato a premere per un faccia a faccia con Putin. «In Russia decide lui. Ecco perché serve un incontro a livello di leader se vogliamo la pace». Putin, però, non sembra volerla.

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