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L’analista: “Tra Putin e Trump dialogo breve e glaciale, per loro la guerra è quasi secondaria”

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Parla Ruslan Bortnik, il direttore dell’Istituto di politica ucraino: “Mostrano che continuano a cooperare e stanno sviluppando nuove collaborazioni”
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«È davvero toccante commentare guerra e negoziato con il frastuono della contraerea: a Kiev siamo sotto attacco dei droni russi», dice il direttore dell’Istituto di politica ucraino, Ruslan Bortnik.

Sentiamoci a fine allarme...

«No, va tutto bene. Tutto normale, per l’Ucraina di oggi».

Trump e Putin hanno parlato un’ora per dirsi cosa?

«È una telefonata breve, non più di 20 minuti a testa, con la traduzione. Il motivo della chiamata erano le notizie sullo stop degli aiuti a Kiev. La telefonata di oggi, e quella che ci sarà tra Zelensky e Trump, sono tecnologia politica per gestire le critiche dei media americani. Trump potrà dire: “Ho fatto tutto il possibile, la pace è vicina” e così via, come fa sempre».

Altri temi interessanti toccati?

«La richiesta di cessate il fuoco che Putin ha rifiutato: insiste a combattere fino al raggiungimento degli obiettivi inclusi quelli che chiama “le radici profonde” del conflitto. Però dice di essere pronto a continuare i negoziati con l’Ucrai…

«È davvero toccante commentare guerra e negoziato con il frastuono della contraerea: a Kiev siamo sotto attacco dei droni russi», dice il direttore dell’Istituto di politica ucraino, Ruslan Bortnik.

Sentiamoci a fine allarme...

«No, va tutto bene. Tutto normale, per l’Ucraina di oggi».

Trump e Putin hanno parlato un’ora per dirsi cosa?

«È una telefonata breve, non più di 20 minuti a testa, con la traduzione. Il motivo della chiamata erano le notizie sullo stop degli aiuti a Kiev. La telefonata di oggi, e quella che ci sarà tra Zelensky e Trump, sono tecnologia politica per gestire le critiche dei media americani. Trump potrà dire: “Ho fatto tutto il possibile, la pace è vicina” e così via, come fa sempre».

Altri temi interessanti toccati?

«La richiesta di cessate il fuoco che Putin ha rifiutato: insiste a combattere fino al raggiungimento degli obiettivi inclusi quelli che chiama “le radici profonde” del conflitto. Però dice di essere pronto a continuare i negoziati con l’Ucraina, e hanno deciso di mantenerli nel formato bilaterale Russia-Ucraina. È un punto molto importante: c’erano grandi discussioni sulla possibilità di includere gli Usa o altri Paesi».

L’ha colpita qualcos’altro?

«Non hanno parlato della fine dei bombardamenti sull’Ucraina. E c’è stata una piccola, interessante iniziativa economico-culturale: l’invio reciproco di film sui valori familiari conservatori. Hanno anche discusso di temi economici, non si sa quali ma un membro del team russo dice che si è aperta una nuova pagina nelle relazioni».

Prospettive future, ma la pace?

«È stato un dialogo glaciale. Molto ufficiale, formale: guerra e negoziati continueranno insieme, è questa la conseguenza».

Lanciavano messaggi?

«A quei Paesi che cercano di capire quale sia il loro ruolo in questo gioco geopolitico. Mostrano che continuano a cooperare e stanno persino sviluppando nuove collaborazioni. La questione ucraina è quasi separata».

Il terzo round dei negoziati?

«Entro luglio, penso. Entrambe le parti sono pronte a fissare data e luogo, ma qualsiasi compromesso politico è impossibile ora. Sono in grado solo di fare piccoli passi umanitari o forse economici».

Gli Usa fermeranno gli aiuti?

«Li sospesero a marzo, ma era chiara la richiesta a Kiev: accettare il cessate il fuoco. Ora invece vogliono risparmiare le risorse per Medio Oriente, Taiwan...».

L’estate di guerra è inevitabile?

«Sì, fino a metà autunno. Forse allora, valutati i risultati, i negoziati saranno più concreti».

Kiev non rischia di indebolirsi?

«Il governo ucraino non ha una strategia di uscita dalla guerra, almeno fino a quando non ci sarà un forte supporto congiunto per la pace da parte di Ue e Stati Uniti».

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