WASHINGTON – Sarà un boomerang per i repubblicani, la legge di spesa votata al Congresso? Lo Speaker della Camera Mike Johnson è stato uno dei principali complici del presidente Trump, per far approvare il “Big Beautiful Bill”, che taglia di circa mille miliardi di dollari la spesa per il Medicaid. Eppure quasi il 40% degli elettori nel suo distretto della Louisiana dipende da questo programma della sanità pubblica per sopravvivere. Qui sta il succo della contraddizione accettata dal Gop, che rischia di costargli cara alle elezioni midterm del prossimo anno.
La “finanziaria” voluta da Trump fa fondamentalmente una cosa sola: taglia le tasse per circa 4.500 miliardi di dollari, tra il rinnovo delle agevolazioni fiscali che lui aveva promosso durante il mandato del 2017 e alcuni provvedimenti nuovi. "Abbiamo ottenuto una vittoria fenomenale con l'approvazione al Congresso del 'big beutiful bill'", ha dettoil tycoon dal palco in Iowa dove ha dato il via alle celebrazioni per i 250 a…
WASHINGTON – Sarà un boomerang per i repubblicani, la legge di spesa votata al Congresso? Lo Speaker della Camera Mike Johnson è stato uno dei principali complici del presidente Trump, per far approvare il “Big Beautiful Bill”, che taglia di circa mille miliardi di dollari la spesa per il Medicaid. Eppure quasi il 40% degli elettori nel suo distretto della Louisiana dipende da questo programma della sanità pubblica per sopravvivere. Qui sta il succo della contraddizione accettata dal Gop, che rischia di costargli cara alle elezioni midterm del prossimo anno.
La “finanziaria” voluta da Trump fa fondamentalmente una cosa sola: taglia le tasse per circa 4.500 miliardi di dollari, tra il rinnovo delle agevolazioni fiscali che lui aveva promosso durante il mandato del 2017 e alcuni provvedimenti nuovi. "Abbiamo ottenuto una vittoria fenomenale con l'approvazione al Congresso del 'big beutiful bill'", ha dettoil tycoon dal palco in Iowa dove ha dato il via alle celebrazioni per i 250 anni dell'America.
Ma il primo problema, in base alla filosofia repubblicana di essere fiscalmente responsabili, è che non ci sono le coperture. Fallita l’operazione Doge di Elon Musk, che in teoria avrebbe dovuto far risparmiare fino a 2.000 miliardi allo Stato, e in attesa di ricevere i profitti sperati dai dazi, l’unica strada percorribile era ridurre la spesa pubblica, ma il “Big Beautiful Bill” è assai lontano dalla cifra necessaria. La “finanziaria” di Trump però toglie comunque quasi mille miliardi al Medicaid, ossia l’assistenza sanitaria offerta ai più poveri e ai disabili. Questa sarebbe stata una linea naturale per i repubblicani tradizionali, ossia favorire le classi agiate che li sostengono e penalizzare quelle più disagiate.
Nel modo al rovescio di Trump, però, tale logica è stata ribaltata. Il successo elettorale più significativo per Donald è venuto dalla sua capacità di attirare i voti della classe media e lavoratrice, soprattutto bianca. Erano abituali serbatoi del Partito democratico, conquistati grazie allo scontento per la globalizzazione, i posti di lavoro persi nel settore manifatturiero, l’immigrazione illegale e l’epidemia di tossicodipendenza. Molti di questi elettori però sono poveri, o comunque guadagnano salari che li qualificano per ricevere il Medicaid, e perderlo li manderebbe falliti. Nel distretto di Johnson sono 290.000 persone, ossia il 38% del totale.
I repubblicani giurano che toglieranno l’assistenza solo a chi non la merita, ossia i giovani che scelgono di non lavorare, gli immigrati illegali, gli imbroglioni. Poi colpiranno l’odiato Obamacare, che aveva ampliato il Medicaid. Il problema è che la maggioranza di chi usa questa sanità pubblica lavora, ma non guadagna abbastanza per pagarsi le assicurazioni private. Se hanno votato Trump e perderanno il salvagente si sentiranno traditi. Quindi potrebbero capire l’errore commesso ad abbandonare i democratici, e punire i repubblicani nelle urne il prossimo anno.