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Algeria, niente grazia per lo scrittore Sansal

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Ci speravano familiari, amici e le autorità francesi, in occasione del sessantatreesimo anniversario dell’indipendenza dello Stato del presidente Tebboune. Ma così non è stato
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TUNISI – Niente da fare: Boualem Sansal, lo scrittore franco-algerino, in prigione ad Algeri da più di sette mesi e condannato a cinque anni di reclusione senza condizionale in appello, non ha beneficiato della grazia presidenziale. Ci speravano i suoi familiari, gli amici e le autorità francesi, all’occasione del sessantatreesimo anniversario dell’indipendenza algerina, che cade sabato 5 luglio. La sera prima, come vuole la tradizione, il presidente Abdelmadjid Tebboune firma un decreto che concede la grazia a una lunga serie di detenuti. Ma non è stato così per Sansal, sul quale pesa, tra i capi di accusa, quello di “attentato all’unità nazionale”.

Peccato, avrebbe potuto essere il primo passo verso una riconciliazione tra i due paesi, sui quali gravano tanti problemi, irrisolti dovuti al passato coloniale e alla violenta guerra di liberazione dell’Algeria. La crisi era iniziata nel luglio 2024, dopo che Parigi aveva riconosciuto la sovranità marocchina sul Sahara Occidentale, ex c…

TUNISI – Niente da fare: Boualem Sansal, lo scrittore franco-algerino, in prigione ad Algeri da più di sette mesi e condannato a cinque anni di reclusione senza condizionale in appello, non ha beneficiato della grazia presidenziale. Ci speravano i suoi familiari, gli amici e le autorità francesi, all’occasione del sessantatreesimo anniversario dell’indipendenza algerina, che cade sabato 5 luglio. La sera prima, come vuole la tradizione, il presidente Abdelmadjid Tebboune firma un decreto che concede la grazia a una lunga serie di detenuti. Ma non è stato così per Sansal, sul quale pesa, tra i capi di accusa, quello di “attentato all’unità nazionale”.

Peccato, avrebbe potuto essere il primo passo verso una riconciliazione tra i due paesi, sui quali gravano tanti problemi, irrisolti dovuti al passato coloniale e alla violenta guerra di liberazione dell’Algeria. La crisi era iniziata nel luglio 2024, dopo che Parigi aveva riconosciuto la sovranità marocchina sul Sahara Occidentale, ex colonia spagnola, mentre Algeri resta uno dei rari e strenui difensori della causa sahrawi. Altri incidenti di percorso costellano le recenti relazioni tra Francia e Algeria, pure l’oscura vicenda di Amir Boukhors, detto Amir DZ, influencer oppositore al regime algerino, che vive nella regione di Parigi. Fu sequestrato il 29 aprile 2024 e poi liberato il primo maggio. E per quella storia le autorità francesi hanno arrestato tre uomini, fra cui un agente consolare algerino, ancora in carcere.

Insomma, Sansal è solo la punta di un iceberg, tanto più che la situazione si aggrava sempre più. Domenica scorsa, a Tizi Ouzou, nella Cabilia, la regione berbera all’Est di Algeri, Christophe Gleizes, 36 anni, giornalista sportivo indipendente, è stato condannato a sette anni di prigione senza condizionale e subito incarcerato. Nel maggio 2024 si era recato nell’area per scrivere un articolo su una squadra di calcio, il Jsk (Jeunesse sportive de Kabylie). Era stato fermato con l’accusa di essere entrato in contatto con un dirigente del Jsk, che è pure un leader del Mak, il Movimento per l’autodeterminazione della Cabilia, classificato come “terroristico” dal 2021 dalle autorità algerine. Da allora Gleizes aveva vissuto in un albergo di Algeri, con il divieto di abbandonare il territorio nazionale, in attesa di giudizio, fino alla terribile condanna.

Ritorniamo a Sansal, che ha 80 anni ed è malato di un cancro alla prostata. E adesso? Resta la possibilità di una grazia individuale decretata da Tebboune per ragioni mediche, se il presidente deciderà di farlo. Era già successo per il giornalista Khaled Drareni, anche lui condannato per “attentato all’unità nazionale” e che era stato liberato nel febbraio 2021. Aveva seguito per alcuni media francesi l’hirak, il movimento anti-sistema dei giovani algerini, scoppiato tra il 2019 e il 2020 (e che lascia ancora oggi decine di detenuti politici in prigione in Algeria).

La sorte incerta di Sansal sembra anche il riflesso di volontà contrastanti all’interno del regime, dominato da sempre dall’esercito (e oggi amico dell’Italia, sempre più dipendente dalle forniture del gas algerino). Allo scrittore vengono rinfacciate le dichiarazioni che aveva rilasciato al media francese di estrema destra, “Frontières”, nell’ottobre 2024: secondo Sansal, il suo paese avrebbe ereditato, grazie alla colonizzazione francese, territori dell’Ovest che fino a quel momento avevano appartenuto al Marocco.

Spirito libero e personaggio provocatore, acceso nemico degli integralisti e critico acerrimo dell’islamizzazione del suo paese, Sansal è stato tollerato a lungo dal regime, fino allo scorso 16 novembre, quando fu arrestato a sorpresa al suo arrivo all’aeroporto di Algeri. La sua condanna a cinque anni di carcere è stata confermata martedì scorso in appello. Lui non avrebbe fatto ricorso in Cassazione, perché solo rendendo la pena definitiva, può beneficiare di un’eventuale grazia presidenziale.

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