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Cisgiordania, gli sceicchi di Hebron offrono a Israele di fare la pace e costituire un emirato

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In una lettera al governo israeliano cinque sceicchi di Hebron, in Cisgiordania, si sono detti favorevoli alla stipula degli Accordi di Abramo con Israele, dicendosi invece contrari alla soluzione a due Stati per due popoli, israeliano e palestinese
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Cinque sceicchi di Hebron, in Cisgiordania, sono favorevoli alla stipula degli Accordi di Abramo con Israele, dicendosi invece contrari alla soluzione a due Stati per due popoli, israeliano e palestinese. Lo scrive il Wall Street Journal spiegando che i cinque sceicchi hanno inviato una lettera al ministro dell'Economia israeliano Nir Barkat esprimendo la loro volontà di aderire agli Accordi promossi dal presidente americano Donald Trump durante il suo primo mandato.

La lettera

Nella lettera si legge la volontà di trasformare Hebron in un emirato che "riconosca lo Stato di Israele come Stato nazionale del popolo ebraico". Quindi, "lo Stato di Israele riconoscerà l'Emirato di Hebron come rappresentante dei residenti arabi nel distretto di Hebron". La lettera descrive l'accordo proposto come "equo e dignitoso" e afferma che può sostituire gli accordi di Oslo, "che hanno portato solo danni, morte, disastro economico e distruzione".

La reazione di Israele

Barkat ha dichiarato al Wall Stre…

Cinque sceicchi di Hebron, in Cisgiordania, sono favorevoli alla stipula degli Accordi di Abramo con Israele, dicendosi invece contrari alla soluzione a due Stati per due popoli, israeliano e palestinese. Lo scrive il Wall Street Journal spiegando che i cinque sceicchi hanno inviato una lettera al ministro dell'Economia israeliano Nir Barkat esprimendo la loro volontà di aderire agli Accordi promossi dal presidente americano Donald Trump durante il suo primo mandato.

La lettera

Nella lettera si legge la volontà di trasformare Hebron in un emirato che "riconosca lo Stato di Israele come Stato nazionale del popolo ebraico". Quindi, "lo Stato di Israele riconoscerà l'Emirato di Hebron come rappresentante dei residenti arabi nel distretto di Hebron". La lettera descrive l'accordo proposto come "equo e dignitoso" e afferma che può sostituire gli accordi di Oslo, "che hanno portato solo danni, morte, disastro economico e distruzione".

La reazione di Israele

Barkat ha dichiarato al Wall Street Journal che il vecchio paradigma dei due stati è fallito e che l'Autorità Nazionale Palestinese non gode di fiducia né tra la sua popolazione né in Israele. Da febbraio, il ministro ha ospitato lo sceicco Wadeè al-Jaabari, uno dei più influenti leader del clan di Hebron e promotore dell'iniziativa, e altri sceicchi nella sua casa di Gerusalemme. "Lo sceicco Jaabari vuole la pace con Israele e aderire agli Accordi di Abramo, con il sostegno dei suoi confratelli. Chi in Israele dirà di no?", si è chiesto Barkat.

"Non ci sarà nessuno Stato palestinese, nemmeno tra mille anni", ha dichiarato Jaabari al Wall Street Journal. "Dopo il 7 ottobre, Israele non lo concederà più", ha aggiunto. Un altro sceicco che ha aderito all'iniziativa ha concordato: "Pensare solo a creare uno Stato palestinese ci porterà tutti al disastro". Secondo il Wall Street Journal, altri sceicchi che sostengono l'iniziativa hanno mantenuto l'anonimato per garantire la loro sicurezza.

Lo sceicco Jaabari

Subito dopo la pubblicazione americana, il Jerusalem Post ha svelato di aver incontrato Jaabari di recente, nella sua tenda rossa cerimoniale di 15 metri per nove, "uguale dai tempi di Saladino", ha commentato lo sceicco. Sebbene per resistere al caldo del deserto tutt'intorno, la sopravvivenza sia garantita da un moderno impianto di aria condizionata. Fuori pochi uomini di guardia, per non turbare i giornalisti con tutti quegli uomini armati che nella zona proteggono le tende di personalità anche molto meno importanti di Jabaari. Lo sceicco è stato chiaro: ha il controllo di circa il 78% della popolazione metropolitana di Hebron, che si traduce in oltre 700.000 palestinesi. L'obiettivo è quello di coinvolgere alla fine altri sei 'emirati' palestinesi (secondo il modello degli Emirati Arabi Uniti), che comprendono le aree di Betlemme, Gerico, Nablus, Tulkarem, Jenin, Qalqilya e infine Ramallah, cuore del potere di Abu Mazen. Secondo il punto di vista degli sceicchi, l'Anp è una forza straniera proveniente dalla Tunisia (da dove l'Olp e l'allora leader Yasser Arafat furono espulsi prima degli accordi di Oslo), tornata in Cisgiordania dopo oltre 20 anni di esilio e soppiantato gli emirati tradizionali che avevano sempre gestito tutti gli affari palestinesi della zona.

L’odio tra i Jaabari e l’Anp

La famiglia Jaabari odia l'Anp da decenni: nel 2007 ha incendiato una stazione di polizia dell'Autorità e preso in ostaggio 34 agenti come rappresaglia per l'uccisione di un membro del clan. Anche il padre dello sceicco ha avuto numerosi incontri con funzionari israeliani, per cercare di portare avanti iniziative di coesistenza che non coinvolgessero l'Autorità. Il ministro Barkat ha informato nei dettagli il primo ministro, ma i rischi dell'operazione sono tali che finora Benyamin Netanyahu si è tenuto finora dalla questione per vedere che direzione prenderà il vento.

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