Australia, pranzo con funghi velenosi per familiari dell’ex marito: condannata per triplice omicidio
di Natasha CaragnanoIl 29 luglio 2023, Erin Patterson aveva organizzato un pranzo nella sua casa di Leongatha, in Australia, per accogliere alcuni parenti del suo ex marito, definendo l'incontro “un’occasione speciale”. In tavola: filetto alla Wellington con contorno di fagiolini, purè di patate e funghi Amanita phalloides, tra i più velenosi al mondo. Per mesi Patterson ha sostenuto che si fosse trattato di un tragico errore. Ma oggi, la giuria l’ha riconosciuta colpevole dell’omicidio dei suoceri Don e Gail Patterson e della sorella di Gail, Heather Wilkinson, e del tentato omicidio di Ian Wilkinson, unico sopravvissuto al pranzo fatale.
I pubblici ministeri non hanno fornito un movente per gli omicidi, ma durante il processo hanno sottolineato i rapporti tesi tra la donna e il marito da cui si era separata e la frustrazione che lei aveva provato in passato nei confronti dei suoceri. Patterson, 50 anni, rischia l'ergastolo: la sua condanna sarà resa nota in una prossima udienza, la cui data non è stat…
Il 29 luglio 2023, Erin Patterson aveva organizzato un pranzo nella sua casa di Leongatha, in Australia, per accogliere alcuni parenti del suo ex marito, definendo l'incontro “un’occasione speciale”. In tavola: filetto alla Wellington con contorno di fagiolini, purè di patate e funghi Amanita phalloides, tra i più velenosi al mondo. Per mesi Patterson ha sostenuto che si fosse trattato di un tragico errore. Ma oggi, la giuria l’ha riconosciuta colpevole dell’omicidio dei suoceri Don e Gail Patterson e della sorella di Gail, Heather Wilkinson, e del tentato omicidio di Ian Wilkinson, unico sopravvissuto al pranzo fatale.
I pubblici ministeri non hanno fornito un movente per gli omicidi, ma durante il processo hanno sottolineato i rapporti tesi tra la donna e il marito da cui si era separata e la frustrazione che lei aveva provato in passato nei confronti dei suoceri. Patterson, 50 anni, rischia l'ergastolo: la sua condanna sarà resa nota in una prossima udienza, la cui data non è stata ancora fissata.
Per cinque settimane, Patterson ha osservato in silenzio il suo processo dal banco degli imputati. Il ventiquattresimo giorno ha iniziato a raccontare la sua versione dei fatti. Mentre preparava il filetto alla Wellington aveva aggiunto dei funghi da un contenitore nella sua dispensa, che conteneva sia funghi acquistati al supermercato che raccolti spontaneamente. In un primo momento aveva mentito sul suo hobby di cercare funghi selvatici, temendo che potesse aggravare la sua posizione. Tuttavia, ha assicurato di aver preparato sei piatti identici per tutti i commensali e di essersi indotta il vomito dopo il pasto, spiegando di soffrire di bulimia da anni.
Nella sua testimonianza, Patterson ha parlato della sua battaglia continua con la bassa autostima e ha raccontato di un intervento chirurgico per la perdita di peso, che viveva con vergogna. Per questo motivo, durante il pranzo, aveva annunciato alla famiglia dell’ex marito di essere malata di cancro all’utero. “In quel momento ho pensato che quello fosse il motivo per cui ci aveva invitati a pranzo,” ha dichiarato Ian Wilkinson, marito della zia dell’ex marito e unico sopravvissuto al pasto.
Wilkinson ha ricordato che la donna aveva servito i singoli filetti di manzo in quattro grandi piatti grigi e in un piatto più piccolo, di colore “arancione-marrone”, da cui aveva mangiato Patterson. Il filetto era “delizioso”, ha raccontato il sopravvissuto. Nessuno di loro avrebbe mai potuto immaginare, né riconoscere, la presenza di un fungo tossico, facilmente confondibile con varietà commestibili e dal sapore dolce, che maschera la sua estrema pericolosità. Don, Gail e Heather sono morti in ospedale nell'arco di una settimana, Ian è stato l'unico a sopravvivere, insieme all’ex marito di Patterson che ha deciso non partecipare al pranzo perché gli sembrava “una situazione imbarazzante”.
Il suo rifiuto, in realtà, aveva fatto arrabbiare Erin che per il pranzo aveva speso “una piccola fortuna”. I due erano ancora sposati legalmente, ma si erano lasciati nel 2005. Avevano avuto un rapporto amichevole fino al 2022, quando una disputa sul mantenimento dei due figli ha raffreddato i rapporti rendendo le comunicazioni “funzionali”.
Durante la sua testimonianza, il figlio ha parlato di un rapporto conflittuale in cui il padre "fa molte cose per cercare di ferire" la madre. Lui e sua sorella hanno raccontato di aver mangiato, il giorno dopo il pranzo incriminato, gli avanzi del filetto alla Wellington preparato dalla madre. La figlia ha definito Patterson "una bravissima cuoca", mentre il figlio, allora quattordicenne, ha descritto il pasto come "una delle carni migliori che abbia mai mangiato".
Descritta da chi la conosce come una persona spiritosa e intelligente, Erin Patterson è un’appassionata di cucina e di true crime al punto che un’amica, durante il processo, l’ha definita “una super investigatrice”. Nei giorni compresi tra il pranzo letale e l’arresto, la donna aveva inizialmente collaborato con gli inquirenti.
Ma presto sono emerse bugie e contraddizioni: l’hobby di raccogliere funghi negato in un primo momento, la presenza di un essiccatore che aveva dichiarato di non possedere, le ricerche online sui funghi velenosi, la falsa diagnosi di un tumore all’utero.
Nonostante le testimonianze di oltre cinquanta persone, nessuno è riuscito a indicare un movente chiaro. La scelta dell’arma e il mistero che ancora avvolge il vero motivo dietro l’omicidio hanno tenuto con gli australiani incollati al processo, ma anche l’opinione pubblica internazionale. Tanto che in aula si sono alternati importanti scrittori australiani di gialli, mentre è già in produzione un film e un documentario.