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Il sindaco di Kiev a Merz: “Dateci i missili Taurus”

(reuters)

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Klitschko si appella al cancelliere tedesco: “Servono per difenderci dagli attacchi sugli obiettivi civili”
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C’è una famiglia di quarantenni a bordo della propria auto, è un’uscita domenicale in città, ma non c’è nulla di sicuro in Ucraina: sono morti sul colpo centrati da un drone a Nikopol, sulle sponde del fiume Dnipro; e ci sono altri due civili uccisi in città da bombe plananti. Missili e droni volano a ondate sempre più cospicue, ma ogni giorno ormai anche i droni ucraini ronzano in profondità in Russia. Ieri Mosca e San Pietroburgo sono state di nuovo costrette a sospendere i voli civili: «Sei droni abbattuti erano diretti sulla capitale».

Con l’America di Trump che tira i remi in barca sugli aiuti militari e la Russia che avanza lentamente ma continuamente — soprattutto nel Donbass — Kiev sposta verso l’Europa l’asse delle pressioni: la Germania del cancelliere Friedrich Merz è diventata un alleato strategico talmente decisivo che ieri anche uno dei più acerrimi rivali del presidente Zelensky, il sindaco di Kiev Vitali Klitschko, ha affiancato la presidenza nel chiedere a Berl…

C’è una famiglia di quarantenni a bordo della propria auto, è un’uscita domenicale in città, ma non c’è nulla di sicuro in Ucraina: sono morti sul colpo centrati da un drone a Nikopol, sulle sponde del fiume Dnipro; e ci sono altri due civili uccisi in città da bombe plananti. Missili e droni volano a ondate sempre più cospicue, ma ogni giorno ormai anche i droni ucraini ronzano in profondità in Russia. Ieri Mosca e San Pietroburgo sono state di nuovo costrette a sospendere i voli civili: «Sei droni abbattuti erano diretti sulla capitale».

Con l’America di Trump che tira i remi in barca sugli aiuti militari e la Russia che avanza lentamente ma continuamente — soprattutto nel Donbass — Kiev sposta verso l’Europa l’asse delle pressioni: la Germania del cancelliere Friedrich Merz è diventata un alleato strategico talmente decisivo che ieri anche uno dei più acerrimi rivali del presidente Zelensky, il sindaco di Kiev Vitali Klitschko, ha affiancato la presidenza nel chiedere a Berlino armi difensive e offensive. Con un intervento sulla tedesca Bild, l’ex pugile campione dei massimi con un lungo passato di vita e combattimenti in Germania, chiede a Merz di mantenere le promesse sui missili da crociera, visto che «in passato ha detto che gli attacchi russi su obiettivi civili avrebbero dovuto avere come conseguenza la consegna dei Taurus».

L’appello di Klitschko cammina parallelo a un solido lavoro diplomatico: il tabloid pubblica una «lista segreta» molto dettagliata che secondo le sue fonti è stata consegnata «ai rappresentanti del governo tedesco». Contiene un lungo elenco di richieste di armi e munizioni tra difesa aerea, blindati e guerra elettronica. Kiev avrebbe chiesto «4 sistemi missilistici Iris-T» con «1.500 missili guidati per il sistema a medio raggio Iris-T SLM, 500 missili guidati per il corto raggio Iris-T SLS e 200mila proiettili da 40 millimetri per i droni russi». La lista continua con «mille veicoli antimine e 200 cingolati, 30 blindati per sminamento e da 20 a 30 corazzati», e con «200 fuoristrada per le forze speciali». Per la guerra elettronica, secondo la Bild l’Ucraina ha chiesto «mille jammer Gps per contrastare i droni e 200 radar mobili».

Se non ci sono conferme ufficiali, sostiene il tabloid, è per «tenere Putin all’oscuro» e non dover giustificare con i tedeschi i ritardi nelle consegne. La lista vale miliardi, ma gli aiuti tedeschi già stanziati per il 2025 per l’Ucraina sono passati da 7,1 a 8,3 miliardi di dollari: la Germania, secondo donatore dopo gli Usa, ha già fornito o stanziato un totale di 38 miliardi all’Ucraina.

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