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Russia, morto il ministro dei Trasporti che era stato rimosso oggi da Putin: “Si è suicidato”

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Roman Starovojt, 52 anni, era stato nominato nel maggio 2024, prima aveva ricoperto per cinque anni il ruolo di governatore della regione di Kursk
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Il ministro dei Trasporti russo Roman Starovojt è stato trovato senza vita. Si indaga per suicidio. Canali Telegram vicini ai servizi di sicurezza raccontano che stesse tenendo una riunione quando è arrivata la notizia che il presidente Vladimir Putin lo aveva destituito per decreto e che la procura lo stava indagando per corruzione. L’oramai ex ministro cinquantatreenne avrebbe salutato tutti e sarebbe andato via. Forbes Russia, invece, scrive che si sarebbe tolto la vita il giorno prima del suo licenziamento.

Quel che è certo è che Starovojt è stato trovato senza vita nella sua auto accanto alla pistola che aveva ricevuto come onorificenza nel 2003. «Oggi, nel distretto urbano di Odintsovo, il corpo dell’ex ministro dei Trasporti è stato trovato nella sua auto personale con una ferita da arma da fuoco», si legge nel rapporto. Un suicidio, sostiene il Comitato investigativo russo. Il primo di un ministro in era post-sovietica, nonché il primo legato alle inchieste sui fondi spesi, o …

Il ministro dei Trasporti russo Roman Starovojt è stato trovato senza vita. Si indaga per suicidio. Canali Telegram vicini ai servizi di sicurezza raccontano che stesse tenendo una riunione quando è arrivata la notizia che il presidente Vladimir Putin lo aveva destituito per decreto e che la procura lo stava indagando per corruzione. L’oramai ex ministro cinquantatreenne avrebbe salutato tutti e sarebbe andato via. Forbes Russia, invece, scrive che si sarebbe tolto la vita il giorno prima del suo licenziamento.

Quel che è certo è che Starovojt è stato trovato senza vita nella sua auto accanto alla pistola che aveva ricevuto come onorificenza nel 2003. «Oggi, nel distretto urbano di Odintsovo, il corpo dell’ex ministro dei Trasporti è stato trovato nella sua auto personale con una ferita da arma da fuoco», si legge nel rapporto. Un suicidio, sostiene il Comitato investigativo russo. Il primo di un ministro in era post-sovietica, nonché il primo legato alle inchieste sui fondi spesi, o meglio sperperati, per l’Operazione militare speciale in Ucraina.

Il decreto di Putin non menzionava le ragioni della sua rimozione, ma il futuro di Starovojt era in discussione da quando era stata aperta un’indagine sulla corruzione nella regione di Kursk, al confine con l’Ucraina, che aveva guidato per cinque anni come governatore prima di essere nominato a capo del ministero dei Trasporti nel maggio 2024. Il suo successore ed ex vice Aleksej Smirnov non era durato in carica neppure un anno. Lo scorso dicembre era stato sostituito e lo scorso aprile era stato arrestato e accusato di essersi appropriato di almeno un miliardo di rubli, circa 11 milioni di euro, dei 19,4 miliardi stanziati nel 2022 per costruire fortificazioni difensive, tra cui i cosiddetti “denti di drago”, lungo il confine con l’Ucraina. Tre mesi dopo la promozione di Starovojt a ministro, le truppe ucraine avevano attraversato il confine e occupato oltre mille chilometri quadrati ed erano state respinte soltanto lo scorso maggio grazie anche all’aiuto della Corea del Nord. Stando a diverse fonti, Smirnov avrebbero testimoniato che anche Starovojt era coinvolto nell’appropriazione indebita che aveva reso la regione di Kursk vulnerabile alla più grande incursione in territorio russo dalla Seconda Guerra Mondiale.

Come ha osservato Mark Galeotti in uno degli oltre 30 saggi che ha scritto sulla Russia, «il vero problema per la Russia è la portata industriale della corruzione ai vertici del sistema, che succhia il sangue dalle vene del Paese e il midollo dalle sue ossa. Secondo la Fondazione Indem, uno dei pochi think tank indipendenti rimasti in Russia, la corruzione consuma fino a un terzo del suo prodotto interno lordo». A inizio luglio era stato condannato a 13 anni di carcere l’ex viceministro della Difesa Timur Ivanov, soprannominato dai media russi il “generale glamour” per il suo stile di vita sfarzoso: anch’egli accusato di appropriazione indebita. Il suo arresto nell’aprile 2024 aveva dato il via a una “purga” nella Difesa che aveva portato all’arresto o processo di almeno dieci funzionari e generali ed era culminata con la rimozione di Sergej Shojgu dal vertice del dicastero.

Il suicidio di Starovojt arriva in un momento di sfide significative per il settore dei trasporti russo. Il settore aeronautico russo è a corto di pezzi di ricambio. Le Ferrovie Russe, principale datore di lavoro del Paese, sono alle prese con l’impennata dei costi perché gli elevati tassi di interessi necessari per frenare l’inflazione esacerbata dal conflitto si fanno sentire. E i droni ucraini a lungo raggio costringono spesso gli aeroporti russi a sospendere le loro attività per motivi di sicurezza, causando talvolta gravi disagi. Al posto di Storovojt è stato nominato Andrej Nikitin, ex governatore della regione di Novgorod, che, incontrando Putin, si è affrettato a promettere che digitalizzerà il settore dei trasporti russo per garantire flussi di merci più fluidi. Per l’ex governatore di Kursk ed ex ministro dei Trasporti Starovojt neppure una parola di cordoglio. Né dal suo successore, né tantomeno da Putin.

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