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Macron vola da Starmer: i volenterosi vanno avanti “in eterno con l’Ucraina”

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A Londra prima visita di Stato di un leader europeo dalla Brexit: il discorso in Parlamento, l’incontro con i reali e i brindisi a Windsor
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LONDRA – Emmanuel Macron arriva alle 16.30 nella scarlatta e gloriosa Royal Gallery del Parlamento di Westminster, adornata dai quadri dei monarchi britannici, dalle statue d’oro di Elisabetta I ed Enrico V, e da due dipinti giganteschi: a destra la battaglia di Waterloo, a sinistra Trafalgar. Due sconfitte epiche della Francia napoleonica. In tempi di Brexit, sarebbero state una provocazione degli inglesi. Oggi, invece, sono il paradossale simbolo dell’indistruttibile “entente cordiale” tra Regno Unito e Francia, patto di amicizia firmato dai due Paesi nel 1904.

Perché, in attesa della Germania di Merz, Londra e Parigi sono i pilastri della nuova resistenza europea contro la Russia di Putin, vista anche l’America schizofrenica verso l’Ucraina. Il presidente francese, con la moglie Brigitte sul palco, parla a camere riunite del Parlamento britannico: «Francia e Regno Unito sosteranno l’Ucraina, per sempre. Gli europei non abbandoneranno mai Kiev. Mai. Qualsiasi decisione prenda qualc…

LONDRA – Emmanuel Macron arriva alle 16.30 nella scarlatta e gloriosa Royal Gallery del Parlamento di Westminster, adornata dai quadri dei monarchi britannici, dalle statue d’oro di Elisabetta I ed Enrico V, e da due dipinti giganteschi: a destra la battaglia di Waterloo, a sinistra Trafalgar. Due sconfitte epiche della Francia napoleonica. In tempi di Brexit, sarebbero state una provocazione degli inglesi. Oggi, invece, sono il paradossale simbolo dell’indistruttibile “entente cordiale” tra Regno Unito e Francia, patto di amicizia firmato dai due Paesi nel 1904.

Perché, in attesa della Germania di Merz, Londra e Parigi sono i pilastri della nuova resistenza europea contro la Russia di Putin, vista anche l’America schizofrenica verso l’Ucraina. Il presidente francese, con la moglie Brigitte sul palco, parla a camere riunite del Parlamento britannico: «Francia e Regno Unito sosteranno l’Ucraina, per sempre. Gli europei non abbandoneranno mai Kiev. Mai. Qualsiasi decisione prenda qualcun altro, noi andremo avanti». Applausi scroscianti di deputati e Lord, con lo speaker dei parrucconi che urla: “Vive la France!”.

Il riferimento di Macron alla galassia “Maga”, e subalterni, è chiaro. «Qui c’è in gioco la sicurezza dell’Europa. Londra e Parigi daranno l’esempio, con il bastione della Nato». Del resto, sono gli unici due Paesi europei con deterrente nucleare. «Dobbiamo smetterla di essere troppo dipendenti dagli Usa ma anche dalla Cina. Siamo popoli sovrani, dobbiamo proteggere il futuro dei nostri figli. Non possiamo lasciarlo alle decisioni e agli algoritmi degli altri».

«Per questo», continua il leader dell’Eliseo in un discorso di 33 minuti, «serve una cooperazione massiccia tra noi, sulla Difesa ma non solo: intelligenza artificiale, sicurezza, energia, migranti. La Brexit è alle spalle. Ora l’Europa deve essere più unita che mai». Secondo Bloomberg, l’Ue sta valutando l’istituzione di un fondo da 100 miliardi di euro per sostenere l’Ucraina. Se approvato, inizierebbe a essere erogato nel 2028.

È solo il primo di tre giorni di visita di Stato di Macron nel Regno. Primo leader europeo dopo l’uscita di Londra dall’Ue, primo francese dopo Sarkozy nel 2008. Pure Carlo III aveva pianificato il suo viaggio d’esordio da re all’estero proprio a Parigi. I simboli di ieri dicono tutto: una corona di fiori sulla statua di Winston Churchill a Parliament Square, un’altra per De Gaulle a Carlton Gardens. Prima, Macron era arrivato al castello di Windsor, accolto dalla Royal Family al completo: non solo Carlo e Camilla, ma anche William e Kate, tornata in pubblico dopo l’assenza ad Ascot, con gli orecchini di Diana e le perle di Elisabetta II. Tutti presenti, anche al principesco banchetto serale, di nuovo a Windsor.

Come ha dimostrato ieri anche sulla Palestina (“subito uno Stato”), Macron compie spesso un passo in più di Starmer, preoccupato di preservare la Special Relationship con l’America di Trump. Ma i due fanno da tempo asse granitico: dalla coalizione dei volenterosi in Ucraina alla Difesa europea. Hanno deciso di prendersi le responsabilità del futuro del Vecchio Continente. E, a differenza di altri leader europei, parlano schiettamente ai propri cittadini: tocca prepararsi a un’eventuale guerra. Ne discuteranno approfonditamente oggi e domani.

Ieri, intanto, hanno annunciato il prestito dell’Arazzo di Bayeux al British Museum dopo 900 anni (per l’anniversario della battaglia di Hastings) e hanno brindato a Windsor con un cocktail di gin inglese e pastis francese. Alla salute, di tutta l’Europa.

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